| 
CONCERTONE FINALE
SABATO 28 AGOSTO MELPIGNANO
PIAZZALE EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI
INIZIO ORE 19.30
Sabato 28 agosto, nel piazzale dell’ex Convento
degli Agostiniani a Melpignano, l’Orchestra popolare La Notte
della Taranta, diretta dal pianista e compositore piemontese Ludovico
Einaudi, proporrà i brani classici della musica popolare
salentina tra suoni tradizionali ed elettronica. L’orchestra è
composta da oltre venti tra musicisti (tamburelli, percussioni,
batteria, fiati, chitarre, mandola, violini, viola, violoncello,
organetto e fisarmonica) e cantanti. Sul palco, per l’evento finale,
si alterneranno alcuni ospiti speciali che si cimenteranno con
i brani della tradizione: la cantante portoghese Dulce
Pontes, considerata una delle più fulgide stelle della
world music e tra le maggiori e innovative interpreti di tradizione
fadista; la cantante greca Savina Yannatou, che
nel corso della sua carriera si è mossa tra musica tradizionale,
medievale, rinascimentale e barocca, fino a scoprire un grande
amore per l’improvvisazione vocale, il jazz, l’avanguardia; il
dj e polistrumentista turco Mercan Dede, che
da anni sperimenta la fusione di elettronica e tradizione folklorica
del suo paese, riuscendo a trasporre in musica la filosofia Sufi
dell’armonia degli opposti; i salentini Sud Sound System,
che tornano sul palco di Melpignano con la loro carica reggae;
Les Tambours Du Burundi, un ensemble di danzatori
e percussionisti considerato nel mondo l’ambasciatore della cultura
burundese e del tamburo; i Taraf de Haïdouks,
ensemble composto da voci, violini, fisarmoniche, cimbali, contrabbasso
e clarinetto, che prende il suo nome dagli antichi banditi della
Romania feudale, ancora oggi considerati simbolo di libertà e
giustizia sociale; Ballaké Sissoko, strumentista
di gran talento, proveniente da una famiglia di griot maliani,
considerato tra i più grandi interpreti della kora del suo paese.
Il Concertone di Melpignano sarà aperto, come da tradizione, dai
versi di Pierluigi Mele, poeta, autore e regista
teatrale, e vedrà anche l’esibizione di Joe Petrosino
& Rockammorra, vincitore del concorso Note
per la Notte, dedicato a giovani band che rielaborano la musica
popolare, realizzato in collaborazione con il Meeting delle Etichette
Indipendenti nell’ambito del progetto La Taranta nella Rete. Subito
dopo, sul palco Uccio Aloisi, fondamentale riferimento
per tutti coloro che intendono avvicinarsi alla musica di tradizione
orale salentina, affiancato dal gruppo Robba de Smuju e gruppi
di cantori tradizionali.
NOTA DI LUDOVICO EINAUDI
La prima volta che ho sentito parlare del fenomeno del tarantismo
risale ai miei vent'anni, ai tempi in cui studiavo al conservatorio
e parallelamente coltivavo letture tra le più disparate, saggi
in qualche modo correlati alla musica. Tra questi ricordo un bel
capitolo del libro di Gilbert Rouget, "Musica e Trance", dedicato
al fenomeno del tarantismo salentino. L'autore analizza le varie
interpretazioni intorno al rito di esorcismo nonché allo stato
di possessione che colpiva prevalentemente le donne, in quanto
durante la stagione della mietitura, le raccoglitrici di grano
erano maggiormente esposte al rischio di essere morsicate dalla
tarantola. Una volta morsicate sprofondavano in uno stato di grande
malessere, crisi isteriche convulsive e turbe emotive che si ripresentavano
ciclicamente ogni anno all'inizio dell'estate. La cura della "tarantata"
veniva effettuata da un gruppo di persone attraverso un complesso
rito terapeutico a base di musica, danza e uso dei colori, che
si svolgeva a casa della vittima e durava non meno di tre giorni.
Sulle note ritmiche delle "pizziche", la "tarantata" si abbandonava
a una danza concitata, che la induceva in uno stato di trance
liberandola dal malessere. Le pizziche, per chi non lo sapesse,
sono musiche basate su un ritmo molto incalzante, sostenuto principalmente
dal tamburello, strumento “re” della zona, con il quale i salentini
nei secoli hanno affinato una tecnica magistrale molto caratteristica.
Gli altri strumenti coinvolti nel rito erano soprattutto il violino,
l'organetto e la chitarra. Poi naturalmente una variazione illimitata
di invocazioni si accompagnava all’esorcismo: “Addo' ti pizzico'
la tarantella? sotto la putia de la 'unnella”, con anche invocazioni
a San Paolo, santo protettore dei “pizzicati”: “O Santu Paulu
meu delle tarante che pizzichi le caruse tutte quante (...) e
le fai sante…”
Non starò a dilungarmi sull'argomento che si può approfondire
leggendo il bellissimo libro di Ernesto De Martino, "La terra
del rimorso", invece vorrei raccontare qualcosa della mia esperienza
personale in veste di Maestro Concertatore della Notte della Taranta
2010, concerto conclusivo dell’omonimo festival, che come sempre
si terrà a Melpignano (Lecce), quest'anno in data 28 agosto. Partecipare
a questo progetto è stata una straordinaria occasione per immergermi
negli infiniti meandri della musica salentina. Rileggere e interpretare
un repertorio popolare non è cosa semplice, si pongono molte considerazioni.
La prima per me è stata sicuramente quella del rispetto del materiale
di partenza, del cercare di capire quali sono gli elementi che
caratterizzano quel linguaggio, e limitare l'ambito creativo all'interno
di quelle regole. Faccio un esempio architettonico: se devo costruire
una nuova porta in un edificio dove tutte le altre porte hanno
la volta, cercherei di progettare una porta con la volta. Avere
dei limiti è sempre molto interessante, si scopre con grande meraviglia
che con pochi elementi si possono realizzare architetture incredibili.
E proprio l'architettura del Salento è stata per me grande fonte
d’ispirazione. Ascoltando le registrazioni effettuate sul campo
negli anni ‘60, sia nelle case private che in campagna, ho percepito
un colore che mi riportava all'intensità della terra, della pietra
spaccata dal sole, dei muretti a secco che tratteggiano i campi
di ulivi, delle splendide masserie, degli antichi palazzi-fortezza
che ovunque ornano il paesaggio. Così come nel restauro di un
edificio si rimuovono le mura costruite in epoche recenti per
ripristinare quelle originali, così ho cercato di ritrovare un
suono che restituisse il più possibile il colore che avevo colto
in quegli ascolti. Ho cercato nelle voci quella tonalità aspra
e graffiante, voci tese come ragnatele e affilate come coltelli,
più vicine al medio oriente che alla tradizione napoletana.
Nella musica salentina ci sono alcuni elementi molto complessi,
melodie con modi arcaici e ritmi che spostano il battere col levare.
Altri elementi, come l'armonia, sono più lineari, spesso dettati
dalla natura stessa degli strumenti, come l'organetto, ma assolutamente
efficaci nella loro semplicità. Naturalmente ogni rilettura di
un repertorio, come la traduzione di un libro, deve tradire qualcosa
dell'originale, per restituire una chiave contemporanea di lettura
che lo renda attuale, vivo e accessibile al mondo in cui viviamo.
La mia chiave di lettura è stata quella di cercare di mettere
in rapporto questa musica con le forme che si sono sviluppate
in anni recenti nell'ambito della musica elettronica, del minimalismo
e della trance, sottolineandone le antiche radici comuni. Ho visto
nella Notte della Taranta l’essenza dei raduni giovanili moderni,
un grande rito con decine di migliaia di persone che si abbandonano
al ritmo, al canto e alla danza. C'e una frase di un musicista
marocchino, alla fine del capitolo sul tarantismo del libro di
Rouget, che rappresenta molto chiaramente ciò che intendo, "credo
nel valore liberatorio della trance attraverso la musica, non
più per esorcizzare gli spiriti del male, bensì, simbolicamente,
gli spiriti del XX secolo". Ma non solo, questo evento è una grandissima
festa popolare, un'occasione unica dove tutte le generazioni si
ritrovano unite a celebrare il loro legame di appartenenza con
questa antica terra ricchissima di storia e di cultura, e che
attraverso la sua rilettura ci aiuta a ritrovare i nostri migliori
valori.
SABATO 28 AGOSTO2010 MELPIGNANO
PIAZZALE EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI DALLE ORE 19.30
CONCERTONE FINALE
ORCHESTRA "LA NOTTE DELLA TARANTA 2010"
diretta dal maestro concertatore
LUDOVICO EINAUDI
assistente musicale
Mauro Durante
CON
Pierluigi Mele
Joe Petrosino & Rockammorra Band (La Taranta nella Rete)
Cantori dei Menamenamò
Uccio Aloisi
Canzoniere Grecanico Salentino
OSPITI DELL’ORCHESTRA
Dulce Pontes
Savina Yannatou
Mercan Dede
Sud Sound System
Les Tambours Du Burundi
Taraf de Haïdouks
Ballaké Sissoko
DIRETTA TV E WEB
L’intera serata sarà anche quest’anno trasmessa in diretta televisiva
da Telenorba (canale 903 di Sky), da Telerama
e Puglia Channel (canale 844 di Sky) e sul sito del Corriere
della sera (www.corriere.it).
Inoltre è attivo un apposito canale su Youtube, nottedellatarantatv a cura di SalentoWebTv, che raccoglie le immagini delle prove generali e del concertone, le interviste ai protagonisti, le curiosità. La Notte della Taranta è anche sull’Iphone, con un’apposita app, sui social network Facebook e Twitter. Tutte le informazioni ufficiali del festival sono sul sito www.lanottedellataranta.it
VEDI COMPONENTI ORCHESTRA 2010
|