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8/23 Agosto - Galatina - Museo Civico Cavoti
I
LUOGHI NEI CANTI DELLA TARANTA
Museo Civico “Pietro Cavoti”
Palazzo della Cultura
ingresso gratuito
da Martedì a Venerdì ore 09.30 - 13.00 / 15.30 - 19.00
sabato ore 9.30 - 13.00
La collettiva di pittura, scultura e fotografia, a cura dell’Associazione “Boys Sport Arte e Cultura” di Galatina, mira ad accompagnare i visitatori nei luoghi dei canti della taranta per far sentire il senso e il gusto di una terra che si racconta ancora nell’entusiasmo e nella forza dei canti popolari. I luoghi nei canti della taranta sono il senso di un bisogno di sottolineare l’appartenenza ad una identità sentita e ancora presente nella coscienza salentina; sono un bisogno di aprire lo sguardo verso le cose che testimoniano e ancora parlano di storie delle classi umili e semplici nei canti popolari; sono il fascino e la curiosità di un sentire nella lontananza dei simboli della mitologia il fascino fresco di una cultura popolare di forti radici delle immagini femminili che nel nostro Salento, in passato, segnarono con il loro lavoro la storia dei campi.
Tra miti e leggende l’immagine femminile è stata grande protagonista della mitologia antica, dalle prime Veneri paleolitiche, dalla Dea Madre Terra del neolitico, ai miti greci e romani è stata un castello di simboli sempre pronto a rappresentare la storia delle classi popolari e contadine. Il mito che ancora canta le tabacchine narra la posizione sociale della donna e il valore culturale nella vita dell’uomo legato alla forza della donna madre e al fascino del corpo mistero della procreazione. I luoghi nei canti della taranta sono dunque un voler guardare le tradizioni popolari per raccogliere nel presente le voci e i segni che resistono ancora e che ancora sono forze vive capaci di aggregare e capaci di far incontrare le generazioni diverse nei costumi, nei valori, nei bisogni, nelle aspettative. (informazioni 3397366882)
Martedì 19 agosto
- ore 19.30 - Sternatia - Municipio (ex Convento dei Domenicani)
LA TARANTOLA SPAGNOLA
Empirismo e tradizione nel XVIII secolo
Pilar Leon Sanz
Besa Editrice
Più si approfondisce la storia del tarantismo, più è chiara la necessità di superare il domicilio endemico, il Sud Italia e il Salento in particolare, per approdare sulle rotte mediterranee. Ne La terra del rimorso Ernesto De Martino aveva segnalato una serie di parentele con culti di possessione afro-americani e con il tarantismo sardo e iberico, suggerendo una “comune patria culturale protomediterranea della intera famiglia”. La sfida, al di là di qualche spunto comparativo o di innocue variazioni mitologiche, non è stata raccolta. Clara Gallini, autrice del più importante studio su un tarantismo “altro” rispetto a quello apulo, ossia i rituali dell’argia in Sardegna, evidenziava come sull’apertura di orizzonti nel Mediterraneo pesasse la scarsità di documentazione, che ostacola un confronto serio e un’analisi “delle dinamiche e degli scambi culturali”.
Su questa scia sono nati il desiderio e la convinzione da parte della Biblioteca di Studi Storici sul Tarantismo di indagare un territorio assai poco conosciuto, animato da quei medici che, in terra di Spagna nel XVIII secolo, s’interrogavano sulla terapia dei suoni e del ballo di fronte agli uomini morsicati dal ragno.
Pilar León Sanz, storica della medicina, che da molti anni sta indagando
la riflessione erudita in Spagna sulla musicoterapia, ha affrontato
una ricerca e curato questa antologia di testi intorno al tarantismo,
sul modello de Il morso della differenza - dedicato al dibattito
fra ’ 300 e ’ 500. La tarantola spagnola per quantità di testi inediti
e puntualità dell’analisi, propone svariati spunti di riflessione.
Innanzitutto il dibattito medico ricostruito dalla studiosa evidenzia
una pratica di lavoro e di comunicazione assai peculiare, fra il
lavoro d’inchiesta promosso dalle Accademie, il ruolo dei corrispondenti
e degli informatori, il confronto con gli autori italiani ed europei.
In secondo luogo, leggendo questi documenti, emergono tracce preziose
di un mondo culturale e rituale non del tutto oscurato dall’approccio
medico: suonatori, gesti, taluni piccoli dettagli, un sapere terapeutico
che affiora. Nella speranza che il percorso della tarantola possa
continuare nella rete mediterranea, per poi tornare all’endemica
terra del rimorso, più arricchita e consapevole. Interverranno la
curatrice del volume Pilar Leon Sanz (Docente Università di Navarra,
Spagna), Massimo Bray (Direttore Editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia
Italiana Treccani), Sergio Blasi (Presidente Istituto Diego Carpitella),
Eugenio Imbriani (Antropologo - Università del Salento), Sergio
Torsello (Consulente scientifico Istituto Diego Carpitella), Livio
Muci (editore).
Sabato 23 Agosto -
ore 18,00 - Melpignano - Piazza San Giorgio
QUI,
SE MAI VERRAI. IL SALENTO DEI POETI
Recital-Concerto con Piero Rapanà,
Simone Giorgino, Angela De Gaetano e i Suoni di Adria
Uno spettacolo di parole e di suoni. Uno spettacolo che intreccia
paesaggi urbani ai “clamori” di una natura spesso cruda, arcaica,
tenuta selvatica. Questo vedono gli occhi dei poeti e questo
è l’auspicio, il viatico, che il Fondo Verri imbastisce per
accogliere i viaggiatori e chi, distratto, mai s’accorge dell’incanto
che vive. Sussurro di parole che vengono in dono agli attenti
e fanno poesia interpretando la pietra, il vento e il mare.
Le strade di polvere e i dolori delle malinconie consumate al
sole. La luce col suo accecare, il soffoco e il riparo. Il Salento,
insomma! Terra volubile, che mai si può sapere nella sua pienezza:
fugge sempre, sempre cangia, puntuta e scontrosa. Di tante voci…
Qui, se mai verrai. Il Salento dei poeti è un recital, un cd
ed un libro, la proposta di un itinerario, di una visita che
guarda il territorio cercando nei luoghi il riverbero dei versi:
un guida poetica del territorio, nata dall’incontro di Piero
Rapanà, Simone Giorgino, Angela De Gaetano con gli Adria di
Claudio Prima, Maria Mazzotta, Redi Hasa ed Emanuele Coluccia.
L’opera, introdotta da Antonio Errico, è composta di due sezioni.
Una ampiamente rivolta al capoluogo Lecce e l’altra al Salento
con versi dedicati ad Acaya, a Roca, a Martano, a Otranto, a
Castro, a Poggiardo, a Palmariggi, a Vitigliano, a Cocumola,
a Porto Badisco, a S. Maria di Leuca e a Gallipoli. I poeti
che costruiscono con i loro versi l’itinerario sono: Vittorio
Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore
Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma, Antonio
Verri. (Mauro Marino)
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