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Fondazione
La Notte della Taranta |
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TUTTI NELLA RETE DELLA TARANTA
Eccoci di nuovo qui in punta di piedi sulla terra
grika ad aspettare che il mito di Arakne si ripresenti con tutta
la sua straordinaria energia, in queste notti itineranti che si
preannunciano più travolgenti che mai. Il Salento e la Puglia
intera ormai sono indissolubilmente caduti nella tela del ragno,
anzi della Taranta, come dice la tradizione popolare, millenaria
quanto gli ulivi di questo lembo d’Oriente. Partiture immutate
nel tempo, suoni che sfidano la scienza e la tecnica, voci che
echeggiano sublimi tra i vicoli delle “città orizzontali” e i
dirupi rocciosi del Canale d’Otranto. Colonne sonore di malesseri
sociali diventate oggi ambasciatrici di un marchio che non ha
eguali in nessuna altra parte del mondo.
Al centro, sempre lei, la grande Orchestra Popolare, guidata ancora
una volta dal maestro Mauro Pagani. E sul palco, ospiti di prestigio
venuti sin qui a cimentarsi con una cultura che resiste all’oblio
e affascina come non mai. La pizzica si contamina, assorbe matrici
di musica alta e “altra” e si trasfigura, diventando realtà ineludibile.
Ed effonde messaggi di dialogo universale, accentuando la sua
vena di evento di pace. Diventando genere polifonico, multietnico,
transglobale. Il sole cala, la luna sorride, la risacca del mare
si gonfia ai venti salentini. Lo spettacolo sta per cominciare…..
Nichi Vendola
Presidente della Regione Puglia
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TRA RADICI E
MODERNITÀ L’edizione 2009 della Notte
della Taranta celebra, tra le sue tante avventure del cuore e
dell’intelletto, anche la avvenuta costituzione della Fondazione,
luogo di studio e di approfondimenti culturali cui la Regione
partecipa, e propone così un nuovo livello del connubio fecondante
tra grande spettacolo e ricerca: punto d’approdo, questo, di un
percorso impetuoso che ha contrassegnato negli anni con le sue
eccellenze non più solo le terre del Salento, la Puglia e l’Italia,
ma altresì le più vaste e vittoriose migrazioni disegnate nei
molti vicini e lontani Paesi frequentati con crescente successo.
Più che mai quest’anno, in tempi aspri e crudeli, la Notte della
Taranta porta un messaggio simbolico: le musiche, la Musica, quali
vessilli di civiltà, quale connessione tra radici e modernità,
quale sfida rivolta al futuro.
Tempi aspri, dicevamo, di avvento di nuove barbarie, di diffusione
di complici silenzi che si piegano alle regressioni, di minacce
ai percorsi di civiltà: tempi in cui la cultura paga pegno e in
tanti volgono altrove lo sguardo per sottrarsi e per rimuovere.
Ma qui no: la Puglia, il Salento, oggi più che mai si propongono
come terre vitali di testimonianza, come prova condivisa del fatto
che di cultura si cresce, che è ancora possibile costruire tutti
assieme creatività e impegno culturale.
Veicolo di socialità, di tradizione, di modernità, di dialogo,
di linguaggi multipli che parlano di sé e degli altri: è questo
il “logo” che ha fatto, che fa e che farà di questo grande evento
popolare un progetto collettivo e partecipato di sviluppo e di
civiltà.
Silvia Godelli
Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia
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UNA COLLABORAZIONE
CHE SI RINNOVA Quando parliamo di Salento
e di valorizzazione del territorio non possiamo che pensare a
questo festival, alla “Notte della Taranta”, consolidatosi alla
12° edizione come la rassegna di maggior richiamo di tutto il
Sud Italia, almeno per quanto riguarda la pizzica e le tradizioni
popolari. Non possiamo che pensare al contributo che la piazza
brulicante di Melpignano ha dato per la crescita culturale e turistica
del nostro territorio. I balli e l’incontenibile volontà di divertirsi
delle decine di migliaia di persone che affollano la piazza antistante
l’ex Convento degli Agostiniani rappresentano una delle “cartoline”
più belle, di questo Salento, capace di inebriare e contagiare
a prim’impatto il turista e lo “straniero” non salentino che per
la prima volta si fa trascinare dalla sua forza creativa. Per
questo, augurando un buon lavoro a tutti gli organizzatori e gli
amministratori locali coinvolti ancora nei lavori di questo “cantiere”
di sviluppo, assicuro sin da ora che l’Amministrazione Provinciale
da me presieduta continuerà a collaborare positivamente con questa
realtà, con l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e l’Istituto
“Diego Carpitella”.
Antonio Gabellone
Presidente della Provincia di Lecce
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UN FESTIVAL
OLTRE LA CRISI La dodicesima edizione
del Festival “La Notte della Taranta” si conferma ancora una volta
come l’evento principale dell’estate salentina. Il Concertone
di Melpignano è solo l’ultimo atto di un lungo percorso tra musica
e tradizione che coinvolge tutti i comuni della Grecìa Salentina,
Galatina, Cursi e Alessano. Moltissimi turisti, anche quest’anno,
hanno scelto il periodo delle loro vacanze nel Salento in concomitanza
con il Festival per poter abbinare il nostro mare e le bellezze
dei comuni dell’entroterra con lo spettacolo che ogni sera viene
messo in scena. Il periodo di crisi non ci ha scoraggiati nel
proseguire questa straordinaria avventura che ogni anno coinvolge
almeno 250 mila persone in quindici giorni. Un risultato eccezionale
frutto del lavoro di amministratori, operatori culturali e musicisti
e soprattutto merito di uno straordinario pubblico che cresce
anno dopo anno consacrando la Notte della Taranta come il più
importante festival dedicato alla musica popolare. Il recente
tour dell’Ensemble, guidato per l’occasione da Stewart Copeland,
prestigioso concittadino griko, ha sottolineato ancora una volta
come esportare cultura per promuovere un territorio sia un atto
fondamentale. Sono convinto che la nascita della Fondazione, presieduta
da Massimo Bray, darà in futuro nuovo slancio a questo Festival
per proseguire nell’opera di studio, ricerca, promozione e valorizzazione
delle nostre tradizioni culturali e dei beni architettonici e
archeologici.
Luigino Sergio
Presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina
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E' IL POTERE
DEVASTANTE DELLA PIZZICA: MUSICA CERTO, MA ANCHE PAROLA
È il mio ultimo anno da sindaco di Melpignano.
E inevitabilmente sento il dover tracciare un bilancio di quello
che per me ha rappresentato quest’esperienza, bilancio che ritengo
assolutamente positivo per tutto ciò che in questi anni, attraverso
il festival, si è riusciti a fare.
L’Ensemble della Notte della Taranta è ormai uno dei migliori
biglietti da visita del Salento in giro per il mondo: ha tenuto
concerti in Germania, in Grecia, in Francia, in Portogallo, in
Giordania; è volato oltre Oceano fino a Pechino e quest’anno in
America. Ha toccato le più importanti piazze italiane esibendosi
a Bologna, Venezia, Firenze, Ravenna, Milano.
In questi anni il Festival ha rappresentato per il Salento un
laboratorio assimilabile alle vecchie botteghe di una volta, dove
si andava per imparare un mestiere per poi prendere una propria
strada, un luogo dove si incrociano esperienze, creatività, incontri
e dove i maestri sono stati da un lato i grandi testimoni della
cultura popolare salentina (Uccio Aloisi, Antonio Avantaggiato,
Pino Zimba per citarne solo alcuni) e dall’altro i vari Sepe,
Zawinul, Milesi, Cosma, Copeland, Sparagna, Pagani.
Da questo luogo hanno preso il volo giovani talentuosi che dentro
l’ensemble sono cresciuti, penso a Mauro Durante che dopo aver
suonato sul palco della Taranta con Richard Galliano, suona in
Francia con Ludovico Einaudi, o Antonio Castrignanò che scrive
la colonna sonora di “Nuovomondo” e tanti altri che proseguono
a comporre, ricercare ed esibirsi nei festival di tutta Europa.
Al di là delle facili polemiche che hanno accompagnato le ultime
edizioni della Notte della Taranta, credo che proprio in questo
senso siano state prodotte pratiche virtuose in un settore complicato
come quello della cultura e dello spettacolo. Ma la Notte della
Taranta non è solo un evento musicale di grande risonanza mediatica.
È un progetto culturale di più ampio respiro che da anni ormai
è indicato a livello internazionale come un modello da imitare
nel campo delle politiche istituzionali di valorizzazione del
patrimonio etnografico locale. Ha ragione Pierfrancesco Pacoda,
un acuto osservatore della scena musicale salentina, quando nel
suo ultimo bel libro, La rivolta dello stile, afferma che “La
Notte della Taranta è diventata l’espressione più alta del Salento
Folk Revival, un evento che ha fatto esplodere una scena che coniuga
consapevolezza, voglia di ballare e di far festa con uno sguardo
rivolto al passato. È il potere devastante della pizzica: musica
certo,ma anche parola”. È proprio l’immagine del Sud che riprende
la parola dopo decenni di silenzio, che si racconta da se a partire
dalle risorse che possiede, la metafora forse più pregnante per
descrivere un evento come la Notte della Taranta. È in questa
continua mescolanza di tradizione e ipermodernità, nel ribaltamento
dei ruoli tra centro e periferia, che sta il segreto del successo
della Notte della Taranta.
Una recente indagine condotta dall’Università Bocconi sull’impatto
turistico del Festival La Notte della Taranta ci dice che questo
evento non solo ha la capacità di indirizzare verso il Salento
consistenti flussi turistici (con una notevole ricaduta in termini
di immagine, economia, promozione del territorio, creazione di
capitale sociale) ma anche che il rapporto tra pubblico fidelizzato
e nuovi partecipanti è pressoché uguale, segno di un progetto
che ha ancora una forte capacità attrattiva per l’intero Mezzogiorno.
Tuttavia, sarebbe sin troppo facile accarezzare l’idea di poter
vivere di rendita. Sono invece convinto che la Notte della Taranta
sia un’esperienza che per rimanere viva e vitale debba essere
ripensata. Bisogna confezionarle un nuovo abito, forse rivisitandone
la formula, perché la memoria non va celebrata attraverso il continuo
ritorno dell’identico; penso a un festival capace di aprirsi ad
altri linguaggi, che sia in grado di mettere in relazione diverse
forme espressive e attraverso queste tessere il racconto del nostro
territorio.
In questi anni abbiamo cercato di dare dignità e valore a un patrimonio
che è sempre esistito ma che per una serie di circostanze (storiche,
politiche e culturali) era stato relegato ai margini della vita
sociale salentina, quasi fosse il retaggio di un “cattivo passato”
da rimuovere e occultare. L’abbiamo fatto con impegno e passione,
senza risorse adeguate, risorse delle quali questo festival necessita
per poter ampliare le proprie possibilità, per poter coniugare
con maggiore intensità lo spettacolo e i percorsi di ricerca,
di formazione e di studio. Un evento come questo deve essere sostenuto
in modo più consistente, deve poter contare su una struttura solida,
in grado di lavorare ogni giorno dell’anno per diventare un fattore
importante di economia, di tutela e di crescita di questo territorio.
Quando ne ripercorro con la mente i dodici anni di vita mi piace
pensare alla Notte della Taranta come a un piccolo ma significativo
esempio di un Sud dimenticato che riesce a parlare e a dialogare
con il mondo. Per me, che l’ho vista nascere e crescere, è anche
la testimonianza che illumina i principi che hanno sempre guidato
la mia azione amministrativa: coltivare la ragionevole follia
del bene comune.
Sii forte e robusta “Notte della Taranta” mai timida ed
imbarazzata nel raccontare di te e della tua bellezza al mondo.
Sergio Blasi
Sindaco di Melpignano
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UNA FONDAZIONE
PER LA NOTTE DELLA TARANTA La Notte della
Taranta è uno dei fenomeni più importanti e caratterizzanti di
un particolare territorio, la Grecìa Salentina, lembo fortunato
di territorio che racchiude undici Comuni del Salento. L’importanza
e la notorietà dell’avvenimento si devono agli sforzi comuni di
un gruppo di amministratori locali impegnati a realizzare un progetto,
non solo legato all’evento del concerto principale, che si svolge
ogni anno a Melpignano, ma una iniziativa culturale di più ampio
e complesso respiro.
Questo sforzo, che ha dato vita pochi mesi fa alla nascita di
una Fondazione culturale, ha dimostrato come sia possibile produrre
innovazione nel campo delle politiche di promozione della cultura
in zone apparentemente periferiche nel dibattito del nostro paese.
Il Festival è un momento di grande visibilità mediatica, ma è
per certi versi solo l’apice di una serie di iniziative promosse
da chi crede nei valori della cultura come strumento insostituibile
di crescita economica e di progresso civile. In questo senso la
Fondazione sarà chiamata a essere il momento di sintesi tra le
realtà emerse in questi anni di vita del Festival e le ricerche
storiche e etnografiche che da tale occasione si potranno propiziare.
Questa idea è l’elemento sostanziale di un nuovo modello di sviluppo
del Mezzogiorno radicalmente diverso da quello che abbiamo così
a lungo conosciuto. Un progetto che, nel caso specifico della
Notte della Taranta, valorizza un patrimonio immateriale di inestimabile
valore (musiche, danze, saperi tradizionali), costruito intorno
alle vicende socio culturali e antropologiche di un territorio.
Massimo Bray
Presidente Fondazione La Notte della Taranta
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UN DONO DAVVERO
PREZIOSO Per la terza volta mi trovo ad
annunciare il programma artistico di un’edizione della Notte della
Taranta da me curata in veste di Maestro Concertatore e naturalmente
non posso non gioire e meravigliarmi ripensando a tutto il sapere,
la conoscenza, la fantastica Musica con cui in questi tre anni
ho avuto la fortuna di venire a contatto. Lavorare su un corpus
musicale così ampio e prezioso insieme a tanti musicisti di valore
e tanti ricercatori così colti e attenti è privilegio non da poco,
dono davvero prezioso di cui per sempre a questa magnifica Terra
sarò grato.
Anche quest’anno avremo interpreti d’eccezione venuti davvero
da lontano a rendere omaggio alla Musica del Salento: dall’israeliana
Noa, ospite già una volta del Festival, che la sera del 22 agosto
si esibirà insieme alla cantante palestinese Mira Awad, dando
vita ad un duetto di rara bellezza e profondissimo valore etico,
oltre che artistico, ad Angelique Kidjo, straordinaria cantante
e musicista beninese, già capace di vincere un Grammy a riconoscimento
del prezioso lavoro di rivisitazione e contaminazione colta della
grande tradizione musicale africana di cui è Ambasciatrice nel
mondo. A loro si aggiungeranno Z Star, talentuosa cantante di
Trinidad, musicalmente cresciuta nella scena londinese, con all’attivo
cinque album pubblicati nel mondo e una lunga serie di concerti
internazionali e Alessandra Amoroso, nuovo talento emergente nato
e cresciuto in Puglia e recentemente affermatosi a livello nazionale
con la fortunata partecipazione al talent show televisivo Amici:
tuttociò a conferma della particolare attenzione che la Notte
della Taranta ha quest’anno voluto dedicare al mondo femminile
e alla sua misteriosa e travolgente musicalità. Ma non solo di
musicalità femminile si tratterà: sul palco di Melpignano, oltre
alla Grande Orchestra della Notte della Taranta al gran completo
quest’anno vedremo interpreti tra i più colti e raffinati della
canzone d’autore del nostro Paese, da Eugenio Finardi, una delle
voci più autentiche e autorevoli del rock italiano, a Cristiano
De Andrè, che per la prima volta ci regalerà un saggio delle sue
indiscusse capacità interpretative, fino a Simone Cristicchi,
già vincitore del Festival di San Remo, autore profondamente impegnato
e attento a contenuti e qualità, che si esibirà accompagnato dal
Coro dei Minatori di Santa Fiora, a testimonianza del suo amore
per la Musica Popolare e i suoi meravigliosi interpreti.
Mauro Pagani
Maestro Concertatore
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