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Regione Puglia Provincia di Lecce La Notte della Taranta Unione dei Comuni della Grecìa Salentina Fondazione La Notte della Taranta Istituto Diego Carpitella Camera di Commercio di Lecce

TUTTI NELLA RETE DELLA TARANTA

Eccoci di nuovo qui in punta di piedi sulla terra grika ad aspettare che il mito di Arakne si ripresenti con tutta la sua straordinaria energia, in queste notti itineranti che si preannunciano più travolgenti che mai. Il Salento e la Puglia intera ormai sono indissolubilmente caduti nella tela del ragno, anzi della Taranta, come dice la tradizione popolare, millenaria quanto gli ulivi di questo lembo d’Oriente. Partiture immutate nel tempo, suoni che sfidano la scienza e la tecnica, voci che echeggiano sublimi tra i vicoli delle “città orizzontali” e i dirupi rocciosi del Canale d’Otranto. Colonne sonore di malesseri sociali diventate oggi ambasciatrici di un marchio che non ha eguali in nessuna altra parte del mondo.
Al centro, sempre lei, la grande Orchestra Popolare, guidata ancora una volta dal maestro Mauro Pagani. E sul palco, ospiti di prestigio venuti sin qui a cimentarsi con una cultura che resiste all’oblio e affascina come non mai. La pizzica si contamina, assorbe matrici di musica alta e “altra” e si trasfigura, diventando realtà ineludibile. Ed effonde messaggi di dialogo universale, accentuando la sua vena di evento di pace. Diventando genere polifonico, multietnico, transglobale. Il sole cala, la luna sorride, la risacca del mare si gonfia ai venti salentini. Lo spettacolo sta per cominciare…..



Nichi Vendola
Presidente della Regione Puglia


TRA RADICI E MODERNITÀ

L’edizione 2009 della Notte della Taranta celebra, tra le sue tante avventure del cuore e dell’intelletto, anche la avvenuta costituzione della Fondazione, luogo di studio e di approfondimenti culturali cui la Regione partecipa, e propone così un nuovo livello del connubio fecondante tra grande spettacolo e ricerca: punto d’approdo, questo, di un percorso impetuoso che ha contrassegnato negli anni con le sue eccellenze non più solo le terre del Salento, la Puglia e l’Italia, ma altresì le più vaste e vittoriose migrazioni disegnate nei molti vicini e lontani Paesi frequentati con crescente successo.
Più che mai quest’anno, in tempi aspri e crudeli, la Notte della Taranta porta un messaggio simbolico: le musiche, la Musica, quali vessilli di civiltà, quale connessione tra radici e modernità, quale sfida rivolta al futuro.
Tempi aspri, dicevamo, di avvento di nuove barbarie, di diffusione di complici silenzi che si piegano alle regressioni, di minacce ai percorsi di civiltà: tempi in cui la cultura paga pegno e in tanti volgono altrove lo sguardo per sottrarsi e per rimuovere. Ma qui no: la Puglia, il Salento, oggi più che mai si propongono come terre vitali di testimonianza, come prova condivisa del fatto che di cultura si cresce, che è ancora possibile costruire tutti assieme creatività e impegno culturale.
Veicolo di socialità, di tradizione, di modernità, di dialogo, di linguaggi multipli che parlano di sé e degli altri: è questo il “logo” che ha fatto, che fa e che farà di questo grande evento popolare un progetto collettivo e partecipato di sviluppo e di civiltà.



Silvia Godelli
Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia


UNA COLLABORAZIONE CHE SI RINNOVA

Quando parliamo di Salento e di valorizzazione del territorio non possiamo che pensare a questo festival, alla “Notte della Taranta”, consolidatosi alla 12° edizione come la rassegna di maggior richiamo di tutto il Sud Italia, almeno per quanto riguarda la pizzica e le tradizioni popolari. Non possiamo che pensare al contributo che la piazza brulicante di Melpignano ha dato per la crescita culturale e turistica del nostro territorio. I balli e l’incontenibile volontà di divertirsi delle decine di migliaia di persone che affollano la piazza antistante l’ex Convento degli Agostiniani rappresentano una delle “cartoline” più belle, di questo Salento, capace di inebriare e contagiare a prim’impatto il turista e lo “straniero” non salentino che per la prima volta si fa trascinare dalla sua forza creativa. Per questo, augurando un buon lavoro a tutti gli organizzatori e gli amministratori locali coinvolti ancora nei lavori di questo “cantiere” di sviluppo, assicuro sin da ora che l’Amministrazione Provinciale da me presieduta continuerà a collaborare positivamente con questa realtà, con l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e l’Istituto “Diego Carpitella”.



Antonio Gabellone
Presidente della Provincia di Lecce


UN FESTIVAL OLTRE LA CRISI

La dodicesima edizione del Festival “La Notte della Taranta” si conferma ancora una volta come l’evento principale dell’estate salentina. Il Concertone di Melpignano è solo l’ultimo atto di un lungo percorso tra musica e tradizione che coinvolge tutti i comuni della Grecìa Salentina, Galatina, Cursi e Alessano. Moltissimi turisti, anche quest’anno, hanno scelto il periodo delle loro vacanze nel Salento in concomitanza con il Festival per poter abbinare il nostro mare e le bellezze dei comuni dell’entroterra con lo spettacolo che ogni sera viene messo in scena. Il periodo di crisi non ci ha scoraggiati nel proseguire questa straordinaria avventura che ogni anno coinvolge almeno 250 mila persone in quindici giorni. Un risultato eccezionale frutto del lavoro di amministratori, operatori culturali e musicisti e soprattutto merito di uno straordinario pubblico che cresce anno dopo anno consacrando la Notte della Taranta come il più importante festival dedicato alla musica popolare. Il recente tour dell’Ensemble, guidato per l’occasione da Stewart Copeland, prestigioso concittadino griko, ha sottolineato ancora una volta come esportare cultura per promuovere un territorio sia un atto fondamentale. Sono convinto che la nascita della Fondazione, presieduta da Massimo Bray, darà in futuro nuovo slancio a questo Festival per proseguire nell’opera di studio, ricerca, promozione e valorizzazione delle nostre tradizioni culturali e dei beni architettonici e archeologici.



Luigino Sergio
Presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina


E' IL POTERE DEVASTANTE DELLA PIZZICA: MUSICA CERTO, MA ANCHE PAROLA

È il mio ultimo anno da sindaco di Melpignano. E inevitabilmente sento il dover tracciare un bilancio di quello che per me ha rappresentato quest’esperienza, bilancio che ritengo assolutamente positivo per tutto ciò che in questi anni, attraverso il festival, si è riusciti a fare.

L’Ensemble della Notte della Taranta è ormai uno dei migliori biglietti da visita del Salento in giro per il mondo: ha tenuto concerti in Germania, in Grecia, in Francia, in Portogallo, in Giordania; è volato oltre Oceano fino a Pechino e quest’anno in America. Ha toccato le più importanti piazze italiane esibendosi a Bologna, Venezia, Firenze, Ravenna, Milano.

In questi anni il Festival ha rappresentato per il Salento un laboratorio assimilabile alle vecchie botteghe di una volta, dove si andava per imparare un mestiere per poi prendere una propria strada, un luogo dove si incrociano esperienze, creatività, incontri e dove i maestri sono stati da un lato i grandi testimoni della cultura popolare salentina (Uccio Aloisi, Antonio Avantaggiato, Pino Zimba per citarne solo alcuni) e dall’altro i vari Sepe, Zawinul, Milesi, Cosma, Copeland, Sparagna, Pagani.

Da questo luogo hanno preso il volo giovani talentuosi che dentro l’ensemble sono cresciuti, penso a Mauro Durante che dopo aver suonato sul palco della Taranta con Richard Galliano, suona in Francia con Ludovico Einaudi, o Antonio Castrignanò che scrive la colonna sonora di “Nuovomondo” e tanti altri che proseguono a comporre, ricercare ed esibirsi nei festival di tutta Europa.

Al di là delle facili polemiche che hanno accompagnato le ultime edizioni della Notte della Taranta, credo che proprio in questo senso siano state prodotte pratiche virtuose in un settore complicato come quello della cultura e dello spettacolo. Ma la Notte della Taranta non è solo un evento musicale di grande risonanza mediatica. È un progetto culturale di più ampio respiro che da anni ormai è indicato a livello internazionale come un modello da imitare nel campo delle politiche istituzionali di valorizzazione del patrimonio etnografico locale. Ha ragione Pierfrancesco Pacoda, un acuto osservatore della scena musicale salentina, quando nel suo ultimo bel libro, La rivolta dello stile, afferma che “La Notte della Taranta è diventata l’espressione più alta del Salento Folk Revival, un evento che ha fatto esplodere una scena che coniuga consapevolezza, voglia di ballare e di far festa con uno sguardo rivolto al passato. È il potere devastante della pizzica: musica certo,ma anche parola”. È proprio l’immagine del Sud che riprende la parola dopo decenni di silenzio, che si racconta da se a partire dalle risorse che possiede, la metafora forse più pregnante per descrivere un evento come la Notte della Taranta. È in questa continua mescolanza di tradizione e ipermodernità, nel ribaltamento dei ruoli tra centro e periferia, che sta il segreto del successo della Notte della Taranta.

Una recente indagine condotta dall’Università Bocconi sull’impatto turistico del Festival La Notte della Taranta ci dice che questo evento non solo ha la capacità di indirizzare verso il Salento consistenti flussi turistici (con una notevole ricaduta in termini di immagine, economia, promozione del territorio, creazione di capitale sociale) ma anche che il rapporto tra pubblico fidelizzato e nuovi partecipanti è pressoché uguale, segno di un progetto che ha ancora una forte capacità attrattiva per l’intero Mezzogiorno.

Tuttavia, sarebbe sin troppo facile accarezzare l’idea di poter vivere di rendita. Sono invece convinto che la Notte della Taranta sia un’esperienza che per rimanere viva e vitale debba essere ripensata. Bisogna confezionarle un nuovo abito, forse rivisitandone la formula, perché la memoria non va celebrata attraverso il continuo ritorno dell’identico; penso a un festival capace di aprirsi ad altri linguaggi, che sia in grado di mettere in relazione diverse forme espressive e attraverso queste tessere il racconto del nostro territorio.

In questi anni abbiamo cercato di dare dignità e valore a un patrimonio che è sempre esistito ma che per una serie di circostanze (storiche, politiche e culturali) era stato relegato ai margini della vita sociale salentina, quasi fosse il retaggio di un “cattivo passato” da rimuovere e occultare. L’abbiamo fatto con impegno e passione, senza risorse adeguate, risorse delle quali questo festival necessita per poter ampliare le proprie possibilità, per poter coniugare con maggiore intensità lo spettacolo e i percorsi di ricerca, di formazione e di studio. Un evento come questo deve essere sostenuto in modo più consistente, deve poter contare su una struttura solida, in grado di lavorare ogni giorno dell’anno per diventare un fattore importante di economia, di tutela e di crescita di questo territorio.

Quando ne ripercorro con la mente i dodici anni di vita mi piace pensare alla Notte della Taranta come a un piccolo ma significativo esempio di un Sud dimenticato che riesce a parlare e a dialogare con il mondo. Per me, che l’ho vista nascere e crescere, è anche la testimonianza che illumina i principi che hanno sempre guidato la mia azione amministrativa: coltivare la ragionevole follia del bene comune.

Sii forte e robusta “Notte della Taranta” mai timida ed imbarazzata nel raccontare di te e della tua bellezza al mondo.



Sergio Blasi
Sindaco di Melpignano


UNA FONDAZIONE PER LA NOTTE DELLA TARANTA

La Notte della Taranta è uno dei fenomeni più importanti e caratterizzanti di un particolare territorio, la Grecìa Salentina, lembo fortunato di territorio che racchiude undici Comuni del Salento. L’importanza e la notorietà dell’avvenimento si devono agli sforzi comuni di un gruppo di amministratori locali impegnati a realizzare un progetto, non solo legato all’evento del concerto principale, che si svolge ogni anno a Melpignano, ma una iniziativa culturale di più ampio e complesso respiro.
Questo sforzo, che ha dato vita pochi mesi fa alla nascita di una Fondazione culturale, ha dimostrato come sia possibile produrre innovazione nel campo delle politiche di promozione della cultura in zone apparentemente periferiche nel dibattito del nostro paese. Il Festival è un momento di grande visibilità mediatica, ma è per certi versi solo l’apice di una serie di iniziative promosse da chi crede nei valori della cultura come strumento insostituibile di crescita economica e di progresso civile. In questo senso la Fondazione sarà chiamata a essere il momento di sintesi tra le realtà emerse in questi anni di vita del Festival e le ricerche storiche e etnografiche che da tale occasione si potranno propiziare. Questa idea è l’elemento sostanziale di un nuovo modello di sviluppo del Mezzogiorno radicalmente diverso da quello che abbiamo così a lungo conosciuto. Un progetto che, nel caso specifico della Notte della Taranta, valorizza un patrimonio immateriale di inestimabile valore (musiche, danze, saperi tradizionali), costruito intorno alle vicende socio culturali e antropologiche di un territorio.



Massimo Bray
Presidente Fondazione La Notte della Taranta



UN DONO DAVVERO PREZIOSO

Per la terza volta mi trovo ad annunciare il programma artistico di un’edizione della Notte della Taranta da me curata in veste di Maestro Concertatore e naturalmente non posso non gioire e meravigliarmi ripensando a tutto il sapere, la conoscenza, la fantastica Musica con cui in questi tre anni ho avuto la fortuna di venire a contatto. Lavorare su un corpus musicale così ampio e prezioso insieme a tanti musicisti di valore e tanti ricercatori così colti e attenti è privilegio non da poco, dono davvero prezioso di cui per sempre a questa magnifica Terra sarò grato.
Anche quest’anno avremo interpreti d’eccezione venuti davvero da lontano a rendere omaggio alla Musica del Salento: dall’israeliana Noa, ospite già una volta del Festival, che la sera del 22 agosto si esibirà insieme alla cantante palestinese Mira Awad, dando vita ad un duetto di rara bellezza e profondissimo valore etico, oltre che artistico, ad Angelique Kidjo, straordinaria cantante e musicista beninese, già capace di vincere un Grammy a riconoscimento del prezioso lavoro di rivisitazione e contaminazione colta della grande tradizione musicale africana di cui è Ambasciatrice nel mondo. A loro si aggiungeranno Z Star, talentuosa cantante di Trinidad, musicalmente cresciuta nella scena londinese, con all’attivo cinque album pubblicati nel mondo e una lunga serie di concerti internazionali e Alessandra Amoroso, nuovo talento emergente nato e cresciuto in Puglia e recentemente affermatosi a livello nazionale con la fortunata partecipazione al talent show televisivo Amici: tuttociò a conferma della particolare attenzione che la Notte della Taranta ha quest’anno voluto dedicare al mondo femminile e alla sua misteriosa e travolgente musicalità. Ma non solo di musicalità femminile si tratterà: sul palco di Melpignano, oltre alla Grande Orchestra della Notte della Taranta al gran completo quest’anno vedremo interpreti tra i più colti e raffinati della canzone d’autore del nostro Paese, da Eugenio Finardi, una delle voci più autentiche e autorevoli del rock italiano, a Cristiano De Andrè, che per la prima volta ci regalerà un saggio delle sue indiscusse capacità interpretative, fino a Simone Cristicchi, già vincitore del Festival di San Remo, autore profondamente impegnato e attento a contenuti e qualità, che si esibirà accompagnato dal Coro dei Minatori di Santa Fiora, a testimonianza del suo amore per la Musica Popolare e i suoi meravigliosi interpreti.



Mauro Pagani
Maestro Concertatore


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