Raccontare la Notte della Taranta. Raccontare una manifestazione che ha segnato in profondità il Salento ed il suo edificio culturale è cosa non semplice in sé ed espone a molti rischi proprio perché molto ha fatto discutere e molto ha appassionato ed appassiona. Un gruppo di giovani amministratori della Grecia Salentina, a metà degli anni novanta si è ritrovato per una coincidenza fortunata ad avere responsabilità di governo ognuno nella propria comunità. Abbiamo avvertito subito il privilegio di poter decidere e quindi fare delle scelte in grado di condizionare il corso degli eventi che davanti a noi si aprivano. Avevamo ragionato sempre ognuno chiuso nel suo campanile e la prima scelta che ci siamo trovati a fare consapevolmente è stata quella di superarli, di provare ad abbatterli e di ragionare come “area”, come territorio che ripartiva da sé, dalla sua identità più antica, da un idioma comune ormai in disuso e destinato al declino ed all’oblio. Una Grecia Salentina che si pone il problema di come vincere la sfida con la modernità non provando a rincorrere un Nord che non potevamo mai essere, ma guardandosi intorno e scoprendo che quel muro di Berlino che cadeva sotto la porta di Brandeburgo stava profondamente cambiando, per paradosso, più noi che la Germania. Vincere la sfida con la modernità senza perdere lo spirito comunitario, vincere la sfida con la modernità ripartendo dalla principale ricchezza che determina l’aspetto e il carattere di una comunità e di un territorio: la relazione profonda tra i luoghi ed i suoi abitanti. La società che si riapriva, posizionava le sue rotte principali non più nel Nord Europa, ma qui nel Mediterraneo dove noi per lunghissimo tempo siamo stati finibus terrae, periferia di un continente, riserva di braccia che hanno prima attraversato gli oceani e poi percorso risalendola la penisola dalle miniere della Francia e del Belgio alle grandi fabbriche del Nord Europa e poi del Nord Italia. Ora, per vicende che la storia aveva disegnato e ricamato, il Salento non era più come scriveva di noi Quasimodo “…terra spaccata dal sole e dalla solitudine” ma tornava ad essere straordinario crocevia di popoli, di razze, di fedi, di culture che qui approdavano, scappando da guerre, fame e costrizioni per cercare “l’Ammerica” (come noi un tempo l’avevamo cercata) che li liberasse dal bisogno e gli permettesse uno scatto all’inpiedi di dignità. Ci siamo sentiti ad un tratto in grado di poter decidere il nostro futuro e il nostro sviluppo. Questa terra aveva a lungo reclamato uno sviluppo che si era fermato altrove, come territorio avevamo segnalato alle classi dirigenti di allora che eravamo stati tagliati fuori da uno sviluppo industriale che con l’Italsider si era fermato a Taranto e con il Petrolchimico a Brindisi. Ma nella nostra idea di sviluppo proprio quella presunta marginalità diventava la nostra ricchezza. Non volevamo partecipare ad un’idea di sviluppo che non solo che non ci apparteneva, ma che di sé ci offriva solo gli scarti. E allora la cultura, lo straordinario patrimonio storico ed architettonico, un paesaggio e un ambiente ancora incontaminato, un patrimonio di tradizione sul quale puntare per vincere la sfida. La sfida della crescita, del progresso che innanzitutto partisse dal nostro desiderio di contare e che facesse di quella storia, di quella tradizione un pilastro fondamentale del nostro progetto di crescita. È in questo contesto che nasce l’Istituto Diego Carpitella prima e la Notte della Taranta poi. La tradizione non come un’ingessatura, come una palla al piede, ma “sapere del popolo”, parte della cultura ed in grado di fornirci importanti informazioni sull’evoluzione della storia degli uomini e dei luoghi da essi abitati. Un fenomenale bagaglio mentre disegnavamo lo sviluppo di questo territorio. Lo straordinario patrimonio musicale ci è sembrato allora un’opportunità forte in grado di esprimere al meglio la metafora del tempo che questo territorio e questa parte dell’Italia stava vivendo, terra d’incontro, di dialogo, di scambio. È proprio il dialogo, il confronto tra la nostra musica di tradizione e i linguaggi della musica contemporanea potevano permettere alla tradizione di essere viva e vitale e quante più interpretazioni riusciva ad avere tanto più essa parlava ad un sempre maggiore numero di uomini. Utilizzare, quindi, il nostro patrimonio musicale, il repertorio di canzoni e canti, diventava uno straordinario atto di protagonismo per sfuggire con il canto, che non è solo sinonimo di canzone ma che è anche luogo marginale, rifugio laterale (farsi da canto), alla periferia della storia. Abbiamo poggiato le nostre speranze di crescere su un bene intangibile, immateriale, una festa che di anno in anno seguiva e modificava questo territorio. Lo proiettava agli occhi di un’opinione pubblica sempre più vasta, lo faceva conoscere all’Italia e si cimentava nel suo sacro pellegrinare con piazze forestiere. Da Roma a Firenze, da Bologna a Venezia, sino in Cina, Giordania e Germania. Un ricostituente, un farmaco che di fronte alle ansie, alle crisi e alla solitudine del cittadino globale era in grado con il suo ritmo, con i suoi canti d’amore e di fatica non solo di legare le generazioni ma di lanciare messaggi ed attenderne altri, in qualche modo di farsi carico di un bisogno universale di amicizia e di conoscenza. La Notte della Taranta, ha segnato profondamente questo territorio, ha prodotto ricchezza richiamando qui uomini e donne che hanno scelto il Salento per rifocillarsi dalle fatiche di un anno. Nel terzo millennio gli uomini non saranno più in grado, come è accaduto per l’antichità, di costruire nuove cattedrali, nuovi straordinari monumenti, mattone su mattone, le “cattedrali” del nuovo millennio saranno proprio questo straordinario patrimonio di tradizioni che è corso di bocca in bocca, di generazione in generazione, che va tutelato per essere vissuto e offerto, come accade con i grandi monumenti dell’antichità, agli occhi ed al piacere di chi vuole godere dei suoi benefici. È chiaro dunque che la Notte della Taranta è una grande festa di suoni e di genti che niente ha a che fare con il rito del tarantismo, la sua fenomenologia e tutto ciò che nelle campagne salentine e intorno alla cappella di San Paolo a Galatina per lunghissimo tempo si è consumato. La Notte della Taranta è festa popolare, la cui straordinarietà sta soprattutto nella consapevolezza che quella piazza che assiste alle varie tappe del festival e del Concertone finale ha di ciò che accade sul palco. Piazza attiva, che è padrona e proprietaria di quello straordinario patrimonio, ricchezza collettiva e mai bottino privato. Oggi avvertiamo il dovere di andare oltre, di strutturare fortemente non solo i luoghi dello spettacolo ma quelli della ricerca, dello studio, dello scambio, di entrare in relazione con altre feste popolari che in Europa e nel mondo si rappresentano. Questi i motivi della nascita della Fondazione “Notte della Taranta” per strutturare e rendere permanente la discussione e il dibattito, le produzioni culturali partendo dalla ricerca e dall’approfondimento. Per dare un luogo fisico, concreto, dove conservare e catalogare per rendere fruibili i tanti materiali frutto di indagini pubbliche e collettive come di appassionati campi di ricerca privati da mettere a disposizione di studiosi e di giovani investigatori. Ci saremmo potuti adagiare su un effimero e momentaneo successo, che è salito forte soprattutto nelle ultime edizioni cullandoci del privilegio di collaborazioni con straordinari musicisti che hanno in questi anni fatto omaggio alla dignità e alla forza della nostra musica di tradizione. Ma è proprio in questa capacità di non essere bersaglio fisso, di sfuggire ai rischi di posizionarsi su comodi e consolanti risultati che la Notte della Taranta potrà continuare ad esserci e a vivere. Mai avremmo pensato di essere protagonisti di un corto circuito così positivo per questa terra. Ma abbiamo imparato da ragazzi a leggere Bodini ed a praticare il suo bandire la marginalità e abbiamo provato a guardare in faccia quella luna a cui lui spesso parlava “ma tu, luna le incognite finestre illumini del Nord mentre noi parliamo, nel fondo di quest’esule provincia ove di te solo la nuca appare”. Provare a trovare il riscatto guardandola in faccia quella luna. Buona sorte, piccolo Salento.
Introduzione al Libro "LA NOTTE DELLA TARANTA 1998-2007" (breve
storia per testi ed immagini dei dieci anni che hanno 'rivoluzionato'
la musica popolare salentina)
DAL 1998 AD OGGI
La Notte della Taranta è il più grande festival musicale dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali che vanno dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.
Nato nel 1998 su iniziativa dell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell'Istituto Diego Carpitella, in questi anni il festival è cresciuto di dimensioni e prestigio culturale grazie all'intervento della Provincia di Lecce - che dal 2001 è entrata a far parte degli enti che promuovono e organizzano La Notte della Taranta - e della Regione Puglia dall'edizione 2005.
IL CONTENUTO
La "pizzica" è la musica che scandiva l'antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, il pericoloso ragno velenoso. La tradizione vuole che per liberare la vittima, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso finché non veniva sciolta dall'incantesimo. Al suono dei tamburelli si accompagnava un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno. Altre varianti della pizzica tarantata sono il ballo del corteggiamento tra uomo e donna e la "danza dei coltelli" anche detta "pizzica a scherma".
L'ossessione del ritmo nella musica e nella danza sopravvivono ancora oggi e ne sono interpreti alcuni tra i migliori musicisti salentini che, riuniti nell’Ensemble La Notte della Taranta, incontrano i più importanti nomi della musica internazionale, diretti dai maestri concertatori che negli anni sono stati: Daniele Sepe (prima edizione 1998), Piero Milesi (maestro concertatore per due edizioni del festival, nel '99 e nel 2001), Joe Zawinul (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003), Ambrogio Sparagna (2004, 2005 e 2006).
Con la concertazione di Ambrogio Sparagna dal 2004 è nata l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, che ha assorbito al suo interno l’Ensemble arricchendosi di tutte le sezioni di strumenti tipiche di una orchestra. Nel 2007 è il musicista Mauro Pagani a prendere le redini dell’Orchestra della Notte della Taranta e a curare la direzione artistica dell’imminente Concertone conclusiva dell’edizione 2007.
Nel 2010 a dirigere il Festival e l' Orchestra è stato chiamato Ludovico Einaudi. La scelta della Fondazione è caduta su un musicista di estrazione classica ma che ha sempre frequentato territori di confine tra diversi generi musicali.
Questa caratteristiche potranno dare forza al progetto di chiamare grandi nomi della musica italiana e internazionale per produrre forme originali della musica popolare salentina.
LA FORMULA
Ogni anno il festival presenta una parte itinerante nei Comuni della Grecìa Salentina (Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sternatia, Soleto, Zollino) più i comuni di Cursi, Galatina ed Alessano, durante i quali si esibiscono i più importanti gruppi del panorama tradizionale salentino e della scena world internazionale. Nel 2007 una tappa del festival toccherà anche i Comuni di Andranno e Otranto. A chiudere il festival è poi il "concertone finale", la "notte" che dà il nome all'intero evento, e che è il frutto di una produzione originale con un maestro concertatore chiamato a rileggere il repertorio della tradizione salentina e a produrre un progetto originale, diverso di anno in anno. Questa logica ha dato vita ad inediti dialoghi come quello fra la tradizione popolare e la musica colta attraverso l'incontro dell'Ensemble La Notte della Taranta con l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce (nell'edizione 2001 diretta da Piero Milesi), quello fra la cantante israeliana Noa e la lingua grika nell'edizione 2002 o ancora quello fra le sonorità rock dell'ex Police Stewart Copeland, batterista, e i ritmi percussivi della taranta. Emozioni straordinarie che sono continuate con le successive edizioni del Festival di cui proponiamo, di seguito, un piccolo sunto.
leEdizioni
EDIZIONE 1998
la prima edizione della Notte della Taranta prevedeva una formula che, nella
stessa serata, da singoli concerti tenuti contemporaneamente
nei paesi della Grecìa Salentina e di Alessano,riversavano i loro musicisti nel Concertone conclusivo
di Melpignano, allora ospitato nella cinquecentesca piazza
S. Giorgio, proponeva il primo dei concerti
conclusivi della Notte della Taranta. Con la direzione artistica
del maestro concertatore napoletano Daniele Sepe si palesava
uno spettacolo musicale che nella veracità degli interpreti
locali e della musicalità popolare salentina, dava un primo
assaggio di quello che negli anni successivi sarebbe stata
la formula vincente del festival. La direzione artistica
della prima edizione del Festival era in mano a Maurizio
Agamennone e Gianfranco Salvatore.
EDIZIONE 1999
Si apre l’esperienza di Piero Milesi come maestro concertatore della Notte
della Taranta. Compositore ed interprete, l’esperienza di
Milesi affianco a cantautori come Fabrizio De Andrè porta
una sensibilità musicale che eleva la qualità del giovane
Festival grazie anche all’impegno di uno dei maggiori violinisti
italiani, Maurizio Dehò (violinista di Moni Ovadia). Cresce
e balza subito agli occhi l’energia ed il calore dei musicisti
salentini. Viene confermata la formula dei concerti in contemporanea
nei diversi comuni della Grecìa Salentina in prima serata
e la conclusione a Melpignano, in seconda serata con il
concertone. Direzione artistica del Festival sempre affidata
a Maurizio Agamennone Gianfranco Salvatore.
EDIZIONE 2000
Con l’edizione del 2000 migliora la formula del Festival che coinvolge in serate
diverse, dal 7 al 22 agosto, tutti i comuni della Grecìa
Salentina; una formula che pone le basi di un legame più
forte con il territorio, e si propone ad un pubblico più
vasto, quello dei turisti che iniziano a popolare, in maniera
crescente, il Salento. Il Concerto finale di Melpignano
offre un progetto speciale voluto da Joe Zawinul, maestro
concertatore del festival, pianista, tastierista, organista
e compositore americano, collaboratore di artisti del calibro
di Miles Davis, e fondatore del gruppo Weather Report.
EDIZIONE 2001
Dal 6 al 18 agosto con le tappe a tema in ognuno dei Comuni della Grecìa salentina e con il concertone finale affidato ancora a Piero Milesi, in veste concertatore, torna la Notte della Taranta.
Sul palco della serata conclusiva gli Occitanica salentina, Dj Sky, seguiti dall’Orchestra Tito Schipa e dall’Ensemble Notte della Taranta.
EDIZIONE 2002
Con la direzione artistica di Piero Milesi, maestro concertatore dell’edizione
2002 del festival è Vittorio Cosma, compositore, produttore
ed arrangiatore, ex PFM, lavora con artisti quali Finardi,
ruggeri, Mannoia, Pino Daniele.
Il Festival, dal 6 al 17 agosto, rafforza il legame dell’identità musicale salentina con le esperienze esterne, grazie al succedersi sul palco, durante i vari concerti itineranti di ospiti quali franco Pavan, Constance Frei, Nour Eddine, SpaccaNapoli, Gilson Batista de
Silvera, Manu Thèron, Xvacu Amieva, ecc. Ma
è il concertone finale a regalare le prime grandi ed indimenticabili
emozioni della storia del Festival. Con il Progetto Ifonissu
di Anna Dimitri, Roberto Gemma, Giuliana De Donno, Franco Nuzzo,
Aldo Gemma, con l’ENSEMBLE NOTTE DELLA TARANTA e soprattutto di
NOA, Zohar Fresco, Gil Dor, Solis string Quartet, Luigi
De Mario, Vincenzo Di Donna, Gerardo Morrone, Antonio Di Francia,
Andrea Parodi. Infine Mascarimirì, Manu Thèron, Xvacu Amieva e
Dj Bellezza. Il festival cresce ed è un piacere esserne avvoti
e coinvolti.
EDIZIONE 2003
Proprio questa edizione, sotto la direzione artistica di Vittorio Cosma e Sergio
Torsello, ha consacrato il successo del festival con un
concertone che ha visto sul palco oltre 30 musicisti riuniti
per un evento senza paragoni: l'Ensemble "La Notte della
Taranta" con ospiti Giancarlo Parisi e Ares Tavolazzi, Vittorio
Cosma e Stewart Copeland con i percussionisti dell'Ensemble
Bash e tre ospiti che hanno interpretato alcuni brani della
tradizione, Raiz, Teresa De Sio e i Radiodervish.
Da questo concerto è stato realizzato un cofanetto con il disco (Ponderosa srl) registrato dal vivo la notte del 17 agosto 2003 e un dvd che riporta alcune immagini del concertone, oltre a momenti dal backstage e interviste agli artisti. Il concerto è poi stato ospitato in tour da alcuni dei più importanti festival italiani ed europei nell’estate 2004 e 2005 ed ancora oggi viene richiesto in tutta Europa.
EDIZIONE 2004
questa edizione ha segnato invece un momento di discontinuità con il passato. L'orchestrazione di Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo allievo prediletto di Diego Carpitella, ha riportato infatti l'attenzione sulla tradizione, sulla storia e la cultura della terra salentina. Grande novità di questa edizione, l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta, messa insieme da Ambrogio Sparagna con audizioni fatte su tutto il territorio salentino e alle quali hanno risposto oltre 300 musicisti.
L'organico che ne è derivato, circa 60 elementi, è composto
da organetti, tamburelli, flauti, viole, violini, chitarre,
percussioni, mandole, mandoloncelli, voci e molti altri
strumenti tipici della musica tradizionale, organizzati
tra loro mediante specifiche sezioni in relazione alle loro
tradizionali funzioni.
L'Orchestra è stata quindi il tappeto sonoro di un concerto durato quattro ore e mezza, seguito in piazza da circa 70.000 persone e basato su un ricchissimo repertorio di 35 canti della tradizione.
Anche gli ospiti del concertone (tutti cantanti) sono stati
invitati ad interpretare i brani della tradizione secondo
questa logica, adattando ai suoi canoni il proprio stile,
il proprio sound, la propria formazione. Così sono saliti
sul palco della grande notte di Melpignano il 21 agosto,
Franco Battiato, che ha interpretato due brani della tradizione
(Quannu te lai la faccia la matina e Damme nu riccio),
Gianna Nannini, che è stata la voce del canto Fimmine
Fimmine e Francesco Di Giacomo, cantante del Banco
del Mutuo Soccorso e qui interprete di Su 'rrivatu a
San Franciscu
EDIZIONE 2005
ha confermato il ruolo di Ambrogio Sparagna come "maestro concertatore" dell' Orchestra Popolare, ulteriormente ampliata nell’organico con la selezione di oltre settanta elementi e l’aggiunta di nuovi talenti scoperti tra giovanissimi musicisti salentini.
Lo spettacolo, partendo dalle Terre del Salento e da un
omaggio alla storia della riproposta del canto popolare
italiano, ha ripercorso modi e forme espressive del patrimonio
etnomusicale di tutta Italia che, nella pur grande varietà
di espressioni regionali, sono comuni alla storia e alla
cultura delle tradizioni popolari. In questa grande avventura
l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta è stata
accompagnata da alcuni preziosi testimoni e compagni di
viaggio: da Giovanna Marini, principale protagonista dell'indimenticabile
Bella Ciao, a Francesco De Gregori, "principe" dei cantautori
italiani; da Piero Pelù, grande personaggio del rock italiano
alla straordinaria presenza dell'attrice Sonia Bergamasco.
A ricongiungere idealmente il profondo nord con il profondo
sud del Paese il cantastorie comasco Davide Van de Sfroos
e i salentini Sud Sound System, audaci sperimentatori di
linguaggi musicali tra tradizione e innovazione.
EDIZIONE 2006
l’ultimo anno di Ambrogio Sparagna nel ruolo
di "maestro concertatore" dell' Orchestra Popolare della
Notte della Taranta, ha offerto uno spettacolo straordinario
con il Concertone conclusivo di Melpignano. Sul palco gli
artisti coinvolti si sono succeduti lungo le tre parti della
serata: la prima affidata agli anziani cantori dell'area
di Corigliano d'Otranto (Giovanni Avantaggiato, Leonardo
Serra e Nicola Campa), a quelli della Famiglia Cordella
di Copertino e alla Famiglia degli Zimba. La seconda parte
con il riuscito incontro fra la tradizione salentina e le
sonorità caraibiche dei Buena Vista Social Club che hanno
ospitato la mitica voce di Uccio Aloisi, di Claudio Cavallo
Giagnotti e dei musicisti che hanno curato in questi giorni
gli arrangiamenti musicali del repertorio misto cubano-salentino:
il percussionsita Alessandro Monteduro e il sassofonista
Raffaele Casarano. La terza e più ampia sezione del concertone
ha visto sul palco l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta
diretta dal maestro concertatore Ambrogio Sparagna, con
Lucio Dalla, Carmen Consoli, Peppe Servillo e Lucilla Galeazzi
e Carlos Nunez, in un trascinante concerto che ha sedotto
la folla di Melpignano. Complessivamente la serata è durata
quasi sette ore: è partita infatti alle 21.00 in punto con
la lettura di due testi poetici di Vittorio Bodini da parte
dell'attore Pierluigi Mele e si è conclusa, con le naturali
pause fra un momento e l'altro del concertone, solo alle
quattro del mattino su una Pizzicarella cantata dalla straordinaria
voce della quindicenne Alessia Tondo con il tappeto sonoro
dell'Orchestra, pezzo che è stato scelto come bis e come
ideale filo rosso che tiene insieme le ultime tre edizioni
del concertone orchestrate da Ambrogio Sparagna. La festa
si è spostata poi come ogni anno nei vicoli del paese con
canti e balli, per spegnersi solo alle luci dell'alba.
EDIZIONE 2007
Con l’edizione 2007 si
apre l’avventura di Mauro Pagani come maestro concertatore
dell’orchestra de La Notte della Taranta. Sotto la
direzione artistica di Sergio Torsello, il festival itinerante
parte l’8 agosto da Corigliano con Atnarat, un progetto
di sperimentazione multimediale di video, danza e musica
che collega idealmente le tradizioni coreutiche locali con
la carismatica figura di Ko Murobushi, uno dei più
apprezzati artisti di butoh, ossia quella forma di danza
contemporanea, i cui aspetti tipici sono la nudità
del ballerino, il corpo dipinto di bianco, le smorfie ispirate
al teatro classico giapponese. Altra tappa di “contaminazione
musicale” quella di Cursi, il 13 agosto, con la presenza
del gruppo di musicisti e danzatori La cobla minima e gli
Es revetlers, direttamente dall’isola di Mallorca
nelle Baleari. Nelle successive tappe itineranti i suoni
della pizzica incontrano anche il folk andaluso di La Jambre
e le tradizioni dei Balcani con Esma Redzepova, la regina
della musica Tzigana.
In una esplosione di energia il Concertone del 25 ha visto
alternarsi ospiti di grande prestigio. Massimo Ranieri,
storico interprete della musica di tradizione napoletana
e più in generale italiana, che con la sua vocalità
ha portato nel mondo tutto il calore della cultura musicale
e della tradizione del nostro Mediterraneo; Giuliano Sangiorgi,
voce e anima del gruppo tutto salentino dei Negramaro che
il festival ha voluto come espressione di un forte legame
con il territorio e con la sua crescita in campo artistico
e musicale; Eva Quartet, formazione di canto a cappella,
quattro giovani soliste bulgare che ripropongono un repertorio
di brani popolari e folclore delle diverse regioni della
Bulgaria, ma anche inni religiosi e musica moderna; Ginevra
di Marco, storica voce dei CSI e poi dei PGR di Giovanni
Lindo Ferretti ed artista solista da tempo impegnata in
un lavoro di ricerca sulle tradizioni musicali del mondo;
Morgan, uno dei musicisti simbolo dell’Italia degli
anni ’80, voce versatile e in continuo movimento;
Piero Brega, tra i protagonisti del folk revival degli anni
’70 e di molte esperienze di confine tra la musica
tradizionale e altre sonorità come il jazz; Badarà
Seck, nato in una famiglia di griots, poeti e cantori che
svolgevano l'importante ruolo di tramandare le ricche tradizioni
orali del proprio paese, e leader del gruppo musicale africano
Penc.
EDIZIONE 2008
L’edizione 2008 si apre
con il grande vuoto lasciato da Pino Zimba, morto il 13
febbraio dello stesso anno, sconfitto da una grave malattia.
Sul palco, tra gli artisti, si sente forte la mancanza della
straordinaria energia e della forza del tamburellista di
Aradeo, peraltro anche grande protagonista del film “Sangue
vivo” di Edoardo Winspeare.
Anche quest’anno prologo al Concertone finale, ormai
attesissimo evento dell’estate salentina, le quindici
tappe del festival itinerante che dal 7 al 21 agosto attraversa
i comuni della Grecìa Salentina e quelli di Galatina,
Andrano e Alessano.
Il 23 agosto, sul mega palco antistante il Convento degli
Agostiniani, sotto la direzione del maestro concertatore
Mauro Pagani, salgono sei grandi ospiti. Rokia Traoré,
considerata una delle stelle del panorama musicale africano,
che ha avuto la straordinaria capacità di stravolgere
la concezione della musica dell’Africa occidentale,
mescolando i suoni e gli strumenti tradizionali del suo
paese con influssi più moderni che vanno dal pop
internazionale al jazz. Richard Galliano, ai vertici mondiali
del jazz, che mescola reminiscenze swing, echi di tango,
giri di valzer dei bistrot parigini, e che ha avuto il grande
merito di portare strumenti come la fisarmonica e il bandoneon
tra i protagonisti dello scenario jazzistico contemporaneo.
Caparezza, che sul palco di Melpignano canta il tormentone
estivo di quell’anno, “Vieni a ballare in Puglia”.
I Sud Sound System, con all’attivo il loro settimo
album, “Dammene ancora”, nelle cui 18 tracce
si sviluppano stili vari, new raggae, dancehall, roots e
soul. Radiodervish, il sodalizio artistico tra Nabil Salameh
e Michele Lobaccaro, in grado di creare l’incontro
della melodia con testi in italiano, inglese, arabo e francese
che affondano le radici sia nella tradizione araba che nella
musica d’autore italiana. Gli Après La Classe,
il gruppo salentino di musica patchanka e ska.
EDIZIONE 2009
Il 2009 è l’ultimo
anno di Mauro Pagani come maestro concertatore, che saluta
il triennio con La Notte della Taranta con queste parole:
«Non posso non gioire e meravigliarmi ripensando a
tutto il sapere, la conoscenza, la fantastica musica con
cui in questi tre anni ho avuto la fortuna di venire in
contatto. Lavorare su un corpus musicale così ampio
e prezioso insieme a tanti musicisti di valore e tanti ricercatori
così attenti è privilegio non da poco, dono
davvero prezioso di cui per sempre a questa magnifica terra
sarà grato».
Il festival itinerante parte, come da tradizione da Corigliano
d’Otranto, il 7 agosto, e attraversa le tredici tappe
delle “sue piazze”, fino all’appuntamento
finale del mega evento di Melpignano, il 22 agosto.
È l’anno dedicato soprattutto alla musicalità
femminile. Sul mega palco del Concertone, la cantante nominata
quattro volte ai Grammy, Angélique Kidjo, capace
di inglobare al suo retaggio culturale del Benin, elementi
di musica funk, jazz, salsa, samba e makossa. Insieme, per
una campagna sociale e musicale finalizzata a sensibilizzare
il mondo sul conflitto in Medio Oriente, la cantautrice
israeliana Noa e l’attrice-cantante palestinese Mira
Awad, incantano gli oltre centomila del piazzale antistante
il Convento degli Agostiniani. E poi Eugenio Finardi, cantante,
autore, chitarrista e pianista, che pochi mesi prima aveva
partecipato all’incisione del brano “Domani”,
dello stesso maestro concertatore Pagani, i cui proventi
furono devoluti ai terremotati de L’Aquila; Simone
Cristicchi e il Coro dei minatori di Santa Fiora, 14 elementi
tra i 19 e gli 80 anni, che provengono da un piccolo paese
sulle pendici del Monte Amiata, con i quali Cristicchi crea
questo progetto per riproporre un repertorio di canzoni
tradizionali; Z-Star, cantante, autrice, chitarrista, percussionista
e poeta che propone un emozionante viaggio nella tradizione
soul jazz; e Alessandra Amoroso, vincitrice di “Amici”
e ormai protagonista nel panorama musicale italiano.
EDIZIONE 2010
«Ascoltando le registrazioni
effettuate sia nelle case private che nelle campagne ho
percepito un colore che mi riportava all’intensità
della terra, della pietra spaccata dal sole, dei muretti
a secco che tratteggiano i campi di ulivi, delle splendide
masserie, degli antichi palazzi-fortezza che ovunque ornano
il paesaggio. […] Questo evento è una grandissima
festa popolare, un’occasione unica dove tutte le generazioni
si ritrovano unite a celebrare il loro legame di appartenenza
con questa antica terra ricchissima di storia e di cultura,
e che attraverso la sua rilettura ci aiuta a ritrovare i
nostri migliori valori». È il saluto al Salento
del maestro concertatore Ludovico Einaudi, che nel 2010
inizia la sua avventura con La Notte della Taranta. È
l’anno in cui l’Ensamble Notte della Taranta
registra, dal vivo, nella piazza di Alessano, il suo primo
album, ripercorrendo i momenti poetici di Piero Milesi,
l’esplosione ritmica di Steward Copeland e Vittorio
Cosma, le sonorità tipicamente popolari di Ambrogio
Sparagna, e quelle world firmate Mauro Pagani. Il festival
itinerante riconferma il successo delle voci e dei suoni
di questa terra, che continuano ad essere il prologo dell’appuntamento
più atteso. Ospiti dell’edizione Einaudi: Dulce
Pontes, considerata una delle più fulgide stelle
della world music, e tra le maggiori e più innovatrici
interpreti di tradizione fadista; Savina Yannatou, che dopo
aver interpretato le canzoni della sua terra, la Grecia,
si è concentrata sulla musica medievale, rinascimentale
e barocca, sino al grande amore per il jazz; Mercan Dede,
che dopo aver sperimentato da solista la fusione dell’elettronica
con la musica tradizionale turca, ha fondato i Secret Tribe,
un gruppo composto da musicisti e danzatori dervisci; Les
Tambours du Burundi, ensamble di danzatori e percussionisti
considerato nel mondo l’ambasciatore della musica
burundese; i Taraf de Haïdouks, voci, violini, fisarmoniche,
cimbali, contrabbasso e clarinetto, che prendono il nome
dagli antichi banditi della Romania feudale; i Sud Sound
System, che tornano sul palco di Melpignano a pochi mesi
dall’uscita del loro ultimo lavoro, “Ultimamente”;
Ballaké Sissoko, custode della tradizione, della
storia e della cultura del Mali, tra i più grandi
interpreti della kora del suo paese.
LaTaranta nel Mondo
L’orchestra della Notte della taranta è un patrimonio straordinario
del Salento e della Grecìa Salentina che contribuisce in modo
sostanziale alla diffusione della cultura musicale popolare ed
alla promozione di un bacino turistico in forte crescita.
2005
Nel corso del 2005 l’orchestra popolare La Notte della Taranta
ha “esportato” la sua musica a Venezia per la
chiusura del Carnevale in Piazza S. Marco; a Bologna
in Piazza Maggiore; a Roma sia nell’Auditorium
Parco Della Musica per l’inaugurazione della stagione estiva,
che in occasione della Notte Bianca.
2006
Nel 2006 ha varcato anche i confini nazionali e continentali trasportando
in Cina, il 2 maggio 2006, ospite della terza
edizione della “Settimana della musica popolare di Chaoyang”,
i ritmi percussivi dei tamburelli, il suono degli organetti, dei
tanti strumenti a corde e a fiato e le migliori voci della tradizione
salentina.
Dal 3 al 5 giugno 2006 l’Orchestra si è esibita in Giordania
ad Amman, il 24 giugno 2006 a Treviso, il 29
giugno 2006 a Roma ed il 1 luglio 2006 a Rimini.
2007
Nel 2007 ha toccato le platee di Roma, il 29
giungo, nell’Auditorium del Parco della Musica e di Ravenna,
ospiti del RAVENNA FESTIVAL, il 30 giugno, nella cornice di Palazzo
San Giacomo a Russi.
Il 25 agosto è stato il momento del Concertone 2007 del Festival
de La Notte della Taranta, tenutosi a Melpignano,
con oltre 100 mila presenze, visibile in diretta su diverse emittenti
televisive, consentendo ad appassionati e curiosi di gustare da
lontano, in diverse parti d'Italia e del mondo, lo spettacolo
di musica offerto.
Con Puglia Channel, grazie alla diretta su canale Sky 844, è
stata garantita una visione internazionale, da tutta l'Europa
al Nord America. Diretta tv garantita anche da Telerama e da Telenorba.
Non solo in tv ma anche sul web è stato possibile (in streaming)
vedere le immagini in diretta del Concertone del 25 agosto di
Melpignano, grazie a www.salentoweb.tv e www.teleramanews.it.
L'autunno è cominciato nei migliori dei modi per La Notte
della Taranta. Il 2 ottobre 2007, a Torino, allo
Stadio Delle Alpi, l' Ensemble de La Notte della Taranta, guidato
dal maestro Vittorio Cosma, ha potuto aprire il Concerto dei Police.
Un pubblico in delirio, di oltre 65 mila spettatori, ha ascoltato
e ballato i ritmi salentini, da Santu Paulu a Kalì Nifta,
rinnovando un legame ormai forte con la musica salentina della
Notte della Taranta, prima di gustare il fantastico repertorio
di una delle band più importanti della musica mondiale.
Un ringraziamento va fatto a Stewart Copeland, batterista dei
Police, che ha voluto l'Ensemble della Notte della Taranta (da
lui stesso guidato nell'edizione 2003 del Concertone di Melpignano),
nell'unica tappa italiana del Police World Tour. Ad esibirsi sul
palco di Torino sono stati: Vittorio Cosma, piano e tastiere;
le voci di Raiz, Ninfa Giannuzzi, Enza Pagliara ed Emanuele Licci;
il tamburello di Carlo "Canaglia" De Pascali, Antonio
Castrignano' e Mauro Durante; la batteria di Antonio Marra; le
percussioni di Alessandro Monteduro; il basso di Silvio Cantoro;
le tastiere di Marco Della Gatta. E ancora: Roberto Gemma, fisarmonica;
Francesco Del Prete, violino; Massimo Martellotta, chitarre e
assistenza alla direzione e Giancarlo Parisi, zampogne, flauti
e sax.
2008
Il cammino della Notte della Taranta è proseguito con la
tappa del 28 giugno a Roma nell’Auditorium Parco
Della Musica.
2009
L'Ensemble Notte della Taranta nel corso del 2009 ha tenuto i
seguenti concerti:
- 31 maggio New York - con Mauro Pagani
- 13 giugno La Spezia
- 28 giugno Loulè / Portogallo - Festival MED
con Copeland
- 30 giugno ROMA /Italia - Villa Ada con Copeland
- 1 luglio Borgaro (To) / Italia - Chicobum festival
con Copeland
- 3 luglio Lugano /Svizzera – Estivaljazz con
Copeland
- 4 luglio Milano – Milano Jazzin’ Festival con
Copeland
- 16 luglio Viterbo
- 17 luglio Montesangiovanni (FR)
- 28 luglio Matera
- 9 agosto Chieti
- 25 agosto Chiaramonte Gulfi (RG)
2011
Nel 2011 diversi progetti portano La Notte della Taranta in giro
per l'Europa:
25 -26 Giugno 2011 Barbican Hall Londra
il Maestro Concertatore Ludovico Einaudi e l’Orchestra
La Notte della Taranta con ospiti Mercan Dede,
Ballake Sissoko e Savina Yannatou
8 Luglio 2011 Cartagena (Spagna) L’ensemble “La Notte della Taranta” con Stewart
Copeland
iMedia
e il Pubblico
Un viaggio che decreta una crescente e straordinaria attenzione
dei media. La serata del concertone finale viene ormai seguita
da tutte le principali testate nazionali fra quotidiani, periodici
ed emittenti televisive e radiofoniche, che hanno riprodotto l'eco
di un progetto di ampio respiro su scala anche internazionale.
Oltre 100.000 le presenze di pubblico stimate nel piazzale degli
Agostiniani di Melpignano per il solo concertone finale. Altrettante
le presenze disseminate su tutto il periodo del festival. Le edizioni
di questi anni decretano una maturità straordinaria che fa del
Festival e dei contenuti musicali che propone lo strumento di
promozione più importante del Salento e della Grecìa Salentina.
Multimedia
BEDDHA CARUSA Ascolta il nuovo singolo de La Notte della Taranta
Nell'agosto del 2008, su iniziativa di Regione
Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina
e Istituto Diego Carpitella, nasce la Fondazione La Notte della
Taranta, luogo di studio e di approfondimenti culturali. Divenuta
attiva nell'autunno 2010, la Fondazione si propone come un laboratorio
di ricerca e riflessione all'incrocio di tre correnti: quella
scientifica, quella dello spettacolo e quella delle politiche
culturali.
La Fondazione ha l'obiettivo di definire indirizzi e scelte strategiche
e gestionali, promuovendo iniziative autonome ... leggi ancora
l'Istituto Carpitella
L’Istituto DIEGO CARPITELLA nasce nell’estate
del 1997 con il proposito di studiare e valorizzare il patrimonio
artistico e culturale del Salento, grazie al supporto di quelli
che sono stati, e ancora sono, gli enti promotori, i comuni di
Alessano, Calimera (oggi non più nell’Istituto), Cutrofiano, Melpignano,
Sternatia e successivamente la Provincia di Lecce.
La ricerca, la documentazione e la promozione territoriale, sono
obiettivi dell’Istituto e più nello specifico: A) recuperare, restaurare
e conservare i materiali concernenti la storia orale del Salento,
acquistando altresì, ove possibile, i materiali eventualmente
conservati altrove (in Italia e all’estero) ivi compresi i testi
scritti (manoscritti o a stampa), i documenti foto-video-cinematografici,
i documenti di interesse iconografico, gli oggetti della cultura
materiale e ogni altra testimonianza di forme d’arte e artigianato ... leggi ancora
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