orchestra popolare 

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GLI ARTISTI

Galatone, 4 agosto

Ninfa, Tosca e Shadi Fathi

“Amartìa”- “peccato”, è rinascita. In questa chiave si inquadra il progetto di Ninfa Giannuzzi, uno spettacolo che si sviluppa con una scaletta che segue una scia di storie minime, popolari, racconti di tentazioni e azzardi, come la riproposta di canzoni ormai consolidate nella tradizione spogliate da orpelli e stereotipi interpretativi. Ninfa Giannuzzi racconta la sua rigenerazione e con lei sulla scena Tosca, cantante e attrice eclettica, ricercatrice musicale e sperimentatrice protagonista del Festival dopo aver partecipato al concertone del 2016. Un dialogo tra storie romane e salentine. In scena anche la polistrumentista iraniana Shadi Fathi, Giorgio Distante alla tromba ed elettronica, Dario Congedo alla batteria e percussioni e Federico Pecoraro al Basso.

Sul palco anche Valerio Daniele chitarrista e arrangiatore e performance pittorica dell’artista Egidio Marullo che farà da scenografia e contrappunto visivo alla musica.

Orchestra della Cupa: Enza Pagliara e banda Quarta

Un nuovo progetto per Enza Pagliara che da anni, attraversa e reinterpreta il repertorio dei canti della tradizione. Con la Banda R. Quarta di Monteroni, Enza da vita  a un concerto per banda e voce sola. I canti della tradizione, in questo concerto, incontrano le aree  della banda per far rivivere le atmosfere tipiche dei giorni di festa. I brani arrangiati da Antongiulio Galeandro, dal Maestro Luigi Morleo e dell’indimenticabile Piero Milesi sono stati riadatti per gli ottoni, le percussioni e per la voce della Pagliara dal maestro Marco Grasso. La scena e il set design sono firmati da Isabella Faggiano.

Un nuovo progetto per una delle voci dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta che non mancherà di coinvolgere il pubblico in un viaggio ‘nuovo’e festoso nella tradizione.

Scazzacatarante

Scazzacatarante è un gruppo musicale che si forma a Galatina (Le) nel 1998. La passione per la pizzica-pizzica è l’elemento che accomuna i giovani musicisti che decidono di portare avanti la tradizione popolare salentina.

I componenti del gruppo sono: Antonio De Giorgi (voce e tamburello); Davide Donno (voce e tamburello); Pantaleo De Pascalis (fisarmonica); Roberto Margari (clarinetto); Carmine Potenza (basso acustico ed elettrico); Matteo Gaballo (violino e voce).

È il forte carisma a caratterizzare il gruppo dei Scazzacatarante. Nei loro concerti, grazie agli strumenti tradizionali ed elettronici, si passa dai brani di pizzica-pizzica, tradizionale, moderna e e canti e stornelli dei grandi cantori del Salento. 

 

Nardò, 5 agosto

Lectio magistralis di Vittorio Sgarbi

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi parlerà della “Eredità greco-bizantina nella cultura europea” nella sua lectio magistralis il 5 agosto a Nardò. Curatore di grandi mostre internazionali, scrittore,  autore, conduttore di trasmissioni televisive, uomo politico, “libero pensatore controcorrente e instancabile difensore dell'arte e della cultura” è nato a Ferrara l’8 maggio 1952. Sgarbi è laureato in Filosofia con specializzazione in Storia dell’Arte presso l’Università di Bologna, ed è stato funzionario assegnato alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Venezia. È stato docente di Storia delle Tecniche Artistiche presso l’Università di Udine (1984-1988) e di Storia della Fotografia presso l’Università di Bologna (1974-1978). È stato Commissario per le arti e il restauro architettonico della città di Padova di cui ha curato i cataloghi sulle mostre di Giotto e di Donatello. È stato direttore artistico del Festival di Asti Teatro nell’anno 2000. È stato Presidente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dal 1994 al 1996. È stato eletto deputato al Parlamento Europeo nel 1999.È stato eletto deputato al Parlamento italiano nel 2001 ed è stato Sottosegretario ai Beni Culturali.

Nel 2003 è stato nominato, con decreto ministeriale, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 2005 è Alto Commissario per la valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. È componente della Commissione consultiva del Prefetto per la Cattedrale di Noto. Da Maggio 2006 a Maggio 2008 ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Milano. Il 30 giugno 2008 è stato eletto Sindaco del comune di Salemi. Dal 2018 è sindaco di Sutri. Nel 2010 è stato nominato Soprintendente del Polo Museale di Venezia. Nel 2011 ha curato il Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d'Arte alla Biennale di Venezia, dal titolo “L'Arte non è cosa nostra”, allargando la mostra la mostra in 27 capoluoghi italiani in onore del 150esimo dell'Unità d'Italia. A curato le mostre: Rinascimento Segreto a Pesaro, Urbino e Fano; Lotto, Artemisia, Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi al Castello di Novara; Il Museo della Follia. Da Goya a Bacon al MuSa di Salò; Seduzione e potere. La donna nell'arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo alla Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino; Da Giotto a Morandi. Tesori d'arte di fondazioni e banche italiane a Palazzo Baldeschi di Perugia. 

 

Ugento, 7 agosto

La Vestesène

La tarantella tramandata oralmente dai pastori dello sperone d’Italia è al centro del lavoro artistico de La Vestesène. Una formazione artistica nata nel 2016 con lo scopo di promuovere e diffondere la tradizione della tarantella garganica e la tutela degli usi e costumi del territorio locale. Una tarantella che pone l’accento sulle melodie, cantando i racconti di vita e lavoro dei pastori.

In soli tre anni di attività La Vestesène ha portato la tarantella garganica in giro per tutta la Puglia, da Rodi Garganico a Vieste dove nella splendida spiaggia di Pizzomunno hanno suonato per la collegata rassegna musicale "Serenata allaTarantella”, da Ruvo di Puglia a Ischitella e Sannicandro di Bari. La Vestèsene ha varcato i confini regionali partecipando  alla rassegna I Padri Del Folklore di Ravenna. La formazione ricca e sfaccettata comprende il maestro GIOVANNI DELLEFAVE (fisarmonica), ANTONIO MANDUNZIO (chitarra e voce), MARIA VILLANI (violino), LUCA BOSCO (tamburello e pad), CARMEN DE RONZO (voce), LUCREZIA LAPROCINA (voce). Ballerini ANTONIO RUSSO, SIMONA RUSSO, COSTANTINA COCO, MARIANNA COTA, CLARA COTA, CARMELINA DI GIOVANNI, CARMEN CIUFFREDA.

 

Acaya, 8 agosto

Pino Ingrosso

Pino Ingrosso propone uno spettacolo  che è un racconto, un viaggio che scandisce, con leggerezza e un pizzico di nostalgia, modi, tradizioni, costumi e usanze dell’Italia del Sud. Pino Ingrosso, voce solista di Nicola Piovani, firma gran parte dei brani dello spettacolo sulla poetica della terra e sulla filosofia degli antichi saperi, prestando anche la propria voce. In scena con lui Alessandro Caione (tastiere/piano elettrico) Silvio Cantoro (basso acustico) Vito De Lorenzi (batteria e tamburi) Alessandro Monteduro (percussioni) Morris Pellizzari (saz, chitarra acustica ed elettrica) Daniela Guercia (voce recitante, cori e colori percussivi). ‘Note di un viaggio’ è un percorso anche nei ricordi d’infanzia, un risveglio dei sensi attraverso sonorità, colori e suoni che appartengono al Sud.

 

Calimera, 10 agosto

Le Sette Bocche

Le Sette Bocche condividono l’esperienza della musica popolare, con una chiave interpretativa del tutto personale, molto vicina al Nu Folk. Il progetto musicale del gruppo è un cammino di ricerca sulle origini della cultura del territorio, con la riscoperta del materiale folklorico inedito appartenente all'area geografica dell'Agro e dei Monti Picentini. La “necessità” di fare spettacolo, la passione per il teatro e le differenti influenze musicali hanno portato i sette componenti del gruppo a dar vita al loro percorso artistico che oltre a dare voce al mondo contadino, alterna momenti musicali e coreutici, a momenti di grande interazione con il pubblico, chiamato a rispondere a simpatiche provocazioni e a prendere parte alle danze. Tante le collaborazione delle Sette Bocche, da James Senese a Eugenio Bennato passando per Enzo Gragnaniello. 

Le Sette Bocche propongono uno spettacolo di musica popolare, con una chiave interpretativa del tutto personale, tentando di dare ancora voce al mondo contadino. Il progetto musicale, basato sulla ricerca, sulle origini della cultura del territorio in cui ciascun componente condivide le proprie esperienze, per dare corpo ad uno spettacolo fatto di musica, canti e balli tipici della cultura popolare in cui si alternano momenti musicali e coreutici, a momenti di grande interazione con il pubblico, chiamato a rispondere a simpatiche provocazioni e a prendere parte alle danze. Il ritrovato interesse verso questa musica allo stesso tempo nuova e antica, nasce anche dalla possibilità di poter partecipare alle feste popolari o ai concerti, armati di castagnette, foulard, gonne "gitano-folk-contadine", con una conoscenza più o meno ampia delle danze. Sul palco Angelo Plaitano (chitarre e voce), Daniela Dentato (danza e voce), Francesca La Ragione (danza e voce), Alfredo Marraffa (flauti), Antonio Rizzo (basso elettrico e voce), Pasquale Di Lascio (percussioni e tamburi a cornice), Giovanni Fasano:batteria.

Pupe di Pane

Il pane è al centro di un viaggio che mette in gioco la creatività e la memoria, attraverso una performance sulla sua preparazione e le sue storie. Intorno a una tavola da lavoro, la mattrabbanca, cinque attrici compiono un rituale dando vita a una tradizione che attraversa dialetti e cucine diversi, quella delle pupe di pane. Bambole che si modellavano in attesa della Pasqua, in un tempo in cui i bambini non non avevano nulla e la fantasia ero lo strumento più potente per inventare giochi e passatempi.

Le pupe di pane erano sovente, fatte con un impasto dolce, e riceverle era uno dei pochi e per questo speciali doni che i bambini ricevevano. Una sorta di talismano contro le disgrazie, ma anche un rito che si rinnovava e raccontava di donne che impastavano per ore la farina e lo vegliavano prima dell’uccata, l’infornata. Lo spettacolo, con la regia di Tonio De Nitto, è stato ideato, scritto e interpretato da Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta e Carmen Ines Tarantino e prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce.

 

Zollino, 11 agosto

Orchestra Popolare del Saltarello

Il progetto Orchestra Popolare del Saltarello nasce da un’operazione di ricerca e rivalutazione della tradizione musicale abruzzese. Ricostruiscono in musica il percorso dei tratturi lungo il quale si è sviluppato e propagato il celebre “Saltarello”. L’Orchestra Popolare del Saltarello propone un repertorio di brani popolari abruzzesi, che va dalle canzoni più rappresentative della tradizione abruzzese alle saltarelle, spallate e ballarelle utilizzando un organico formato da 10 musicisti e un corpo di ballo che insieme ripercorrono un viaggio lungo le antiche vie della transumanza.

L’organico è formato da organetto, fisarmonica, una sezione vocale, una sezione di organetti e fisarmoniche, chitarre, mandolino, zampogne, auti, tamburelli, basso e batteria che interpretano il repertorio di tradizione abruzzese con originalità e freschezza. L’ideatore del progetto è il musicista Danilo Di Paolonicola, autore delle rielaborazioni e trascrizioni. Teramano di origine è considerato tra i migliori fisarmonicisti e organettisti del mondo. Compositore ed arrangiatore, è docente di fisarmonica diatonica al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e al Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila.

 

Cutrofiano, 12 agosto

Unavantaluna-Cumpagnia di Musica Siciliana

Unavantaluna-Cumpagnia di Musica Siciliana è un ensemble di musicisti uniti dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra. 

Prendono il nome da un gioco del passato, che accomuna Puglia e Sicilia, Unavantaluna, un gioco di desideri, gioia e scherzi, dove si scavalcano gli ostacoli, i pensieri e tensioni quotidiane.

Unavantaluna nasce nel 2004 ad opera di Carmelo Cacciola, Luca Centamore, Pietro Cernuto e Francesco Salvadore, e i quattro fondatori costituiscono tuttora   la line-up di base del gruppo. 

Nel 2013, con il brano Isuli, Unavantaluna ha vinto il Premio Andrea Parodi, il più significativo riconoscimento italiano dedicato alla World-Music.  Nella primavera del 2017 si sono esibiti nella Cappella Paolina del Quirinale a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica. Reinterpretano le musiche tradizionali siciliane contaminandole con le influenze della world music hanno portato la loro musica in tutto il mondo, dal teatro nazionale di Tapei all’Australia dove sono stati in tournée lo scorso anno.

 

Alessano, 13 agosto

Officina Zoè

La danza e la trance sono al centro del progetto artistico della Officina Zoè. Band salentina nata nella primavera del 1993 che si caratterizza per i ritmi ciclici del tamburello e un minimalismo nella musica e nel canto. Vantano numerose collaborazioni in campi artistici diversi, dalla musica, al cinema passando per il teatro. Hanno realizzato la colonna sonora del documentario sui trent’anni dalla dittatura cilena, girato da Marta Vignola, intitolato “Le bende del giaguaro” (2003), hanno collaborato con il regista Edoardo Winspeare, con Pamela Villoresi, Pippo Mezzapesa e Baba Sissoko.

La formazione attuale degli Officina Zoè è composta da: Lamberto Probo (tamburello, tamborra, cupa cupa, lavaturu, violino a sonagli), Cinzia Marzo (voce, flauto, tamburello, castagnette), Donatello Pisanello (organetto diatonico, chitarra, mandola, armonica a bocca), Giorgio Doveri (violino, mandola), Luigi Panico (chitarra, mandola, armonica a bocca) e Silvia Gallone (tamburello, tamborra, voce).

 

Galatina, 17 agosto

Orchestra del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie

L’orchestra del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie nasce dalla convinzione che la musica sviluppi nei ragazzi creatività e armonia, responsabilità e partecipazione. La musica come lezione di vita, unica e irripetibile. Nata nel 2011, da una idea della dirigente scolastica Annamaria Corrado e del professore Massimiliano Cananà, l’orchestra è composta da 48 elementi che suonano classici rivisitati, spaziando tra i generi più disparati. La fusione dei generi e delle specialità ha creato un tutto armonico e una versatilità musicale che ha avuto la possibilità di mettersi in mostra su diversi palcoscenici, dalle piazze del Salento fino al palazzo di Giustizia e alla Scuola di Cavalleria, culminando con un’esibizione in piazza S. Pietro al cospetto di Sua Santità Papa Francesco.

Il progetto mette in campo un confronto continuo tra modernità e radici, cultura dei libri e cultura dei sensi, dal quale i ne escono più forti, consapevoli e preparati. In questa occasione l’Orchestra si cimenta con il repertorio musicale salentino, “contaminandolo” con i timbri del proprio organico. La musica cosiddetta colta e la tradizione popolare, trasfuse in note accanto alle sonorità rock e pop, diventano ritmo appassionato ma anche esercizio continuo disciplinato, quasi una colonna sonora per una delicata fase della vita, quella dell’adolescenza.I 48 giovani musicisti saranno diretti eccezionalmente dal maestro Armando Ciardo, docente di violino, che ha collaborato negli anni con Aldo Ciccolini, Uto Ughi, Luis Bacalov, Lucio Dalla e i Negramaro.

 

Soleto, 19 agosto

Stella Grande

Stella Grande canta la tradizione popolare avvolgendola di una poesia attuale e passionale seguendo un registro teatrale connotato da una intensità emotiva che contraddistingue ogni sua esibizione. Canta per preservare la memoria individuale e collettiva, senza ammantarla di nostalgia, ma calandola in un presente che si evolve. La Grande è stata voce dell’orchestra popolare de La Notte della Taranta sotto le direzioni artistiche di Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani. Uno spettacolo travolgente dove i canti  popolari vestono un sound nuovo con una “Pizzica RRaggiata” in grado di coinvolgere il pubblico.

 

Martignano, 20 agosto

Nui... Nisciunu


Il gruppo musicale di pizzica e canti popolari salentini Nui...Nisciunu nasce nel 1998.

È composto da 8 elementi: Giuliano Conte, tamburello e voce, nonché responsabile del gruppo; Leonardo Guido voce e chitarra; Silvia Menallo violino; Michela Coluccia, voce; Mirco Matteo tamburello; Maria Assunta Montinaro Voce;  Maurizio Campanelli chitarra e voce; Daniele Caputo fisarmonica e voce. Il gruppo ha avuto modo di esprimere la sua capacità tradizionale musicale sui palchi di molte città salentine. Al loro attivo hanno 4 cd. Il loro suono inconfondibile nasce dalla grande passione per la musica popolare interpretata in chiave autentica.

 

Sternatia, 21 agosto

Peppe Barra

Peppe Barra ha fatto della versalità la sua cifra stilistica, passando dal teatro alla musica, dalla tradizione napoletana alle sonorità contemporanee rimanendo fedele alla magia e al folclore che caratterizzano ogni suo lavoro. Romano di nascita, procidano d’adozione e napoletano d’anima, Barra sarà a Sternatia il 21 agosto per il Festival itinerante de La Notte della Taranta.Sarà sul palco con Paolo Del Vecchio, chitarra e mandolino; Luca Urciuolo, pianoforte e fisarmonica;  Ivan Lacagnina, percussioni; Sasà Pelosi, basso acustico e Giorgio Mellone al violoncello.Custode del patrimonio culturale partenopeo, Barra ci conduce in un percorso che traccia le linee fondamentali della tradizione etnico musicale del sud Italia ed in particolare quella partenopea.

Tutto richiama e ritorna a Napoli, da Tammuriata Nera a No woman no cry. Ripercorrendo i temi classici del suo repertorio l’amore, le passioni, gli  struggimenti e naturalmente la vita e la morte. Sempre in bilico tra il realismo e la scanzonatura poetica. Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio. Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, trasmette al suo pubblico un magma incandescente di emozioni dalla risata più sonora alla commozione inaspettata.

 

 

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IL TEATRO DELLA TARANTA. TRA FINZIONE SCENICA E SIMULAZIONE. PRESENTAZIONE IN ANTEPRIMA DEL LIBRO DI BRIZIO MONTINARO

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Sternatia, 20 giugno, ore 20:00

Chiostro dell’ex Convento dei Domenicani

Con la partecipazione del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta

 

Sarà presentato al pubblico in anteprima giovedì 20 giugno, ore 20:00, a Sternatia il nuovo libro di Brizio Montinaro dal titolo Il teatro della Taranta – Tra finzione e simulazione,  edito da Carrocci.

Il teatro della taranta  si apre con un saggio introduttivo che  presenta al lettore cinque testi teatrali, molto rari e dimenticati, in cui tarantate e tarantati ne sono in qualche modo i protagonisti. Sono opere  portate alla luce dall’autore durante una ricerca sul tarantismo durata più di cinque anni. Appartengono al genere comico ma sono anche veri e propri documenti per un’analisi antropologica sul fenomeno. Moltissime sono le novità assolute. Comprese le immagini.

Dopo i saluti del sindaco di Sternatia e presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Manera, l’autore Brizio Montinaro dialogherà sul tema con Fabio Pollice, ordinario di geografia economico-politica dell’Università del Salento nell'incontro moderato da Alessandra Lupo, giornalista Nuovo Quotidiano di Puglia. 

Il libro si inserisce nella serie “Storia e memoria del tarantismo”, diretta da Andrea Carlino e dal compianto Sergio Torsello e finanziata dalla Fondazione La Notte della Taranta,  in collaborazione con l’Institut Éthique Histoire Humanités dell’Università di Ginevra.

“Come un pescatore, ho lanciato le reti in mare e quando le ho ritirate ho trovato dentro di tutto. Tra moltissimi altri temi e fatti sconosciuti quello che mi è parso fondamentale per attestare, senza equivoci,  la  diffusione del tarantismo in una gran parte d'Europa è stato il teatro. Ho trovato infatti un buon numero di testi teatrali, quasi tutti comici, di breve respiro (farse, entremeses, vaudevilles) sparsi in Spagna, Francia e Italia in cui il tarantismo, in qualche modo,  è presente sia perché la protagonista è una tarantata sia perché, proprio attraverso il tarantismo, si fa satira su mode e passioni sfrenate di epoche passate”,  spiega l’autore.

Montinaro “scopre che il tarantismo non fu un fenomeno di ambito locale legato al Salento ma molto diffuso, e da lunga data, in gran parte dell’Europa meridionale con implicazioni scientifiche che coinvolsero medici e studiosi di ogni genere sparsi per l’intera Europa.  Si scopre così una realtà molto più variegata e ricca di  quanto l’importante inchiesta di Ernesto de Martino abbia saputo mettere in luce. Lo sguardo di Montinaro parte dal Salento e si allarga in gran parte d’Europa trasformando il tarantismo da fenomeno locale a fenomeno di diffusione internazionale.

Il tarantismo fu accompagnato fin dalla sua apparizione documentale dall’accusa di falso. In questo saggio si seguono  il vero e il falso tarantismo nella vita quotidiana e nella finzione scenica con esiti spesso esilaranti ma anche fortemente drammatici. Gli autori delle opere teatrali  presentate sono tutti di grande rilievo a cominciare da Pedro Calderon de la Barca per finire a Francesco Albergati Capacelli e coprono un arco di tempo che sfiora i tre secoli: dal Siglo de Oro all’ Ottocento.

Mentre grandi uomini di scienza: medici, naturalisti, filosofi di tutta Europa come S. Blancaart, G. Cardano, E. Ferdinando, F. Serao, E. F. Leonhardt, M. S. di Renzi e F. Cid si interrogavano molto seriamente sull’essenza del tarantismo e sulle cure per guarire da questa malattia che certo doveva apparire anche a loro misteriosa e difficile da dominare,  nei più importanti teatri del Sud d’ Europa ci si dilettava e si rideva seguendo le vicende di personaggi, veri o falsi tarantati,  messi in scena sia in spettacoli di prosa sia in acclamati balletti con star internazionali” (Brizio Montinaro, introduzione al testo).

L’incontro sarà preceduto dallo spettacolo di danza Pizzica in scena a cura del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta. Dalle terrazze dell’ex Convento dei Domenicani di Sternatia le ballerine Serena Pellegrino, Laura Boccadamo, Carla Del Giudice e i ballerini Andrea Caracuta e Marco Martano saranno in scena per coinvolgere il pubblico a ritmo di pizzica.

Premiato dall’Associazione Nazionale Maestri di Ballo come Ambasciatore della pizzica nel mondo, il Corpo di Ballo de la Notte della Taranta è oggi testimone della produzione coreutica e della formazione nel campo della danza avviate dalla Fondazione nel 2016 con i coreografi Fabrizio Mainini, Luciano Cannito e Massimiliano Volpini.

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Eccellenze di Puglia per curare look e immagine degli artisti de La Notte della Taranta

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Saranno tre eccellenze pugliesi  a curare il look e l’immagine degli artisti che saliranno sul palco del Concertone finale de La Notte della Taranta.

La Puglia, i suoi colori e le sue sfumature saranno rappresentate sul palco dallo stilista Michele Gaudiomonte che vestirà Andrea Mirò, l’Orchestra Popolare residente  e le voci dell’Orchestra: Alessandra Caiulo, Stefania Morciano, Enza Pagliara e Alessia Tondo. Michele Gaudiomonte nasce a Gioia Del Colle (Bari), il 20 Febbraio 1962, respirando sin da bambino un’aria di “sartoria” nel piccolo atelier della madre. Si iscrive poi alla facoltà di Architettura a Venezia, ed inizia una collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Venezia per l’organizzazione (scenografie e costumi) di molti spettacoli legati al “Carnevale”. Ritornato in Puglia, fonda nel 1988 con l’arch. Schiralli lo Studio Migra Progettazioni, occupandosi di restauro, progettazioni e design. Apprezzato anche da Vittorio Sgarbi per il lavoro sia di progettazione che di pittura.

Forse sono stati i tronchi degli ulivi, forse la trasparenza del mare, forse la sublime materialità della sua terra ad accrescere in Michele Gaudiomonte l’intima sensazione che vestiti di moda potessero sintetizzare elementi così apparentemente contrastanti. O forse ancora un passato da bambino nella sartoria della madre ha risvegliato in lui quello sguardo creativo capace di trasformare la vivacità cromatica delle pulsioni esterne in abiti. La sua esperienza artistica, come designer, architetto e artista, accompagna e arricchisce costantemente il suo interesse per la moda. Le linee  e colori delle sue creazioni impreziosiranno l’evento, riportando le atmosfere della terra di Puglia negli abiti che indosserà la maestra concertatrice e tutta l’Orchestra.

Sarà invece la sarta Ada Amato, di Tricase, in arte Stylmor a vestire il Corpo di ballo dell’Orchestra Popolare. I colori utilizzati per gli abiti dei danzatori saranno il rosso e il nero. Gonne  rosse molto ampie per le ballerine per assecondare  i movimenti e creare giochi di tessuti durante le coreografie e body nero con motivi che richiamano la gonna. Manifattura pregiata ed esclusivamente artigianale per Stylmor che da oltre 35 anni, crea abiti prevalentemente per la danza e il teatro.

L’immagine sul palco, curata nel dettagliato non solo con i vestiti Gaudiomonte e gli abiti per i ballerini di Stylmor; a completare il look dei principali artisti de La notte della Taranta: Luigi Lookmaker, l’hair stylist dei vip che curerà l’immagine di: Lp, Andrea Mirò e delle  cantanti dell’Orchestra, esaltando  con il trucco e le pettinature il total look di alcuni dei protagonisti del Concertone.   Luigi il look maker , originario della provincia di Lecce, opera nel settore da più di 20 anni. Conosciuto per la sua estrosità e il suo innato senso del glamour, ha iniziato a muovere i primi passi nello show business e nella beauty industry all’età di venti anni, lavorando per programmi tv nazionali ed internazionali e scrivendo rubriche per giornali di moda. Molte celebrità e personaggi di spicco scelgono di essere curate da Luigi per le ‘prime’ di film, eventi moda, cerimonie di galà e premiazioni e altri eventi da red carpet.

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