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A Soleto, il 19 agosto la 14esima tappa del Festival de La Notte della Taranta

I Pupi di Mimmo Cuticchio, Macarìa Soletana, i Pizzicati e  Alessandra Caiulo-Koinè.
 
Sarà la riscoperta del “Socrate del Salento”, Matteo Tafuri, ad aprire la tappa del 19 agosto a Soleto del festival itinerante de La Notte della Taranta. Filosofo nativo di Soleto, ammirato e ripudiato, definito il Nostradamus salentino per le sue capacità divinatorie, che sconfinavano per i suoi detrattori in poteri occulti e demonologici. Primo appuntamento per la sezione Borgo racconta, in piazza Cattedrale alle 20, con Macarìa Soletana, visita guidata teatralizzata nel centro storico alla scoperta della leggenda del campanile, (la guglia di Raimondello) e di Tafuri a cura di Arteteca. La performance scritta e diretta da Concita Brunetti per il Festival Notte della Taranta nasce dall’idea che la storia dei territori è fatta di personaggi e leggende, che nel caso di Soleto, città di macari e macarie, si incarnano nella figura di Matteo Tafuri, medico e filosofo, ingegno versatile che viaggiò molto prima di ritirarsi nel suo paese natio, dove il “Socrate di Soleto”, vide oscurata la sua grande fama di intellettuale e studioso a causa di ingiurie e maldicenze che lo facevano stregone, mago e astrologo. Con questa performance, a cura dell’associazione Arteteca, sarà possibile scoprire Soleto e i suoi misteri. Sul palco Concita Brunetti e Francesco d’Autilia.
 
Direttamente dalla Sicilia arriverà a SoletoMimmo Cuticchio con il suo teatro dei pupi “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”, dell’Unesco. Evento Altra tela, “Il grande duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica” andrà in scena in piazza Garibaldi alle 21.30.
Tra le famiglie di pupari siciliani più note, i Cuticchio hanno tramandato la magica arte del cunto orale custodito nella memoria di “cuntisti”“pupari”  nella maestria della loro voce, percorsa da ardore e pathos, e nelle loro abili mani sino a oggi, grazie all'attività del teatro Opera dei Pupi di Palermo. Mimmo Cuticchio, cantastorie, attore e regista teatrale siciliano, porta in scena  insieme a Giacomo Cuticchio, Elisa Puleo e Tania Giordano la storia del gran duello di Orlando e Rinaldo per Angelica, rivisitato e ripensato attraverso una struttura narrativa moderna e nuova.
 
Alle 22.30 in largo Osanna, per i concerti Ragnatela si esibirà Alessandra Caiulo con i Koinè. Sono storie di donne e uomini veri quelle che racconta Alessandra Caiulo nel suo nuovo progetto insieme a Giorgia Santoro (flauto) Salvatore Casaluce (chitarra) Roberto Chiga (percussioni) Francesco Pennetta(batteria) e Stefano Rielli(basso). In questa performance la musica esalta le radici autentiche, l’identità salentina cara ai componenti del gruppo che animeranno la piazza in un concerto che si rifà al potere curativo della musica stessa e alla sua capacità di scacciare la malinconia per portare felicità.
 
A chiudere la 14esima tappa del Festival, sempre nella sezione Ragnatela, il concerto dei Pizzicati int’allu core cjs, sempre in largo Osanna alle 23.30.
Sono la testimonianza di oltre vent’anni di tradizione popolare, rappresentano un gruppo che dal 2007 in poi passa sotto la direzione artistica di Valerio Manisi e che, dall’acquisizione da parte della Compagnia del Teatro Jonico Salentino, raggiunge la sua ufficiale formazione, dopo aver raccolto naturalmente le testimonianze dai vecchi cantori di Grottaglie. Uno dei principali obiettivi dei Pizzicati int’allù Core CJS, che lo rende dunque Canzoniere Jonico Salentino (dicitura ispirata dalla famiglia e dall’attività più che cinquantennale di Michele Orlando, fisarmonicista dei vecchi cantori grottagliesi detti “di Santu Cosmo”, che tramanda poi la propria esperienza a Valerio Manisi dall’età di cinque anni), è di far conoscere finalmente al mondo (e ai pugliesi stessi) una forte e meravigliosa tradizione musicale proveniente da quelle terre martoriate e distrutte dall’industrializzazione, poco considerate, come quelle tarantine.

Taranta Solidale: la pizzica in corsia

Nella giornata di lutto nazionale per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova, i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta hanno portato  allegria e un sorriso ai bambini di oncoematologia pediatrica  dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. I piccoli pazienti hanno partecipato ai laboratori di pizzica, guidati da maestri d'eccezione Cristina Frassanito, Stefano Campagna, Fabrizio Nigro, Lavinia Ottolini, Serena Pellegrino, Daniele Colangelo, ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta. Una scelta fortemente voluta dalla Fondazione La Notte della Taranta e da banca Intesa Sanpaolo, che si inquadra in un progetto più  ampio. 

La Fondazione  La Notte della Taranta e Intesa Sanpaolo, infatti unite dalla volontà di creare un modello di sponsorizzazione etica che attraverso l’utilizzo di un marchio dall’enorme valore culturale come quello La de Notte della Taranta permetta di creare e rafforzare reti solidali concrete ed efficaci, saranno al fianco dell’Associazione Genitori Onco-Ematologia Pediatrica “Per un sorriso in più" onlus  nella raccolta fondi del Progetto “Accorciamo le distanze. Aiutiamo l’Ospedale Vito Fazzi di Lecce a collegarsi a tutti i centri di eccellenza del mondo”.

Un progetto, già avviato e finanziato dalla onlus dal 2017,  che si pone l’obiettivo di dotare il “Fazzi” di un sistema informativo di trasmissione dati ad alta risoluzione di tutto il materiale che riguarda i pazienti per poter effettuare teleconsulti in tempo reale attraverso il confronto tra diversi medici specialisti e centri di diverso livello per la miglior valutazione dei casi clinici complessiper ottenere la migliore qualità delle cure possibile senza dover spostare fisicamente il paziente e per creare uno spazio virtuale dove le famiglie dei piccoli malati possano incontrarsi e condividere pareri, esperienze ed informazioni. Durante tutte le tappe del Festival e del Concertone, i volontari della onlus “Per Un Sorriso in più” informano il pubblico sull’iniziativa di Taranta SOLIDALE.

Per Intesa Sanpaolo erano presenti Mauro Farina Valaori e Antonio Sambati, c'erano anche la Direttrice dell’Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Fazzi” Assunta Tornesello e Rita Masciullo  dell’Associazione Per un sorriso in Più .

Facendo un acquisto su Destination Gusto potrai contribuire anche tu alla raccolta fondi per "Un Sorriso in più Onlus" e potrai aiutare l'ospedale Vito Fazzi di Lecce a collegarsi a tutti i centri di eccellenza nel mondo! 

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Annullata la tappa del 18 agosto a Castrignano de' Greci

Annullata la tappa di domani, 18 agosto del festival itinerante de La Notte della Taranta a Castrignano 'De Greci.

Nella giornata di lutto nazionale per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova, gli artisti che avrebbero dovuto partecipare alla tappa: Accademia del Folk, Aria Corte, Luigi Cinque, Hypertext O'rchestra e la Fondazione La Notte della Taranta si associano al dolore che ha colpito le famiglie coinvolte nel crollo e all'intera città di Genova. 

Notte della Taranta. Iniziati i lavori per il mega palco del Concertone

Sono iniziati i lavori di costruzione del maestoso palco sul quale saliranno gli artisti ospiti e l’Orchestra popolare La Notte della Taranta, il 25 agosto in occasione del Concertone finale di Melpignano.

Nel piazzale antistante l’ex Convento degli Agostiniani si staglia questa enorme struttura che comincia a prendere forma  e che ha delle misure da capogiro: 33mx17,5 la grandezza del palco per un’altezza di 16 metri. Gli operai e i tecnici,  un centinaio circa complessivamente, sono a lavoro per realizzare la megastruttura per realizzare la quale saranno impiegate 180 tonnellate di materiale acciaio ferroso e tecnologie audio per 100mila megawatt.

Ci saranno inoltre 130 metri quadri di videoled. Alta tecnologia e materiale all’avanguardia contribuiranno a rendere unica la notte più lunga e attesa dell’estate pugliese.

Festival itinerante:17 agosto a Galatina con Canzoniere Grecanico Salentino. Per Altratela Nico Berardi in Soffio dell’Otre

Sarà Galatina ad ospitare la tappa del Festival Itinerante de La Notte della Taranta il 17 Agosto. Il Festival approda nella città protagonista del viaggio in Salento nel 1959 dell’antropologo ed etnologo Ernesto De Martino che studiò il fenomeno del tarantismo e delle tarantate che durante i festeggiamenti del 29 giugno, si recavano nella chiesetta di San Paolo per chiedere la grazia al Santo.
 
Per la sezione Borgo Racconta, visita guidata alla Basilica Santa Caterina a cura di Archeoclub Terre d’Arneo. Dalle 17 alle 19 e dalle 20 alle 21 sarà possibile scoprire uno dei più importanti monumenti dell'arte romanica e gotica italiana. 
(Iscrizioni e informazioni: segreteriafestivQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
 
Alle 21.30 in piazza Galluccio per i concerti Altra TelaEmanuele Nico Berardi, raffinato polistrumentista, presenta Soffio Dell’Otre, un suggestivo concerto con un ensemble acustico e per certi versi cameristico, che mescola timbri popolari di strumenti come la zampogna e la ciaramella con quelli classici del violoncello e del fagotto. Una formula innovativa di musica folklorica e tradizionale aperta alle contaminazioni della world music, forte di un linguaggio fruibile e democratico nato dall’incontro dell’universo popolare con quello classico. Con Nico Berardi (zampogna, ciaramella, charango, chitarra, direzione) in Soffio dell’otre: Pino Colonna (ciaramella, chalumeau, flauto, chitarra) Giuseppe Volpe (fisarmonica) Maria Arcangela Lorusso (fagotto) Anila Roshi (violoncello) Francesco D’Aniello (vibrafono, percussioni).
 
Alle 22.30 in piazza Dante Aligheri per i concerti Ragnatela l’attesa esibizione del Canzoniere Grecanico Salentino CGS.Fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, il Canzoniere Grecanico Salentino (CGS) è uno dei principali gruppi di musica popolare salentina, il primo ad essersi formato in Puglia. Gli spettacoli del CGS sono un’esplosione di energia, passione, ritmo e magia, che trascinano in un viaggio dal passato al presente sul battito del tamburello, cuore pulsante della tradizione salentina. Guidato dal tamburellista e violinista Mauro Durante, che ha ereditato la leadership dal padre Daniele nel 2007, la band è composta da Alessia Tondo (voce), Silvia Perrone (danza), Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti e fiati popolari, basso), Massimiliano Morabito (organetto), Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki), Giancarlo Paglialunga (voce e tamburello).
 
Galatina protagonista anche di “La Taranta in Scena: dalla piazza alla filiale”, evento promosso da Intesa Sanpaolo e Banco di Napoli in sinergia con la fondazione La Notte della Taranta. Alle ore 18 nella sede della banca  in piazza Dante Aligheri 95 saranno i ballerini del Corpo di Ballo Lucia Scarabino, Cristina Frassanito, Lavinia Ottolini, Stefano Campagna, Marco Martano, Fabrizio Nigro, accompagnati dal tamburellista Carlo ‘Canaglia’ De Pascali, a tenere un laboratorio di pizzica.

Taranta. Tappa Lecce, pienone in Piazza Libertini

Una piazza Libertini gremitissima a Lecce per la tappa della vigilia di ferragosto de La Notte della Taranta che ha visto salire sul palco Enzo Petrachi e la Folkorchestra e Antonio Castrignanò con la fanfara rumena. Prima dell'inizio del concerto, un minuto di silenzio per ricordare le vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova.

Ad aprire la serata Enzo Petrachi  amatissimo esponente della musica folk leccese, come il padre  Bruno. Apprezzato anche all’estero, Enzo Petrachi, è spesso in giro per il mondo per portare l’identità musicale di Lecce ai conterranei.  A Lecce, tra la sua gente, Enzo Petrachi ha regalato emozioni, raccontando la quotidianità dei leccesi, spaccati di vita quotidiana che accomunano gli abitanti, dalle periferie al centro della città.

Ad infiammare la piazza, Antonio Castrignanò che ha proposto sul palco  un incontro inedito e unico tra i suoni e le melodie del Salento e i ritmi dell'Est con le Fanfare Ciocãrlia, proveniente dalla Romania, la banda di ottoni più famosa al mondo.  Sulle orme dei loro padri e nonni, i membri di Fanfare si avvicinano con orgoglio ad ogni concerto come ad una sfida per intrattenere il pubblico e mantenere vivo il vero spirito della musica gitana. La velocità del rumeno, le caratteristiche tecniche, i ritmi strappalacrime e i corni dai suoni agrodolci contraddistinguono questa banda di ottoni. 

Festival itinerante La Notte della Taranta: il 16 agosto a Carpignano Salentino

 
 
Il 16 agosto a Carpignano Salentino  altri  laboratori di pizzica, Ionica Aranea e Ruggiero Inchingolo in concerto.
Omaggio alla “Simpatichina” con Enza Pagliara.
 
 
Il Festival itinerante della Notte della Taranta fa tappa, il 16 agosto, a Carpignano Salentino, piccolo comune della Grecìa Salentina.  Alle 19:, in Piazza Duca d’Aosta il  Laboratorio di Pizzica a cura del Corpo di Ballo La Notte della Taranta.  Un percorso di conoscenza aperto al pubblico sulla danza tradizionale salentina nella sua complessità curato dai danzatori del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta, Laura Boccadamo e Andrea Caracuta. (Iscrizioni e informazioni: segreteriafestivQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
 
Alle 21.30, in largo Giudeca, per la sezione Concerti Altratela- alberi di canto, omaggio ai cantori del Salento, La Simpatichina. È  uno dei  progetti speciali promossi dalla Fondazione la Notte della Taranta, affidato, in quest’edizione, alla cura di Enza Pagliara, una delle voci dell’Orchestra Popolare. Il progetto è volto ad omaggiare attraverso la narrazione sonora  i grandi Alberi di Canto e di Cultura depositari della memoria e dell’immaginario collettivo salentino. Il 2018 vede protagonista di questo canto-racconto Teta Petrachi “La Simpatichina”. È un recitar cantando, dove  Pagliara attraversa le atmosfere oniriche create dagli arrangiamenti di Marco Bardoscia, per omaggiare  una donna e la sua voce potente e magica; raccontando e cantando la forza d’animo della Simpatichina, il suo amore per la vita e la passione con cui ancora oggi la vive. I testi sono a cura di Fabio Chiriatti. Ad accompagnare Enza Pagliara: Vito De Lorenzi, Giorgio Distante ed i Vertere String Quartet: Giuseppe Amatulli e Maurizio Schiuma, Domenico Mastro e Piero Dattoli. 
 
Alle 22:30 in Piazza Duca D’Aosta per la sezione concerti Ragnatela, la performance di Ionica Aranea, un laboratorio di musica popolare grecanico salentina. La nascita del gruppo musicale, avvenuta nel 2010, è un percorso di ricerca sul territorio, sulle radici e soprattutto sulla variegata tradizione musicale del Salento (canti di lavoro, nenie, stornelli e pizziche). Il gruppo di Acquarica del Capo, va alla ricerca di nuove sonorità pur proponendo brani tipici della tradizione musicale salentina. Ionica Aranea, infatti, unisce alla riproposizione fedele dei canoni stilistici tradizionali, una personale rielaborazione musicale dovuta anche alla diversa formazione artistica dei componenti. 
 
Alle 23:30 il concerto di Ruggiero Inchingolo & Suoni dal Mediterraneo Project. Ruggiero  Inchingolo è stato il primo musicista a introdurre l'oud arabo con incursioni in altri generi. Le sue innovazioni, le variazioni violinistiche su Santu Paulu, i suoi evolutivi fraseggi hanno fatto il giro del mondo ispirando molti gruppi ed esercitando una notevole influenza sulle nuove generazioni di musicisti. Polistrumentista (oltre che violinista), sul solco della tradizionale pizzica tarantata del suo maestro Luigi Stifani, sperimenta con il suo gruppo Suoni dal Mediterraneo Project nuovi linguaggi compositivi. Inchingolo crea e ricrea in estemporanea moduli tematici secondo un procedimento comune nelle culture di tradizione orale chiamato, iterazione-variante, mutuato dai suoi studi sulla pizzica tarantata.  Le musiche nascono dall'incontro/confronto della tradizione pugliese con le sonorità di altre civiltà: il mondo arabo, la cultura greco- ottomana, i Rom dei Balcani fino al popolo celtico.

Fuori Festival La Notte della Taranta: la Piccola Ronda il 15 agosto a Torrepaduli

Piccola Ronda protagonista della tappa Fuori Festival Itinerante de La  Notte della Taranta, a Torrepaduli.  Il 15 agosto, per la Festa di San Rocco, alle 19:00 partendo da piazza Carmelitani, l’attesa esibizione dei 52  bambini, dai 4 ai 16  anni, protagonisti del Progetto Piccola Ronda  nato dalla collaborazione tra  Fondazione La Notte della Taranta Comitato Festa San Rocco di Torrepaduli. 
 
Il percorso di formazione coordinato da Andreina e Carla Falcone, prevede la conoscenza e la valorizzazione  della Danza Scherma, con il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo di Ruffano e la Casa Famiglia la Coccinella. I bambini hanno seguito,  nel corso dell’anno, ospiti della scuola primaria don Vito Lecci di Torrepaduli, il percorso di conoscenza  dei maestri Donato Nuzzo, Salvatore Crudo, Gioele Nuzzo che hanno trasmesso i codici della pizzica scherma e insegnato a suonare il tamburello, e di Serena Pellegrino componente corpo di ballo Notte della Taranta.
Mercoledì 15,  i bambini di Piccola Ronda si esibiranno prima che San Rocco lasci il Santuario per la consueta processione per le vie del piccolo centro. Al suo ritorno in Santuario dopo lo spettacolo pirotecnico, in largo San Rocco, alle 22:30 avrà inizio la tradizionale Notte delle Ronde, con la Danza Scherma dove i duellanti simulano, con un codice ben preciso, un duello. 
 
Nato nell’ambito Progetti Speciali della Fondazione La Notte della Taranta, il Progetto Piccola Ronda, giunto al terzo anno, punta a salvaguardare l’autenticità della festa e a valorizzare i percorsi narrativi della tradizione.
 
“È un progetto in cui crediamo molto. In questi tre anni siamo riusciti a coinvolgere le nuove generazioni in un percorso di conoscenza su codici e tradizioni che hanno un carattere identitario per il territorio. È un progetto fortemente inclusivo e siamo felici di aver ospitato i piccoli ospiti della casa famiglia che hanno avuto la possibilità di condividere un’esperienza formidabile con la comunità di Torrepaduli”, spiega il Presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Manera.
“Siamo orgogliosi dell’entusiasmo con il quale le famiglie e i ragazzi hanno ricominciato il percorso formativo di danza scherma, orgogliosi soprattutto per quello che stanno imparando e tramanderanno. Le iscrizioni sono aumentate, significa che siamo sulla strada giusta. Siamo anche molto contenti dal punto di vista del ritorno turistico perché tutte le strutture ricettive sono al completo”, precisa il Direttivo del comitato Festa San Rocco.
 
I bambini di Piccola Ronda saranno anche protagonisti nel Pre-Concertone del 25 agosto a Melpignano alle ore 19:00. 

14 agosto, il Festival Itinerante della Taranta a Lecce

“Enzo Petrachi & Folkorchestra” e “Antonio Castrignanò & le Fanfare Ciocărlia” per i concerti Ragnatela.
 
Al Museo Castromediano inaugurazione mostra Menadi Danzanti.
 
Per la vigilia di Ferragosto, il 14 agosto, il Festival itinerante de La Notte della Taranta arriva a Lecce dove al museo Sigismondo Castromediano alle 20 si inaugura la mostra Menadi Danzanti, a cura di Anna Lucia Tempesta. Passato e futuro del Salento si incontrano in questo progetto realizzato grazie alla sinergia tra assessorato alla Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Polo Biblio Museale di Lecce e Fondazione La Notte della Taranta. La mostra propone la visione della straordinaria collezione di ceramiche antiche, greche e magno greche, con immagini legate alla musica ed ai suoi diversi aspetti e funzioni, ai luoghi e alle occasioni in cui si suonava, agli dei che la proteggevano ed ai miti che la raccontavano. Curata dall’archeologa Anna Lucia Tempesta, punta a far conoscere, attraverso le immagini vascolari i reperti musicali e le fonti scritte, i laboratori di gestualità e la “messa in movimento” delle opere, l’importanza della musica nel mondo antico e gli incredibili legami con la contemporaneità. 

La mostra, che è stata presentata alla stampa il 13 agosto alle 11, verrà inaugurata al museo Sigismondo Castromediano questa sera 14 agosto alle 20. Tra le antiche ceramiche greche danzeranno i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta e i musicisti dell’Orchestra. La mostra avrà un suo doppio, in versione multimediale a Melpignano, (inaugurazione il 15 agosto alle 21). Sarà possibile visitare entrambe le mostre sino al 26 settembre. I reperti databili tra la fine del VI ed il I secolo a.C.,  documentano i diversi momenti di vita in cui la musica è presente e protagonista. Il percorso laboratoriale presso il museo di Lecce ha come obiettivo un differente approccio alla fruizione degli spazi museali, con la messa in danza e in musica delle opere esposte. Questo consente di attivare differenti linguaggi espressivi e sensoriali, sollecitando interesse all’esposizione di fasce di pubblico inconsueto, abbattendo barriere culturali, fisiche e temporali alla piena percezione dell’antico.  Attraverso la danza, in passato intrinsecamente legata alla musica ed oggi la massima forma di organizzazione del linguaggio non-verbale, verranno fatti passare contenuti simbolici, suggestioni e richiami mitologici; legando il corpo, al gesto ed al movimento, sarà possibile esprimere, come in uno specchio, il proprio vissuto; analizzando, mettendo insieme ed organizzando movimenti, corpi e gesti il vissuto personale può infine diventare storia condivisa, memoria collettiva ed identitaria. 

Due i concerti Ragnatela, il primo alle 22.30 in piazza Libertini con la formazione salentina di “Enzo Petrachi & Folkorchestra”.

Enzo segue le orme del padre, Bruno Petrachi, un amatissimo esponente della musica folk leccese. Come il padre, che regalava emozioni raccontando la quotidianità dei leccesi, anche lui continua il percorso musicale nel solco della tradizione tramandata dal musicista scomparso. Apprezzato anche all’ estero, Enzo Petrachi, è spesso in giro per il mondo per portare l’identità musicale di Lecce ai conterranei.  Oggi intraprende un viaggio stimolante e nuovo al fianco della Folkorkestra. Questo progetto nasce dall’esigenza di mantenere e rinnovare l’immagine sonora del folk leccese: partendo dalle canzoni di Bruno Petrachi degli anni 70/ 80, simbolo della tradizione salentina, senza alterare l’inconfondibile ritmo,  sono state introdotte nuove e travolgenti sonorità come funky, fusion, reggae, ska. 
 
Alle 23.30, sempre il piazza Libertini, si esibiranno Antonio Castrignanò & le Fanfare Ciocărlia
 
Antonio Castrignanò, musicista, è tra i personaggi simbolo della riscoperta tradizione musicale del Salento. Compositore della colonna sonora del film Nuovomondo di Emanuele Crialese, Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia 2006, vincitore di numerosi riconoscimenti e candidato ai Nastri d'Argento e Ciak d'Oro 2007. Le sue musiche sono presenti anche nel film Bellas mariposas di Salvatore Mereu, vincitore del Premio Schermi di Qualità e Premio FEDIC alla Mostra del Cinema di Venezia 2012. Con Antonio Castrignanò sul palco della città barocca, per questo imperdibile appuntamento ci sarà Fanfare Ciocărlia, proveniente dalla Romania, la banda di ottoni più famosa al mondo.  Sulle orme dei loro padri e nonni, i membri di Fanfare si avvicinano con orgoglio ad ogni concerto come ad una sfida per intrattenere il pubblico e mantenere vivo il vero spirito della musica gitana. La velocità del rumeno, le caratteristiche tecniche, i ritmi strappalacrime e i corni dai suoni agrodolci contraddistinguono questa banda di ottoni. 

Il Festival itinerante de La Notte della Taranta al giro di boa. Nona tappa ad Alessano con Li Strittuli e l’Orchestra dei Bottoni

Il festival itinerante de La Notte della Taranta è arrivato ormai a metà del suo percorso con la tappa di Alessano, città natìa di don Tonino Bello.
 
Si danza con i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta, Serena Pellegrino e Stefano Campagna, alle 19 in piazza don Tonino Bello. Un percorso di conoscenza aperto al pubblico sulla danza tradizionale salentina nella sua complessità. (Iscrizioni e informazioni: segreteriafestivQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
 
Per i concerti Ragnatela alle 22.30 in piazza don Tonino Bello, si esibiranno Li Strittuli, un gruppo salentino nato nell’inverno del 1998 per volontà di giovani musicisti che si propongono di diffondere il patrimonio musicale del Salento e della Grecìa Salentina. I componenti del gruppo, uniti dalla passione per la musica e l’amore per la tradizione musicale, avviano così un’attività di recupero di sonorità quasi desuete utilizzando strumenti tipici come violino, organetto, fisarmonica, chitarra e il tamburo a cornice salentino. A distanza ormai di qualche anno, decidono di effettuare una ricerca di canti della zona del brindisino, in particolar modo del loro paese natale, San Pancrazio Salentino. In questo lungo lavoro, entrano in contatto con gli anziani del posto, che mettono a disposizione tutto il loro repertorio musicale appreso in passato. L’obiettivo principale del gruppo è quello di riproporre un viaggio nella musica popolare salentina, fatto di pizzica pizzica, pizzica tarantata, stornelli d’amore, canti di lavoro e di protesta. 
 
Sempre per i concerti Ragnatela, alle 23.30 in piazza don Tonino Bello si esibirà l’Orchestra Bottoni.  Nata dall’incontro di musicisti delle province di Roma, Frosinone, Latina e Napoli, l’Orchestra Bottoni è considerata uno dei gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana. La caratteristica principale di questo insolito ensemble è l’organico strumentale, costituito principalmente da organetti diatonici, da qui il nome Orchestra a Bottoni. Il gruppo nato diversi anni fa con il nome Piccola Orchestra La Viola si è progressivamente affrancato dalla riproposta di materiale popolare per approdare ad una musica più contemporanea ed al passo con i tempi contribuendo al rinnovamento del repertorio. La formazione è composta da: Antonella Costanzo (voce, percussioni) Alessandro D’Alessandro (organetto solista, live electronics, coordinamento artistico ed esecutivo) Silvia Di Bello, Gianfranco Onairda, Matteo Mattoni, Elisa Di Bello, Angelo  Di Bello (organetti) Matteo Di Prospero  (organetto basso, sax baritono) Mario Mazzenga (basso) Raffaele Di Fenza (batteria percussiva).
 
Per la sezione Il Borgo Racconta, visita guidata a cura della Prof.ssa Manuela De Giorgi del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento nel centro storico di Alessano. Alle 19:00 il punto di incontro sul sagrato della Chiesa matrice del S.S. Salvatore, una breve introduzione storica e la visita della Chiesa. Alle 19:40 il programma prevede la visita di Palazzo Lègari, Palazzo Ducale e Palazzo Sangiovanni. Alle 20:20 si conoscerà il Foggiaro e il ghetto ebraico. Infine degustazione dei prodotti della Masseria Caracci e del Forno Rizzo in Piazza Don Tonino Bello. Accompagnatori: Prof. Fabio Pollice (Direttore della Scuola di Placetelling ® dell’Università del Salento) e  Dott.ssa Laura Lubelli (Placeteller). (Informazioni segreteriafestivQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Il 12 agosto a Calimera: il Salento incontra la Georgia con il Trio Mandili

Il 12 agosto il Festival itinerante de La Notte della Taranta fa tappa a Calimera con la visita guidata alla chiesa di San Rocco, a cura del Museo della Civiltà contadina. La visita che rientra nella sezione Il Borgo Racconta, partirà alle 19.30 da piazza Immacolata, per raggiungere la chiesa, un piccolo tempio cristiano situato nei pressi dell’antico bosco dove si trova la sacra roccia di san Vito, una pietra con al centro un foro di circa 30 cm, a cui sono legate credenze magico-religiose tramandate sino ai nostri giorni.  In particolare nel giorno del lunedì dell’Angelo il rituale prevede di passare attraverso il foro posto al centro della pietra, per ottenere benefici spirituali o la propiziazione alla fertilità per le donne.
(Per Iscrizioni e informazioni: segreteriafestivQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Musica dalla Georgia con il Trio Mandili che apre una finestra sui suoni caucasici. Sul palco dei concerti Altra Tela, in largo Immacolata alle 21.30, salirà la formazione georgiana del Trio Mandili. Dopo il successo del  primo video postato su internet nel quale interpretava una canzone dalla melodia tradizionale georgiana, visualizzato da milioni di utenti, il Trio Mandili, la cui popolarità cresce ogni giorno, trasmette al pubblico  voci e  suoni degli strumenti popolari, come il panduri, per un viaggio  nel  Khevsureti,  provincia nei territori montani del Grande Caucaso. Il nome del gruppo deriva dal Mandili, copricapo femminile a forma di sciarpa. Tradizionalmente, le donne gettavano a terra un fazzoletto o il copricapo quando volevano riconciliare gli uomini in conflitto. Compongono il trio: Mari Qurasbediani, Tatia Mgeladze e Tako Tsiklauri.

Per i concerti Ragnatela, in piazza Del Sole alle 22.30, si esibiranno I Kamafei. Il gruppo salentino di musica popolare porterà in scena “Traditional Version”, un omaggio alla tradizione popolare mantenendo un profondo equilibrio musicale tra tradizione e innovazione. Un viaggio sonoro che ha l’intento di trascinare il pubblico, coinvolgendolo con allegria e divertimento, valorizzando però il sound della tradizione di questa terra. Nello spettacolo dei Kamafei, si incontrano le travolgenti sonorità tradizionali salentine con la passione per la Spagna e per le altre culture e sonorità del Mediterraneo. 

Ad Acaya la lectio magistralis dello storico dell'arte Philippe Daverio

In una piazza Castello gremita di gente, lo storico dell’arte Philippe Daverio ha incantato la folla con la sua lectio magistralis su “La Puglia internazionale delle crociate. Cavalieri e dame del castello di Giangiacomo di Acaya”, per la sezione Borgo Racconta della sesta tappa del Festival itinerante La Notte della Taranta. 
 
Una scelta non casuale quella della piazza del castello progettato e ristrutturato da Giangiacomo di Acaya, umanista, ingegnere e appassionato di matematica, secondo la teoria della “città ideale”.
 
Philippe Daverio ha parlato anche del tema che caratterizza questa edizione de La Notte della Taranta: il paesaggio. 
 
"Il Salento dovrebbe reinventare il suo paesaggio - ha spiegato Daverio - perché è un incrocio tra eredità storica che spesso si riesce a confondere perché spesso la realtà moderna non è andata tanto d'accordo con quella storica. L'intervento della modernità e la voglia di essere in qualche modo protagonisti spesso porta a delle architetture che chiamarle agghiaccianti è dire poco. Invece il passato che è memoria talvolta di una frugalità comportamentale potrebbe essere esaltato in una estetica nuova. Ci vorrebbe un grande progetto. E questo grande progetto potrebbe anche nascere da un dialogo intelligente. Perché oggi tutti si accorgono che la qualità dell'eredità non è più un handicap ma è uno strumento competitivo. Quando verrà diffusa consapevolmente questa notizia probabilmente un'onda, un recupero del paesaggio sarà straordinario. Recupero del paesaggio vuol dire recupero delle aree costruite, il dialogo tra le aree costruite e quelle agricole. Immaginare che possa esistere un'armonia fra le une e le altre. Quell'armonia che c'era un secolo fa, ma che corrispondeva anche a una vita di povertà, può diventare un'armonia di una vita di agiatezza? Domanda complicata. Probabilmente sì, ma bisogna lavorarci".
 
La sua lectio magistralis seguita da un pubblico attento ha aperto una finestra sulle popolazioni e sulle culture che hanno attraversato questo territorio nel corso dei secoli. Il castello di Acaya ne è un esempio. 
 
"Il castello racconta la sua storia, che è una storia di un riassunto medievale riletto anche con le ricostruzioni successive. Per cui è più un immaginario che un oggettivo. È uno spunto per parlare di questa parte curiosissima del mondo che è una sorta di portaerei sulla quale sono passati tutti perché chi andava in là e veniva in qua, alla fin fine si fermava da queste parti e si è generata una sorta di stratificazione umana e storica che sembra ogni tanto il panino di Paperino con tutte le stratificazioni e sul quale oggi bisogna riuscire a fare un ragionamento: chi siamo? Che ruolo giocare in questa cosa indecisa che si chiama Mediterraneo? Non è una questione semplice, però è una questione che ha in se una serie di domande ma anche una serie di potenzialità enormi che se riescono a venire a galla potrebbero anche essere molto attraenti", ha affermato Daverio.
 
Philippe Daverio è nato a Mulhouse, in Francia, la sua attività inizia nel capoluogo lombardo. Tre le gallerie d'arte moderna da lui inaugurate:  due a Milano e una a New York.  Specializzato in arte italiana del XX secolo, ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento. 
 
Commentatore per diversi giornali  tra cui Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, Avvenire, Giornale dell'Arte, National  Geographic, Touring Club, Vogue, si è sempre definito uno storico dell’arte e così viene scoperto dal pubblico televisivo di Rai 3. Dal 2001 al 2011 è stato autore e conduttore di Passepartout, diventato nel 2011 il Capitale, anno in cui ha anche realizzato la trasmissione Emporio Daverio per Rai5 , dedicata alla storia dell’arte nelle città italiane. Dal 2008 dirige per la casa editrice Giunti di Firenze la storica rivista Art e Dossier.  Tra le ultime pubblicazioni,  “La buona strada” di Rizzoli (2015), L’arte in tavola, Il gioco della pittura. Dal 2006 è professore ordinario di  “Sociologia dei processi artistici”. Dal 2014 al 2017 è stato Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano, e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense. Da maggio 2018 è membro del Cda della Fondazione Teatro alla Scala.
 
L’appuntamento, che rientra nella sezione Il Borgo Racconta, riservato con 300 posti a sedere agli spettatori che hanno proceduto a prenotazione, è stato spostato, dopo le numerosissime richieste giunte in Fondazione, in piazza Castello, per permettere a tutti l’ascolto della lectio magistralis di Daverio.
 
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