orchestra popolare 

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GLI ARTISTI

Accademia Folk - Acaya, 8 Agosto

Accademia Folk, nuovo progetto di musica popolare salentina, nasce nel 2016 e incide il suo primo album “Povertà e Bellezza” nel 2019. Il Gruppo è composto da Giuseppe Astore (violino) Giacomo Contaldo (chitarra) Donato Verardo (contrabbasso e basso elettrico) Eugenio Nuzzo (tamburello e voce) Salvatore Cantore (fisarmonica voce e cassa elettrica) Sergio Pizza (percussioni) Leonardo Cordelia (organetti tamburi e voce) Michela Coluccia  (danza). 

Lo spettacolo di Accademia Folk,  prevede brani della tradizione popolare salentina e inediti popolari rivisitati in uno stile tutto nuovo ma non lontano dal mondo mediterraneo, per un concerto travolgente e intenso. 

 

Accipiter - Galatina, 17 agosto

Gli Accipiter sono un gruppo di giovani musicisti che si propone di portare in giro spettacoli in cui le musiche tradizionali del Sud vengono contaminate da influenze più moderne. Un folk-pop-funk con melodie accattivanti, ritmi aggressivi e testi ritmici che si fondono in un tutt’uno. La voce di Michela Labbate, dal timbro intenso e poetico, le melodie ipnotiche della fisarmonica e dell’organetto del virtuoso Domenico Piliero, i ritmi travolgenti di Domenico Dimilta “Terremoto”, interprete della tammorra, il basso energico di Franky “Psycho” Damato, il mandolino e i flauti di Domenico “The Joker” Imperatore, poliedrico strumentista, le percussioni incalzanti di Giovanni “The Snake” Guarino, l’incedere delle cornici di Graziano “Grà” Lamarra, anima tarantata, la sinergia tra chitarra e voce di “Pietro Pietro” Varvarito” e la danza della “Libellula Nera” Sara Colucci, creano uno spettacolo coinvolgente che punta ad una corrispondenza di sensi tra il pubblico e ciò che succede sul palco.

 

Aia Noa - Nardò, 5 agosto

Il gruppo Aia Noa nasce nel 1996 e l’interesse della nuova generazione rappresentata da Leonardo Cordella ha radici profonde ereditate dal padre Antonio e dal nonno Angelo suonatore di organetto diatonico. Nei loro concerti gli Aia Noa ripropongono antichi canti e balli soprattutto pizziche, riscoprendo il valore della iatromusica che nel passato curava coloro che erano stati morsi dalla tarantola attraverso una serie di cicli coreutici caratterizzati dall'ossessionante ritmo del tamburello e dal penetrante suono dell' organetto diatonico e strumenti similari.

Il gruppo è composto da Leonardo Cordella (voce, organetto, fisarmonica) Eva Croce (voce, nacchere,danza) Marco Garrapa (tamburello) Giuseppe Astore (violino) Simone Longo (zampogna, ciaramella, flauti, armonica a bocca) Matteo Cacciatore (mandola e mandolino).

 

Alla Bua 30 anni e Orchestra Terra del Sole - Ugento, 7 agosto

Alla Bua e Orchestra Terra del Sole insieme sul palco del festival nella tappa di Ugento. Il gruppo Alla Bua nasce nel 1990 dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Il significato etimologico di Alla Bua sembrerebbe provenire dalla lingua grica e significherebbe altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa. I sei componenti del gruppo, Fiore Maggiulli al tamburello, Francesco Coluccia alla fisarmonica, Emanuele Massafra al violino, Dario Marti alla chitarra, Gigi Toma voce e Irene Toma all’oboe, festeggeranno i 30 anni di attività  in uno spettacolo unico al quale si unirà l’Orchestra Terra del Sole. L’Orchestra è una compagine che nei suoi dieci anni di attività ha portato in scena programmi musicali di musica classica, jazz, tango, colonne sonore, lirica, world music e brani inediti. Le musiche vengono eseguite nelle originali trascrizioni del direttore artistico dell’Orchestra Terra del Sole: Enrico Tricarico, pianista, compositore e direttore

 

Antonio Amato Ensemble - Calimera, 10  agosto

Antonio Amato è una delle voci dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta. La sua Ensemble è composta da altri musicisti dell’Orchestra: Antonio Marra (batteria) Nico Berardi (fiati e zampogna) Roberto Gemma (fisarmonica). E dai musicisti Valerio Rizzello (tastiere-oboe) Palmiro Durante (chitarra) Armando Ciardo (violino) Luigi Baldassarre (basso) e dalla danzatrice Cristina Frassanito. Nei concerti strumenti acustici si intrecciano in simbiosi con strumenti elettronici e sonorità moderne, con una particolare attenzione alle ritmiche ipnotiche e ancestrali che rappresentano la colonna portante della ‘pizzica’. In dieci anni di attività il gruppo è riuscito a sviluppare un sound originale e ben riconoscibile.

 

Antonio Castrignanò & Sona Jobarteh - Galatina, 17 agosto

Antonio Castrignanò, musicista salentino, ama sperimentare continuamente nuove sonorità e linguaggi di comunicazione: musicale, culturale e umano. Antonio Castrignanò (voce, tamburo, mandola) sarà accompagnato da Rocco Nigro (fisarmonica) Gianluca Longo (mandola e mandolino) Luigi Marra (violino e voce) Giuseppe Spedicato (basso) Maurizio Pellizzari (chitarra elettrica) Gianni Gelao (fiati) Davide Chiarelli (batteria e percussioni). Antonio e i suoi musicisti ospiteranno Sona Jobarteh, la prima donna proveniente da famiglia “Griot” a suonare da professionista la Kora, strumento tradizionale dell’Africa. Insieme accompagneranno il pubblico in un percorso musicale con note intime che si alterneranno al ritmo travolgente della pizzica.

 

Argalìo - Corigliano d’Otranto, 3 agosto

Gli Argalìo  nascono agli inizi degli anni ‘70 a Corigliano d'Otranto, uno dei centri della Grecìa Salentina. "Argalìo" in grico, indica il telaio. 

Il gruppo è dedito da oltre cinquant’anni al recupero, alla salvaguardia e valorizzazione della lingua grica, al recupero dello spirito originario della pizzica quale unica musica in occidente nata e utilizzata per secoli nella cura del disagio mentale.

Sul palco suoneranno e canteranno Annarita Vizzi (voce), Mario Pulimeno (tamburello), Vito Cannazza (chitarra), Domenico Nocco  (chitarra), Francolino Viva (chitarra), Luigi Donno (voce e tamburello), Luigi Guarini (tastiera), Savio Avantaggiato (cupa cupa), Fausto Polimeno (jambe’), Walter Marcianò (basso), Giulia Mangia (voce), Ennio Brunetta (sax) e Luigi Miceli (batteria).

Nello spettacolo saranno presenti pezzi di  “Giaspis” e canzoni della tradizione a cui il circolo ha dato un importante contributo nella scoperta e negli arrangiamenti.

 

Ariacorte - Carpignano, 16 agosto

Gli Ariacorte nascono nel 1996 da una idea di Rocco Borlizzi e dalla volontà di mantenere viva la tradizione orale e la cultura popolare salentina. Antichi strumenti, come il tamburello a cornice ed il mandolino scandiscono il ritmo della “pizzica” accordandosi, senza soluzione di continuità, con il resto della strumentazione. Lo spettacolo ripropone gli antichi brani salentini, le musiche della grecìa salentina, i suoni ancestrali di terra Messapica. Sul palco Rocco Borlizzi (voce e tamburello), Giacomo Filippo Casciaro (mandola,  mandolino, voce e fiati), Alberto Corrado Pezzuto (violino e voce), Angelo Surdo (fisarmonica e organetto), Francesca Falcone (chitarra) e Sergio Pizza (tamburello e percussioni).

 

Armonia greca - Castrignano, 18 agosto

“Armonia greca” è un gruppo musicale composto da orchestra e coro, fondato nel 2015 con lo scopo di promuovere l’arte e la cultura greca e quella dei Messolonghi. Il gruppo nato da una costola dell’associazione omonima ha una passione per le poesie che porta in scena impreziosendole con musiche originali. Premiato molte volte per la sua recitazione originale di canti tradizionali greci, di canti in grico (lingua tradizionale della Grecìa salentina) e di canzoni dello stile musicale “rebètiko”. La formazione che comprende musicisti, cantanti e ballerini è composta dal direttore Christos Vlachoyiannis, che è anche voce del coro e suona la pianola,  da Atanasios Sterghìou (bouzouki e voce), Dimitris Foliàs (basso e chitarra), Ermina Taratsà (voce), LefDakalakis(voce).

 

Banda della ricetta - Zollino, 11 agosto

Cibo e musica si uniscono nel progetto “La banda della ricetta” di Clara Graziano, uno spettacolo dove le canzoni si assaporano dall’antipasto al dolce. I sapori musicali vengono dal repertorio folk della tradizione popolare italiana, da composizioni originali di Clara Graziano, di origini campane e pugliesi e da brani portati al successo da alcuni grandi interpreti come Domenico Modugno (La cicoria e ‘O cafè), Caterina Bueno (Fagioli ‘olle ‘otenne), Nino Ferrer (Il baccalà), Piero Ciampi (Il vino) e altri. Dal pentolone de La Banda della Ricetta, vengono fuori sapori di klezmer, la musica tradizionale ebraica, aree circensi, ritmi jazz. La Graziano collabora dal 1988 con Ambrogio Sparagna che affianca nella sua Orchestra popolare italiana.In scena con le loro “parannanze” (grembiuli da cucina) e i loro attrezzi da cucina, le musiciste della Banda: Clara Graziano (voce, organetto, putipù), Valentina Ferraiuolo (voce, tamburelli), Teresa Spagnuolo (clarinetto) e Carla Tutino (contrabbasso) portano in scena non solo la musica, ma anche gli odori e i sapori delle canzoni che diventano un pantagruelico pasto, dalla zuppa al caffè.

 

Peppe Barra

Peppe Barra ha fatto della versalità la sua cifra stilistica, passando dal teatro alla musica, dalla tradizione napoletana alle sonorità contemporanee rimanendo fedele alla magia e al folclore che caratterizzano ogni suo lavoro. Romano di nascita, procidano d’adozione e napoletano d’anima, Barra sarà a Sternatia il 21 agosto per il Festival itinerante de La Notte della Taranta.Sarà sul palco con Paolo Del Vecchio, chitarra e mandolino; Luca Urciuolo, pianoforte e fisarmonica;  Ivan Lacagnina, percussioni; Sasà Pelosi, basso acustico e Giorgio Mellone al violoncello.Custode del patrimonio culturale partenopeo, Barra ci conduce in un percorso che traccia le linee fondamentali della tradizione etnico musicale del sud Italia ed in particolare quella partenopea.

Tutto richiama e ritorna a Napoli, da Tammuriata Nera a No woman no cry. Ripercorrendo i temi classici del suo repertorio l’amore, le passioni, gli  struggimenti e naturalmente la vita e la morte. Sempre in bilico tra il realismo e la scanzonatura poetica. Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio. Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, trasmette al suo pubblico un magma incandescente di emozioni dalla risata più sonora alla commozione inaspettata.

 

Canzoniere Grecanico Salentino - Nardò, 5 agosto

Il Canzoniere Grecanico Salentino (CGS), fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, è oggi guidato dal tamburellista e violinista Mauro Durante che ha ereditato la leadership dal padre Daniele nel 2007. La band è composta oltre che da Mauro Durante (voce, percussioni, violino) da Alessia Tondo (voce) Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti e fiati popolari, basso) Massimiliano Morabito (organetto) Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki) Giancarlo Paglialunga (voce, tamburello) Silvia Perrone (danza). L’affascinante dicotomia tra tradizione e modernità caratterizza la musica del CGS. Il gruppo reinterpreta in chiave moderna le tradizioni che ruotano attorno alla celebre pizzica tarantata rituale, che aveva il potere di curare attraverso la musica, la trance e la danza il morso della leggendaria Taranta. 

Nel 2018 ha vinto il premio come miglior gruppo di world music al Songlines Music Awards.

 

Canzoniere Jonico Pizzicati int’allu core - Castrignano, 18 agosto

Il Canzoniere Jonico Pizzicati int’allu core, affonda le sue radici nelle testimonianze dei vecchi cantori grottaglieri più di vent’anni fa. 

Dal 2007 sotto la direzione artistica di Valerio Manisi  la formazione comprende: Claudio De Vittorio, Stefano Scatigna, Bruno Galeone, Domenico Nisi, Domenico Pignatelli, Antonio Orlando e Vincenzo Santoro.

La visione di Manisi li porta ad unire la cultura musicale jonica e salentina. Tante le contaminazioni con artisti sempre vicini al recupero delle tradizioni, come Eugenio Bennato e Teresa De Sio, con i quali hanno condiviso il palco. Nel 2016 esce il loro primo lavoro discografico “Sciamu” che viene candidato nello stesso anno come miglior disco in dialetto al Premio Tenco.

 

Cardisanti - Cutrofiano, 12 agosto

I Cardisanti sono una band che racchiude quattro generazioni di musicisti nati e cresciuti nella Grecìa Salentina, che rappresenta il loro passato ma anche il futuro. Marina Leuzzi (tamburello e voce), Agostino Cesari (chitarra e voce), Giuseppe Cesari (chitarra e voce), Antonio Polimeno (mandolino, chitarra voce), Vittorio Chittano (fisarmonica, armonica a bocca e voce), Enzo Polimeno (tammorra, tamburello e voce) e Luigi Polimeno (tamburello) sono i sette musicisti di Cutrofiano che suonano una musica intesa come un viaggio a ritroso nel tempo tra i ritmi, i suoni, i sentimenti e gli umori dei salentini protagonisti della civiltà contadina. Propongono pizzica, canti di lavoro e serenate ormai dimenticate, che sono un piccolo frammento di un ricco repertorio di canti d’amore sparito dalla scena e riportato alla luce anche grazie ad un ostinato e scrupoloso lavoro di ricerca. Un patrimonio tramandato oralmente per generazioni, una enorme eredità culturale fatta di testi e melodie di cui fino a pochi decenni fa non esisteva nulla di scritto. In un armonioso intreccio tra danza e musica ci saranno anche alcuni brani dedicati al ricordo dei grandi cantori che hanno contribuito in maniera determinante all’affermazione della musica popolare salentina.

 

Luigi Cinque HYPERTEXT O’RCHESTRA, La memoria, il racconto, il confine la tradizione e il jazz - Castrignano de’ Greci, 18 agosto

L’HypertextO’rchestra di Luigi Cinque con Petra Magoni, Alfio Antico, Riccardo Fassi,BadaraSeck si presenta alla Notte della Taranta – Altra tela -  a Castrignano dei Greci con una formazione particolarissima che vede sul palco come guest Petra Magoni sicuramente una delle più intriganti e poliedriche vocalist europee, Riccardo Fassi anche quest’anno nominato da Musica Jazz migliore tastierista italiano, Alfio Antico e il suo  mitico mondo di tamburi a cornice e voce, BadaraSeck straordinaria voce griot, il giovanissimo e già superlativo interprete di chitarra battente Alessandro Santacaterina e la partecipazione straordinaria dei cubbacubba dei Tarantolati guidati da Agostino Cortese. Un mix di arcaico e contemporaneo, acustico ed elettronico, di parola mediterranea, di nuova africa e di suoni contemporanei sulla scia della ricerca infinita di Luigi Cinque riconosciuto internazionalmente come uno dei più importanti innovatori tra contemporaneo e tradizione, tra scrittura musicale e memoria orale, tra mondo antico e postumano. Un concerto fortemente ritmico che in questo caso si propone come una vera e propria performance sul tema, appunto, della memoria mediterranea, delle sue voci e della sua attuale crisi di valori e prospettive.

Petra Magoni, voce. Luigi Cinque, sassofoni, clarinetto, voce e live electronics. Alfio Antico, tamburi a cornice e voce. BadaraSeck, Voce griot. Riccardo Fassi, Tastiere. Alessandro Santacaterina, Chitarra battente. Tarantolati di Agostino Cortese, cubbacubba

 

Criamu - Carpignano, 16 agosto

Un suono mio è quello che caratterizza i Criamu formazione di Muro Leccese che nasce da Cosimo Damiano Giagnotti, in arte Mino Cavallino, suo fratello Claudio detto Cavallo, Carlo De Pascali detto Calabrese, Valentina Mazzotta e Valeria Giagnotti. Nati da una costola dei Mascarimirì percorso artistico musicale di respiro internazionale con nuove sonorità musicali e culturali, i Criamu tornano alle origini, alla radici salentine, alla casa e alle tradizione con lo spirito di scrivere nuove idee musicali sul canto popolare e sul ritmo ancestrale della pizzica pizzica.  

Da oltre vent’anni Criamu fa veicolare un messaggio di recupero e rispetto delle tradizioni popolari pur rimanendo ben aperti sulla realtà anche tecnologica che ci circonda. La loro linea melodica è tracciata dal suono delle corde del mandolino, la mandola, il bouzucki e da una fisarmonica che fanno da incastro ad un sound mediterraneo salentino fatto da sintetizzatori midi, percussioni elettriche,  tambureddhru salentino e cupa cupa con in canto delle due voci dai sentori ancestrali.

 

Dahlìa - Martignano, 20 agosto

Il Salento incontra l’antica Roma, con il gruppo indie pop elettronico dei Dahlìa che sarà sul palco del Festival itinerante de La Notte della Taranta il 20 agosto a Martignano. Originario di Maranola (frazione di Formia), il trio composto da Arianna Colantoni (voce), Mario Ferro (progettista del suono e batteria ibrida) e Giordano Treglia (progettista del suono, ghironda, nyckelharpa, nak tarhu, handpan, chitarra elettrica, pianoforte) affonda le sue radici proprio nella storia del suo territorio e in un continuo rimando tra tradizione e innovazione porta avanti una ricerca musicale che parte dagli strumenti scelti per comporre la loro musica, ai tradizionali se ne affiancano di più insoliti come la nyckelharpa, strumento musicale ad arco della tradizione svedese; il nak tarhu, strumento a corde australiano; l’handpan, uno strumento musicale idiofono in acciaio e la ghironda, un cordofono di origine medievale. Il groove è ibrido, come il titolo del loro primo album d’esordio Hybrid Essence, uscito a marzo di quest’anno. I Dahlia portano il pubblico in un viaggio di suoni nuovi, raccontando di amori, naufragi in mare, dune e casbah.

 

Enzo Petrachi & Folkorkestra - Lecce, 14 agosto

Enzo Petrachi è figlio di uno dei più grandi esponenti della musica folk leccese, Bruno Petrachi e proprio dal padre, dalle sue conoscenze e dai suoi saperi intinge per creare uno stile che è un racconto in musica della vita e delle tradizioni della sua terra. Ognuno dei suoi 24 lavori discografici narra con ironia una storia, come Ahi papà miu, dedicata al legame indissolubile con il padre. Dalle piazze italiane a quelle statunitense la sua musica arriva anche al cinema diventando parte della colonna sonora del film “Fine pena mai” diretto da Davide Barletti e Lorenzo Conte. Petrachi fedele alle sue origini cerca continuamente nuovi stimoli, abbraccia nuove forme. Ultima trasformazione il progetto Enzo Petrachi & la Folkorkestra dove partendo sempre dall’eredità del padre Bruno, rimodella le musiche della tradizione arricchendole di ritmiche ispirate ai generi più disparati come funky, fusion, reggae e ska.

 

Eugenio Finardi, Lectio magistralis - Martignano, 20 agosto

Eugenio Finardi, musicista e compositore il 20 agosto a Martignano terrà una lectio magistralis “Dalla canzone politica alla musica popolare e d’autore”.

Eugenio Finardi pubblica i suoi primi 45 giri a 21 anni, per la Numero Uno, la casa discografica di Battisti e Mogol, canzoni di cui lui scrive le musiche e la cantautrice statunitense Marva Jan Marrow scrive i testi in inglese. Passa all’italiano, con testi in cui vien fuori il suo impegno civile, nel 1975 con “Non gettate alcun oggetto dai finestrini” e l’anno successivo con “Sugo” pubblica due dei suoi brani più belli “La radio” e “Musica Ribelle”. Sempre negli anni Settanta, realizza  "Extraterrestre" e “Cuba" nei testi si nota marcatamente il disagio dovuto al riflusso culturale nell'Italia di quegli anni. Nel 1990 con “La forza dell’amore” rilegge in chiave moderna alcune sue canzoni, con la partecipazione di Ligabue, Ivano Fossati (in “Musica ribelle”) e Rossana Casale (ne “Le ragazze di Osaka”). 

Nel 2015 e 2016 è direttore artistico del Primo Maggio Bologna e del “Natale Nelle Grotte” , manifestazione organizzata nelle Grotte di Castellana a 70 metri di profondità, e alla quale invita personalmente Simone Cristicchi, Stefano Bollani e Claudio Baglioni. Il 2018 è l’anno di un nuovo progetto teatrale, “FINARDIMENTE”, uno show misto di musica e parole che debutta in gennaio con un doppio sold out al Blue Note di Milano.

 

Filippo Gambetta, Sergio Caputo, Carmelo Russo - Nardò, 5 agosto

Filippo Gambetta (organetto diatonico) Sergio Caputo (violino) e Carmelo Russo (chitarra classica) propongono il progetto “Maestrale”, un concerto con un repertorio incentrato su melodie sia da ascoltare che da danzare. I tre musicisti liguri creano un connubio sonoro tra melodie da danza come polke, scottish, bourrée ed i colori della rumba gitana e delle musiche nord africane.

Il genovese Filippo Gambetta ha proposto la musica di sua composizione nei principali festival folk del mondo. Affermato organettista  ha collaborato con importanti musicisti, è membro del progetto Liguriani e del trio ChocoChoro.

Polistrumentista originario di Sanremo, Sergio Caputo ha approfondito numerosi linguaggi musicali e collaborato con importanti artisti. Studioso e interprete delle musiche tradizionali violinistiche del Mediterraneo, ha approfondito lo studio dei linguaggi della musica Gnawa, la musica tradizionale dell’area alpina occidentale, dell’area occitana e quella del mezzogiorno.

Carmelo Russo, chitarrista di formazione classica, si dedica da anni allo studio della chitarra negli stili rumba e flamenco. Si è esibito in numerosi paesi e ha collaborato con il Teatro Stabile di Genova.

 

Fonarà - Sternatia, 21 agosto

Innalzare un canto ad alta voce per raggiungere le orecchie di tutti, risvegliando il sentimento ancestrale di tradizione che ognuno di noi conserva tra le pieghe dei ricordi. Nasce con questo intento il progetto artistico dei Fonarà (in grìco: ad alta voce) gruppo di musica popolare grìco-salentina, la cui peculiarità è quella di scrivere parole nuove sulle basi musicali che appartengono ai ricordi di molti salentini, poiché eseguite dinanzi ad un caminetto o nelle corti d’estate dai propri nonni. Il gruppo originario di Corigliano d’Otranto è composto da Andrea Deta (voce e tamburello) Marco Garrapa (tamburello), Luca Giannoccolo (chitarra). Nei loro concerti i canti della tradizione salentina si vestono di una nuova ritmica il cui tempo è battuto da Marco Garrapa componente dell’Orchestra popolare de La Notte della Taranta.

 

Lucilla Galeazzi - Martano, 22 agosto

Dalla muñeira alla tarantella, Alegrìa e Libertà è un viaggio musicale che dai sentieri di Santiago de Compostela, attraversa la Galizia e arriva sino al Salento.

ALEGRÌA e LIBERTÀ celebra l'incontro delle voci della memoria, quella della “pasionaria” della canzone popolare italiana, Lucilla Galeazzi, e quella del meraviglioso galiziano “cantareiras” di Ialma.

Alegrìa e Libertà, sono canzoni di donne che si raccontano, per darsi forza al lavoro, durante i raccolti di patate o la filatura della fibra di juta, incoraggiarsi mentre aspettano i loro uomini, andare a pescare in mare; resistere quando le loro canzoni sono represse dalla dittatura. Canzoni popolari che riportano alla cultura, alle radici, a quell'identità che fa sì che un popolo abbia qualcosa da trasmettere.

Sul palco: Veronica Codesal (voce e percussione), Eva Fernandez (voce e percussione), Natalia Codesal (voce e percussione), Marisol Palomo (voce e percussione), Lucilla Galeazzi (voce), Jonathan De Neck (fisarmonica diatonica), Carlo Rizzo (tamburello) e Bart Vervaeck (chitarra).

 

Gabriella Genisi “Pizzica Amara” - Acaya, 8 agosto

Gabriella Genisi nata nel 1965, vive a Bari ed è autrice della serie di sette romanzi del commissario Lolita Lobosco. Dall’ultimo Pizzica Amara,  edito da Rizzoli e ambientato in Salento sarà tratta una serie tv. La Genisi dialogherà con il professor Maurizio Agamennone, componente del comitato scientifico della fondazione La Notte della Taranta.

Sinossi:

Nel cimitero di un paesino vicino a Lecce, Montesano Salentino, terra incantata battuta dal vento e incendiata dal sole, viene profanata la tomba di Tommaso Conte, un ragazzo morto qualche anno prima per un sospetto incidente. Poco tempo dopo, lì vicino, vengono trovati due cadaveri: una ragazza di origini balcaniche dall’identità sconosciuta e la liceale Federica Greco, figlia di un senatore. Annegata sulla spiaggia la prima e impiccata a un albero la seconda. 

A indagare c’è il maresciallo Chicca Lopez, giovanissima salentina e carabiniera ribelle. Appassionata di moto e fidanzata con Flavia.

Chicca ogni giorno lotta per farsi spazio in un ambiente di soli uomini come quello della caserma. Determinata, cocciuta, sfrontata, è alla ricerca della verità costi quel che costi, anche la vita.

Cosa lega quei cadaveri e la serie di inspiegabili sparizioni degli adolescenti della zona? E chi è quella donna che si dice possegga gli antichi poteri delle macare, le streghe del Salento?

Combattendo l’omertà di una comunità che non vuole incrinare l’immagine di terra da sogno, Chicca Lopez si troverà invischiata in una vicenda dai contorni sempre più inquietanti, tra rituali sanguinosi, magia e loschi traffici. 

Gabriella Genisi, in un giallo sconvolgente e quanto mai attuale, ci racconta il Salento oscuro delle superstizioni e delle notti della taranta; a farci da guida una carabiniera indimenticabile, che rompe e ribalta tutti i canoni della scena noir.

 

I Calanti - Alessano, 13 agosto

E’ una storia di famiglia, che tramanda di generazione in generazione l’amore per le sue radici che affondano nella Grecìa Salentina, quella de I Calanti. Una formazione composta da cinque musicisti e tre ballerini: Mirco Colitti (voce e tamburello), Daniele Colitti (tamburello, chitarra ritmica e voce), Michele Costantini (fisarmonica e voce), Alberto Carratta (chitarra), Gianpiero Coppola (violino) e i ballerini Fabrizio Ricchiello, Emanuela Capone e Anna Maria Manni che portano avanti la passione per la cultura e le tradizioni popolari del Salento. Con la loro musica travalicano i confini nazionali portando la pizzica in ogni angolo del mondo finanche sulla pellicola, con il cortometraggio “El libro blanco" della regista francese Isabelle Montoya, girato a Buenos Aires nel 2013, e musicato da I Calanti con il brano “Pizzica di San Vito”, brano tra i più rappresentativi della tradizione. Cortometraggio presentato al Festival Bibliocurts di Barcellona e allo Short Screens di Bruxelles e con la recente partecipazione al film “Il fantasma della mala” con la regia di Tony Greco.

 

Il Coro Mondine di Novi di Modena - Martignano, 20 agosto

Sono mondine, o figlie, nipoti, sorelle di donne che con l’acqua alle ginocchia strappavano le erbacce nelle risaie. Simbolo di lotta, fatica, ma anche rivendicazione dei loro diritti, di risate e bellezza e rivivono nel Coro Mondine di Novi di Modena, grazie ad una idea del maestro Torino Gilioli, che nel 1971 sentendo cantare un gruppo di donne sul pullman al ritorno di una gita, decise di farne un coro, che ha guidato sino alla sua scomparsa. Dal 2000 è Maria Giulia Contri, una ex mondina, a guidare le voci delle sue amiche e colleghe. 

Col tempo ai canti tradizionali si sono affiancate le letture di testi, scritti ed interpretati da una mondina, Manuela Rossi, che danno vita a voci di donne che hanno condiviso la stessa esperienza in risaia, le stesse lotte e le stesse passioni.

“Noi mondine, con il nostro canto e le nostre storie, lasciamo, di madre in figlia, la nostra eredità di donne che hanno combattuto e pianto, faticato e sofferto, riso e cantato, con la consapevolezza che , seppur così piccole, così niente, anche noi siamo una radice della storia di chi verrà dopo di noi e ci piace pensare che non siamo state inutili”. Una storia che raccontano in tutto il mondo. Hanno cantato al Musicultura Festival di Macerata, a Terra Madre 2006 - di Torino, al Festival of Colors di Detroit, al Celtic Connections “Voci Dal mondo” in Scozia e ancora sono state in tour negli Stati Uniti, in Canada, Francia, Lussemburgo, Slovenia, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Crimea ed Argentina. 

Già ospiti de La Notte della Taranta, con il maestro concertatore Goran Bregovic, il Coro Mondine di Novi di Modena sono state protagoniste del film “Di madre in figlia”, di Andrea Zambelli.

 

I Mamuthones e gli Issohadores - Soleto, 19 agosto

L’esibizione dei Mamuthones e degli Issohadores è una cerimonia solenne, una processione danzata, si svolge nelle piazze e per le strade della città e l’origine si è persa nei secoli.

I Mamuthones si muovono su due file parallele molto lentamente, pesantemente curvi sotto il peso dei campanacci (circa 25 kg.) e ad intervalli uguali danno tutti un colpo di spalla per scuotere e far suonare tutte le sonagliere producendo così una musica ritmata; sono fiancheggiati dagli Issohadores che si muovono con passi e balzi più agili, all’improvviso si slanciano, gettando il laccio fulmineamente e colgono e tirano a sé come prigioniero l’amico o la donna che hanno scelto nella folla.

Il gruppo esibente è composto da circa diciannove, ventuno persone.

Questa esibizione che si tiene a Mamoiada diverse volte l’anno in occasione di eventi ben precisi è stata tramandata perlopiù di padre in figlio.

I Mamuthones e Issohadores rappresentano il simbolo del folklore, delle tradizioni, del Carnevale della Sardegna e l’hanno in diverse occasioni rappresentata e da quando il gruppo è sotto la tutela della Pro Loco, ha partecipato ad importanti manifestazioni in Italia (dal trentino alla Sicilia) e all’estero (Inghilterra-Francia-Spagna-Germania-Grecia-Bulgaria-Croazia-Svizzera-Austria-Cuba-Cina- Singapore).

 

I Mandatari - Sogliano, 6 agosto

Ambasciatori della musica tradizionale tarantina, i Mandatari nati da un’idea di Salvatore Cavallo Galeanda, affondano le radici della loro musica in una attenta ricerca delle tradizioni, degli usi e dei costumi del loro territorio. La musica diventa volano di un intento ben preciso, recuperare e rendere fruibile il patrimonio culturale, musicale e magico-religioso del tarantino.

Dall’intreccio dei racconti degli anziani e del lavoro dell’etnografo Alfredo Majorino i Mandatari costruiscono la cesta nella quale riversare il passato e portarlo nel presente. Una  band che porta nel suo repertorio l’aspetto rituale con il tarantismo; ludico con la pizzica-pizzica, la tarantella, la quadriglia, i canti di lavoro, gli stornelli, le serenate e i canti polivocali; religioso-devozionale con i canti di passione, gli antichi canti quaresimali e pasquali tipici della provincia di Taranto e della cultura arbereshe dell’antica Albania Tarantina, i canti religiosi e di pellegrinaggio, le litanie, i canti propiziatori, le biografie e i racconti religiosi cantati e le preghiere e interculturale, con un repertorio Arbereshe (comunità albanofona ancora fortemente presente nel comune di San Marzano di San Giuseppe e in alcuni comuni della Calabria e della Basilicata).

  

Jazzabanna e i Cantori di Francavilla Fontana - Corigliano, 4 agosto

Il progetto Jazzabanna nasce nel 2006 da un'idea di Pietro Balsamo di Francavilla Fontana, fortemente legato allo studio delle tradizioni popolari. Il nome Jazzabanna deriva dall'espressione con cui venivano chiamati i complessi i musicali da piazza "banna ti chiazza". Il progetto coinvolge da subito musicisti, ricercatori e interpreti della tradizione musicale pugliese. Il repertorio dei Jazzabanna si basa sui Canti di Lavoro Polivocali dell'area di confine tra Bassa Murgia, Murgia dei Trulli e Salento settentrionale abbracciando le province di Taranto, Brindisi e Lecce. Non manca la Pizzica Pizzica, suonata e ballata "all' uso antico", le serenate a valzer, le polche e la quadriglia comandata eredità della Famiglia Bruni.

I Cantatori di Francavilla Fontana sono gli ultimi testimoni della tradizione orale dell’Alto Salento. Il loro repertorio di canti a coro polivocale, comprende canti italiani portati dai soldati dalla guerra ma anche canti narrativi e di sdegno.

 

Kamafei - Martignano, 20 agosto

Kamafei è un composto in grico che vuol dire caldo che scorre, il calore che il pubblico restituisce in una ronda estiva. La loro musica affronta i temi più disparati dall’amore per la terra al rispetto delle radici, dalle tradizioni all’innovazione. 

Il gruppo esplora diversi generi musicali che vanno dalla bossa al reggae, dal rock allo ska e all’hip hop. Le radici sono salentine, ma i riferimenti arrivano sino alla Spagna e all’Africa. La base comune della loro musica è il tamburello suonato da Alessio Giannotta (che suona anche ukulele e mandola), che condivide il palco con Antonio Melegari (voce, fisarmonica, tamburello), Stefano Calò (chitarra), Giovanni Palma (voce, chitarra), Antonio Murciano (batteria), Vittorio Chittano (fisarmonica) e Marco Verardo (basso elettrico).

 

Kardiamundi - Sogliano, 6 agosto

I Kardiamundi sono un ensemble di pizzica, folk tradizionale e musica mediterranea. Il gruppo nasce a Parabita, scelgono un nome che nasce dalla fusione di due parole, cuore e mondo, in grico e in latino, a testimonianza della loro volontà di fondere generi musicali, luoghi e tradizioni del Mediterraneo. 

La band promuove e valorizza la diffusione della cultura musicale proponendo spettacoli musicali che abbracciano tutte le musiche popolari mediterranee. Partono dal Salento con una attenzione alla Grecìa Salentina, ma arrivano sino in Sicilia, Calabria, Basilicata e Molise.

Ogni canzone scelta parte dalle musiche tradizionali che vengono reinterpretate sulla base di una ricerca stilistica d’avanguardia spaziando dalle pizziche tarantate agli stornelli conviviali.

Cinque i membri dei Kardiamundi: Alessio Russo (voce maschile,  tamburello, percussioni e batteria), Agostino Reho (fisarmonica, fisarmonicista, tastierista e programmatore), Luigi Torsello (chitarra e mandolino), Lidia Cuppone (voce femminile) e Gioacchino De Filippo (tamburello).

 

Koiné - Cursi, 9 agosto

Un progetto, Koinè, dalla forte carica emotiva che affonda le mani nella tradizione popolare salentina impreziosita dalla sperimentazione espressa dall’identità dei singoli elementi: Alessandra Caiulo (voce) Salvatore Casaluce (chitarrista e arrangiatore) Roberto Chiga (percussionista) Giorgia Santoro (flautista) Francesco Pennetta (batterista) Stefano Rielli (bassista) Marco Rollo (tastierista).

Sono storie di uomini e donne  quelle narrate dal collettivo Koiné, storie  che arrivano al cuore di chi ascolta. Ritmo e melodia, convergenze di esperienze, comunità, tutto per coinvolgere il pubblico che non resta fermo ad ascoltare ma si muove sulle note e le parole, in una danza che è coinvolgimento  e condivisione.

 

Li Strittuli - Zollino, 11 agosto

Il gruppo Li Strittuli, nasce a San Pancrazio Salentino (Br) nel 1998, vi confluiscono  giovani musicisti che si propongono di diffondere il patrimonio musicale del Salento e della Grecìa salentina. Il gruppo è composto da Armando Carrozzo, Daniele Girasoli, Giorgio D'Aria, Paolo Puricella, Vincenzo Mancini, Salvatore Greco. L’obiettivo principale della compagnia è quello di riproporre un viaggio nella musica popolare salentina, e grazie alla loro ricerca dei canti anche della zona del brindisino e del loro paese dove hanno avuto modo di interagire con gli anziani recependone il repertorio musicale, nei loro concerti vengono eseguiti canti di tradizione. 

Gli strumenti tipici della tradizione, violino, organetto, fisarmonica, chitarra e il tamburo a cornice salentino si accompagnano alle voci in un lavoro che è anche ricerca nella musica popolare.

  

Sguardi sonori sul Salento di Luigi Mengoli - Carpignano, 16 agosto

Il progetto di Luigi Mengoli, partendo da alcune melodie tratte dal repertorio etnomusicale salentino, espande le sue potenzialità espressive grazie ad un lavoro di ricerca in campo armonico e timbrico. Ne viene fuori una sequenza di brani che, "sporcati" da incursioni elettroniche, presenta la tradizione sotto una luce inedita.

In tal modo emerge l'abilità costruttiva dell’autore, che, arricchita dalla collaborazione di importanti compositori (Andrea Gargiulo, Giorgio Colazzo, Giuseppe Mengoli, Michele Pezzuto), riesce ad esaltare le qualità interpretative degli esecutori, tutti musicisti professionisti. Sotto il coordinamento musicale di Michele Pezzuto, Sguardi sonori sul Salento, il progetto artistico di Luigi Mengoli ha una formazione di sette membri: Luigi Mengoli (chitarra e voce), Pascal Coppola (clarinetto), Massimo Perrone (corno), Roberto Lazzari (fagotto), Giuseppe Giannotti (oboe), Daniele De Pascali (flauto), Roberto Mengoli (tamburello) e Gabriele Balsamo (percussioni).

 

Mascarimirì - Martano, 22 agosto

Dalla fusione tra tradizione e innovazione nasce Mascarimiri, il progetto musicale dei fratelli Claudio e Giacomo Giagnotti che nel 1998 decidono di fondare il loro gruppo musicale dopo le esperienze maturate con il collettivo artistico di Terra de Menzu. La musica dei due fratelli di origine Rom parte dalla riscoperta della musica tradizionale de lu tamburreddhu (tamburo tipico salentino), unendo i suoni tradizionali delle feste paesani con quelli delle loro radici gipsy. Sul palco Claudio “Cavallo” Giagnotti voce, tamburreddhu, programmazione e flauti etnici; Gabriele Martino alla voce e al mandolino; Matteo Resta, voce e mandola e  Alessandro Schito, voce e tamburreddhu, che presenteranno il loro nuovo live “Tradizionalll” che racchiude pizziche dal sapore arabo e andaluso, tammurriate, elettro gipsy  e tarantelle punk tarantolate. In uno spettacolo che mescolerà la dance hall del sound system giamaicano con la tradizione salentina. Il gruppo di Muro Leccese con dieci album in studio all’attivo è una delle band più innovative della pizzica pizzica salentina.

 

Maschlmusig - Martano, 22 agosto

Il gruppo Maschlmusig si dedica alla promozione della musica popolare altoatesina. 

I tre giovani musicisti interpretano brani tradizionali, tramandati delle regioni appartenenti all´arco alpino, e propongono diverse musiche da ballo, tra cui valzer, boarische, e polche suonate con strumenti tipici come la fisarmonica, il violino, la chitarra e la tromba. Questa musica è strettamente legata alla vita in montagna ed esprime il gusto per la vita alpina. I tre fratelli Johanna Mader (violino e chitarra), Elias Mader (fisarmonica, trombone e tromba) e Robin Mader (chitarra e trombone) sin da bambini sentivano risuonare dalle porte aperte delle case la musica tradizionale delle montagne dell’Alto Adige, musica che hanno portato nel cuore per tutta la vita e che ora ripropongono sul palco dove si esibiscono.

 

Mbira - Acaya, 8 agosto

Mbira è un progetto artistico che affonda le sue radici nell’arte africana. Un progetto artistico multiforme che fonde insieme musica, danza e drammaturgia venuto alla luce da una visione di Roberto Castello, coreografo di fama internazionale. Sue le coreografie della Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino, della trasmissione Vieni via con me di Fazio e Saviano, dei film di Peter Greenaway, “The Towers” a Lucca e “The Dance of Death” a Basilea e nel 2015 del festival La Notte della Taranta. Mbira prodotto da Aldes-Teatro della Cooperativa respira l’influenza africana e ne raccoglie l’estetica musicale fatta da un ritmo che ha fortemente influenzato la musica europea. La dimensione orale della cultura africana è l’elemento che ha maggiormente influenzato Mbira che, prende il loro nome da uno strumento idiofono africano. L’arte con tutte le sue sfaccettature viene portata sul palco da artisti dall’indiscutibile talento, come  Giselda Ranieri, danzatrice classica e contemporanea ha lavorato con Katie Duck, Dominique Dupuy e Carolyn Carlson. Ilenia Romano, laureata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha lavorato con Pina Bausch e Wayne McGregor, tra gli altri. Marco Zanotti, compositore, performer e producer, fondatore e direttore della Classica Orchestra Afrobeat, ha partecipato al festival di Glastonbury-UK. Compositore delle colonne sonore Gauguin a Tahiti, il paradiso perduto e il film-documentario The Pamoja Odyssey. Moustapha Dembélé “Zam” - Griot del Mali, un musicista polistrumentista, cantante e compositore, originario del Mali, è un “artigiano della parola”. Suona la kora e il balafon strumenti che realizza lui stesso seguendo i rituali sacri per il rispetto della Natura. Renato Sarti, si forma con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro dell’Elfo con Gabriele Salvatores, e fa parte della mitica compagnia di Comedians, con Claudio Bisio, Silvio Orlando, Bebo Storti e Paolo Rossi. Ha collaborato negli anni con Dario Fo, Franca Rame ed Enzo Jannacci. Come regista e autore di teatro comico ha lavorato con Ale&Franz, per Zelig e Che tempo che fa. Un lavoro corale che parla del rapporto  tra Africa ed Europa e di come la prima abbia influenzato l’arte della seconda.

 

Mimmo Epifani - Cursi, 9 agosto

Mimmo Epifani ricrea le atmosfere tipiche delle barberie e di San Vito dei Normanni, lui che giovanissimo nella barberia di Maestro Costantino apprende l’arte del far musica scoprendo la passione per le tradizioni popolari tramandate oralmente. Conosce perfettamente la tecnica della mandola alla “barbiere” e il suo concerto è un’immersione in sonorità del passato dell’Alto Salento , una nuova musica da radici antiche. La sua musicalità istintiva e profonda lo spinge a ricercare continuamente territori nuovi e sonorità moderne che lo rendono un artista internazionale con una forte tendenza all'indipendenza e all'esplorazione di culture nuove.

 

NCCP Nuova Compagnia di Canto Popolare - Sternatia, 21 agosto

La Nuova Compagnia di Canto Popolare propone il progetto “Anima di Terra Tour”, uno spettacolo musicale composto dai brani della tradizione e della terra campana. La NCCP è oggi guidata da due dei suoi componenti storici, Fausta Vetere (voce e chitarra) e Corrado Sfogli (strumenti a corda, chitarra, chitarra battente, bouzouki, mandoloncello, mandola). Con loro Carmine Bruno (percussioni) Gianni Lamagna (voce e chitarra) Michele Signore  (violino, lira pontiaca, mandoloncello) Marino Sorrentino (strumenti a fiato: flauto, ciaramella, zampogna, tromba) Pasquale Ziccardi (voce e basso). La NCCP ha una storia lunga sessanta anni nei quali ha portato in scena e sui palcoscenici internazionali la grande tradizione della musica campana. Costituita alla fine degli anni ‘60 dai musicisti napoletani Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò, Roberto De Simone e Giovanni Mauriello ai quali successivamente si unirono Peppe Barra, Patrizio Trampetti, Fausta Vetere e Nunzio Areni, oggi trasmettono i suoni della loro regione, la Campania.

 

Nidi d’Arac - Soleto, 19 agosto

I Nidi d'Arac nascono a Roma nella seconda metà degli anni ’90. Il nome è l’anagramma di “aracnidi”: una parola circolare ‘nidi d’aracnidi’ dove il nido è inteso come luogo di provenienza e custodisce i segreti più nascosti e remoti della tradizione. Raccontano storie scure del sud in dialetto salentino e fanno danzare su ritmi popolari e funk, tra ambientazioni folk, rock e new wave. Il sound è un incrocio tra intuizioni moderne e riflessioni sulla tradizione. Se nella prima parte della loro carriera hanno tradotto in linguaggi urbani l’affascinante ruralità della Puglia, in questa fase inaugurano un nuovo corso, ritmiche tribali dell’afrotrap.I Nidi d'Arac vantano numerose collaborazioni nazionali ed internazionali, sono stati protagonisti con Teresa De Sio, del progetto discografico e live "La notte del Dio che balla", sono stati ospiti e finalisti dell’edizione 1999 del Premio Tenco, sono stati il gruppo spalla di Robert Plant a Roma, sono coautori di "Musica ‘e scantinato" di Enzo Avitabile e Mory Kante ("Mane e Mane", 1999), sono stati chiamati ad aprire nel 1999 i concerti dei Simple Minds e nel 2001 gli Hooverphonic. Nel 2008 hanno suonato all’Heart Day a Roma e nel 2012 hanno aperto i concerti di  Cesaria Evora e Khaled a Bochum (Germania). Si sono esibiti al Babel Med Music di Marsiglia, al Mercat De Musica Viva de Vic di Vic in Spagna, al World Music Expo Womex di Copenhagen, al Womad in Inghilterra (festival fondato da Peter Gabriel negli anni ’80) e al Montreux Jazz Festival in Svizzera.

 

Ninfa Giannuzzi, Tosca e Shadi Fathi - Galatone, 4 agosto

“Amartìa”- “peccato”, è rinascita. In questa chiave si inquadra il progetto di Ninfa Giannuzzi, uno spettacolo che si sviluppa con una scaletta che segue una scia di storie minime, popolari, racconti di tentazioni e azzardi, come la riproposta di canzoni ormai consolidate nella tradizione spogliate da orpelli e stereotipi interpretativi. Ninfa Giannuzzi racconta la sua rigenerazione e con lei sulla scena Tosca, cantante e attrice eclettica, ricercatrice musicale e sperimentatrice protagonista del Festival dopo aver partecipato al concertone del 2016. Un dialogo tra storie romane e salentine. In scena anche la polistrumentista iraniana Shadi Fathi, Giorgio Distante alla tromba ed elettronica, Dario Congedo alla batteria e percussioni e Federico Pecoraro al Basso.

Sul palco anche Valerio Daniele chitarrista e arrangiatore e performance pittorica dell’artista Egidio Marullo che farà da scenografia e contrappunto visivo alla musica. 

 

Nui Nisciunu - Martignano, 20 agosto

Il gruppo musicale di pizzica e canti popolari salentini Nui...Nisciunu nasce nel 1998.

È composto da 8 elementi: Giuliano Conte, tamburello e voce, nonché responsabile del gruppo; Leonardo Guido voce e chitarra; Silvia Menallo violino; Michela Coluccia, voce; Mirco Matteo tamburello; Maria Assunta Montinaro Voce;  Maurizio Campanelli chitarra e voce; Daniele Caputo fisarmonica e voce. Il gruppo ha avuto modo di esprimere la sua capacità tradizionale musicale sui palchi di molte città salentine. Al loro attivo hanno 4 cd. Il loro suono inconfondibile nasce dalla grande passione per la musica popolare interpretata in chiave autentica.

 

Officina Zoè - Alessano, 13 agosto

La danza e la trance sono al centro del progetto artistico della Officina Zoè. Band salentina nata nella primavera del 1993 che si caratterizza per i ritmi ciclici del tamburello e un minimalismo nella musica e nel canto. Vantano numerose collaborazioni in campi artistici diversi, dalla musica, al cinema passando per il teatro. Hanno realizzato la colonna sonora del documentario sui trent’anni dalla dittatura cilena, girato da Marta Vignola, intitolato “Le bende del giaguaro” (2003), hanno collaborato con il regista Edoardo Winspeare, con Pamela Villoresi, Pippo Mezzapesa e Baba Sissoko. La formazione attuale degli Officina Zoè è composta da: Lamberto Probo (tamburello, tamborra, cupa cupa, lavaturu, violino a sonagli), Cinzia Marzo (voce, flauto, tamburello, castagnette), Donatello Pisanello (organetto diatonico, chitarra, mandola, armonica a bocca), Giorgio Doveri (violino, mandola), Luigi Panico (chitarra, mandola, armonica a bocca) e Silvia Gallone (tamburello, tamborra, voce).

 

Orchestra della Cupa: Enza Pagliara e banda Quarta - Galatone, 4 agosto

Un nuovo progetto per Enza Pagliara che da anni, attraversa e reinterpreta il repertorio dei canti della tradizione. Con la Banda R. Quarta di Monteroni, Enza da vita  a un concerto per banda e voce sola. I canti della tradizione, in questo concerto, incontrano le aree  della banda per far rivivere le atmosfere tipiche dei giorni di festa. I brani arrangiati da Antongiulio Galeandro, dal Maestro Luigi Morleo e dell’indimenticabile Piero Milesi sono stati riadatti per gli ottoni, le percussioni e per la voce della Pagliara dal maestro Marco Grasso. La scena e il set design sono firmati da Isabella Faggiano.

Un nuovo progetto per una delle voci dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta che non mancherà di coinvolgere il pubblico in un viaggio ‘nuovo’e festoso nella tradizione.

 

Orchestra del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie - Galatina, 17 agosto

L’orchestra del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie nasce dalla convinzione che la musica sviluppi nei ragazzi creatività e armonia, responsabilità e partecipazione. La musica come lezione di vita, unica e irripetibile. Nata nel 2011, da una idea della dirigente scolastica Annamaria Corrado e del professore Massimiliano Cananà, l’orchestra è composta da 48 elementi che suonano classici rivisitati, spaziando tra i generi più disparati. La fusione dei generi e delle specialità ha creato un tutto armonico e una versatilità musicale che ha avuto la possibilità di mettersi in mostra su diversi palcoscenici, dalle piazze del Salento fino al palazzo di Giustizia e alla Scuola di Cavalleria, culminando con un’esibizione in piazza S. Pietro al cospetto di Sua Santità Papa Francesco.Il progetto mette in campo un confronto continuo tra modernità e radici, cultura dei libri e cultura dei sensi, dal quale i ne escono più forti, consapevoli e preparati. In questa occasione l’Orchestra si cimenta con il repertorio musicale salentino, “contaminandolo” con i timbri del proprio organico. La musica cosiddetta colta e la tradizione popolare, trasfuse in note accanto alle sonorità rock e pop, diventano ritmo appassionato ma anche esercizio continuo disciplinato, quasi una colonna sonora per una delicata fase della vita, quella dell’adolescenza.I 48 giovani musicisti saranno diretti eccezionalmente dal maestro Armando Ciardo, docente di violino, che ha collaborato negli anni con Aldo Ciccolini, Uto Ughi, Luis Bacalov, Lucio Dalla e i Negramaro.

 

Orchestra Popolare del Saltarello - Zollino, 11 agosto

Il progetto Orchestra Popolare del Saltarello nasce da un’operazione di ricerca e rivalutazione della tradizione musicale abruzzese. Ricostruiscono in musica il percorso dei tratturi lungo il quale si è sviluppato e propagato il celebre “Saltarello”. L’Orchestra Popolare del Saltarello propone un repertorio di brani popolari abruzzesi, che va dalle canzoni più rappresentative della tradizione abruzzese alle saltarelle, spallate e ballarelle utilizzando un organico formato da 10 musicisti e un corpo di ballo che insieme ripercorrono un viaggio lungo le antiche vie della transumanza. L’organico è formato da organetto, fisarmonica, una sezione vocale, una sezione di organetti e fisarmoniche, chitarre, mandolino, zampogne, auti, tamburelli, basso e batteria che interpretano il repertorio di tradizione abruzzese con originalità e freschezza. L’ideatore del progetto è il musicista Danilo Di Paolonicola, autore delle rielaborazioni e trascrizioni. Teramano di origine è considerato tra i migliori fisarmonicisti e organettisti del mondo. Compositore ed arrangiatore, è docente di fisarmonica diatonica al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e al Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila.

 

Otello Profazio, Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro - Calimera, 10 Agosto

 

Due interpreti straordinari, Otello Profazio e Canio Loguercio, si alterneranno sul palco del Festival. Otello Profazio, calabrese, ha interpretato nella sua lunga carriera le storie del Sud. Cantautore e cantastorie, Profazio è l’inarrivabile interprete delle tante anime del meridione, e la sua voce si adatta perfettamente ai diversi registri dei canti, da quelli di amore a quelli di lotta e di denuncia. Premio Tenco alla carriera nel 2018, Otello Profazio sorprende anche con il suo ultimo album di inediti ‘La storia’.

Canio Loguercio, lucano di nascita e napoletano d’adozione, è un musicista, poeta e performer, nello spettacolo con Alessandro D’Alessandro, organettista e coordinatore artistico  dell’Orchestra Bottoni, propongono un viaggio fra suoni, parole e suggestioni nella lingua madre delle passioni, il napoletano.

 

Peppe Barra - Sternatia, 21 agosto

Peppe Barra ha fatto della versalità la sua cifra stilistica, passando dal teatro alla musica, dalla tradizione napoletana alle sonorità contemporanee rimanendo fedele alla magia e al folclore che caratterizzano ogni suo lavoro. Romano di nascita, procidano d’adozione e napoletano d’anima, Barra sarà a Sternatia il 21 agosto per il Festival itinerante de La Notte della Taranta.Sarà sul palco con Paolo Del Vecchio, chitarra e mandolino; Luca Urciuolo, pianoforte e fisarmonica;  Ivan Lacagnina, percussioni; Sasà Pelosi, basso acustico e Giorgio Mellone al violoncello.Custode del patrimonio culturale partenopeo, Barra ci conduce in un percorso che traccia le linee fondamentali della tradizione etnico musicale del sud Italia ed in particolare quella partenopea. Tutto richiama e ritorna a Napoli, da Tammuriata Nera a No woman no cry. Ripercorrendo i temi classici del suo repertorio l’amore, le passioni, gli  struggimenti e naturalmente la vita e la morte. Sempre in bilico tra il realismo e la scanzonatura poetica. Voce e dialetto sono gli strumenti principali del suo lavoro. La sua voce gli consente di raggiungere in scena risultati mirabili, con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio. Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, trasmette al suo pubblico un magma incandescente di emozioni dalla risata più sonora alla commozione inaspettata.

 

PICCOLA RONDA Percorso di conoscenza della danza scherma - 15 e 24 agosto

63 bambini protagonisti del  progetto formativo promosso da

Fondazione La Notte della Taranta 

63 bambini, dai 4 ai 14 anni, sono i protagonisti del progetto “Piccola Ronda” avviato dalla Fondazione La Notte della Taranta nel 2017. Il percorso di formazione punta alla trasmissione dei codici, dei movimenti e delle regole della  danza scherma che ogni anno richiama nella piazza di San Rocco migliaia di turisti e appassionati della grande festa popolare. Il progetto che ha preso il via il 1 luglio  e terminerà l’8 agosto è stato accolto con entusiasmo dalle famiglie di Torrepaduli ed è fortemente inclusivo. Tra i piccoli partecipanti anche molti ospiti della casa famiglia “La Coccinella” di Ruffano e del “Centro Diurno Il Giardino della nuvole”, che avranno la possibilità, attraverso gli appuntamenti settimanali con la danza, di dialogare e giocare con i coetanei. 

Lo spettacolo realizzato dalle bambine e dai  bambini di PICCOLA RONDA aprirà i festeggiamenti in onore di San Rocco il 15 agosto a Torrepaduli, e il preconcertone di Melpignano il 24 agosto.

 

Pino Ingrosso - Acaya, 8 agosto

Pino Ingrosso propone uno spettacolo  che è un racconto, un viaggio che scandisce, con leggerezza e un pizzico di nostalgia, modi, tradizioni, costumi e usanze dell’Italia del Sud. Pino Ingrosso, voce solista di Nicola Piovani, firma gran parte dei brani dello spettacolo sulla poetica della terra e sulla filosofia degli antichi saperi, prestando anche la propria voce. In scena con lui Alessandro Caione (tastiere/piano elettrico) Silvio Cantoro (basso acustico) Vito De Lorenzi (batteria e tamburi) Alessandro Monteduro (percussioni) Morris Pellizzari (saz, chitarra acustica ed elettrica) Daniela Guercia (voce recitante, cori e colori percussivi). ‘Note di un viaggio’ è un percorso anche nei ricordi d’infanzia, un risveglio dei sensi attraverso sonorità, colori e suoni che appartengono al Sud.

 

Pupe di Pane - Calimera, 10 agosto

Il pane è al centro di un viaggio che mette in gioco la creatività e la memoria, attraverso una performance sulla sua preparazione e le sue storie. Intorno a una tavola da lavoro, la mattrabbanca, cinque attrici compiono un rituale dando vita a una tradizione che attraversa dialetti e cucine diversi, quella delle pupe di pane. Bambole che si modellavano in attesa della Pasqua, in un tempo in cui i bambini non non avevano nulla e la fantasia ero lo strumento più potente per inventare giochi e passatempi. Le pupe di pane erano sovente, fatte con un impasto dolce, e riceverle era uno dei pochi e per questo speciali doni che i bambini ricevevano. Una sorta di talismano contro le disgrazie, ma anche un rito che si rinnovava e raccontava di donne che impastavano per ore la farina e lo vegliavano prima dell’uccata, l’infornata. Lo spettacolo, con la regia di Tonio De Nitto, è stato ideato, scritto e interpretato da Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta e Carmen Ines Tarantino e prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce.

 

Scazzacatarante - Galatone, 4 agosto 2019

Scazzacatarante è un gruppo musicale che si forma a Galatina (Le) nel 1998. La passione per la pizzica-pizzica è l’elemento che accomuna i giovani musicisti che decidono di portare avanti la tradizione popolare salentina.

I componenti del gruppo sono: Antonio De Giorgi (voce e tamburello); Davide Donno (voce e tamburello); Pantaleo De Pascalis (fisarmonica); Roberto Margari (clarinetto); Carmine Potenza (basso acustico ed elettrico); Matteo Gaballo (violino e voce).

È il forte carisma a caratterizzare il gruppo dei Scazzacatarante. Nei loro concerti, grazie agli strumenti tradizionali ed elettronici, si passa dai brani di pizzica-pizzica, tradizionale, moderna e e canti e stornelli dei grandi cantori del Salento. 

 

Sette Bocche - Calimera, 10 agosto

Le Sette Bocche condividono l’esperienza della musica popolare, con una chiave interpretativa del tutto personale, molto vicina al Nu Folk. Il progetto musicale del gruppo è un cammino di ricerca sulle origini della cultura del territorio, con la riscoperta del materiale folklorico inedito appartenente all'area geografica dell'Agro e dei Monti Picentini. La “necessità” di fare spettacolo, la passione per il teatro e le differenti influenze musicali hanno portato i sette componenti del gruppo a dar vita al loro percorso artistico che oltre a dare voce al mondo contadino, alterna momenti musicali e coreutici, a momenti di grande interazione con il pubblico, chiamato a rispondere a simpatiche provocazioni e a prendere parte alle danze. Tante le collaborazione delle Sette Bocche, da James Senese a Eugenio Bennato passando per Enzo Gragnaniello. 

Le Sette Bocche propongono uno spettacolo di musica popolare, con una chiave interpretativa del tutto personale, tentando di dare ancora voce al mondo contadino. Il progetto musicale, basato sulla ricerca, sulle origini della cultura del territorio in cui ciascun componente condivide le proprie esperienze, per dare corpo ad uno spettacolo fatto di musica, canti e balli tipici della cultura popolare in cui si alternano momenti musicali e coreutici, a momenti di grande interazione con il pubblico, chiamato a rispondere a simpatiche provocazioni e a prendere parte alle danze. Il ritrovato interesse verso questa musica allo stesso tempo nuova e antica, nasce anche dalla possibilità di poter partecipare alle feste popolari o ai concerti, armati di castagnette, foulard, gonne "gitano-folk-contadine", con una conoscenza più o meno ampia delle danze. Sul palco Angelo Plaitano (chitarre e voce), Daniela Dentato (danza e voce), Francesca La Ragione (danza e voce), Alfredo Marraffa (flauti), Antonio Rizzo (basso elettrico e voce), Pasquale Di Lascio (percussioni e tamburi a cornice), Giovanni Fasano:batteria.

 

Stella Grande - Soleto, 19 agosto

Stella Grande canta la tradizione popolare avvolgendola di una poesia attuale e passionale seguendo un registro teatrale connotato da una intensità emotiva che contraddistingue ogni sua esibizione. Canta per preservare la memoria individuale e collettiva, senza ammantarla di nostalgia, ma calandola in un presente che si evolve. La Grande è stata voce dell’orchestra popolare de La Notte della Taranta sotto le direzioni artistiche di Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani. Uno spettacolo travolgente dove i canti  popolari vestono un sound nuovo con una “Pizzica RRaggiata” in grado di coinvolgere il pubblico.

  

Unavantaluna-Cumpagnia di Musica Siciliana - Cutrofiano, 12 agosto

Unavantaluna-Cumpagnia di Musica Siciliana è un ensemble di musicisti uniti dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra. 

Prendono il nome da un gioco del passato, che accomuna Puglia e Sicilia, Unavantaluna, un gioco di desideri, gioia e scherzi, dove si scavalcano gli ostacoli, i pensieri e tensioni quotidiane.

Unavantaluna nasce nel 2004 ad opera di Carmelo Cacciola, Luca Centamore, Pietro Cernuto e Francesco Salvadore, e i quattro fondatori costituiscono tuttora   la line-up di base del gruppo. 

Nel 2013, con il brano Isuli, Unavantaluna ha vinto il Premio Andrea Parodi, il più significativo riconoscimento italiano dedicato alla World-Music.  Nella primavera del 2017 si sono esibiti nella Cappella Paolina del Quirinale a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica. Reinterpretano le musiche tradizionali siciliane contaminandole con le influenze della world music hanno portato la loro musica in tutto il mondo, dal teatro nazionale di Tapei all’Australia dove sono stati in tournée lo scorso anno.

 

La Vestesène - Ugento, 7 agosto

La tarantella tramandata oralmente dai pastori dello sperone d’Italia è al centro del lavoro artistico de La Vestesène. Una formazione artistica nata nel 2016 con lo scopo di promuovere e diffondere la tradizione della tarantella garganica e la tutela degli usi e costumi del territorio locale. Una tarantella che pone l’accento sulle melodie, cantando i racconti di vita e lavoro dei pastori.

In soli tre anni di attività La Vestesène ha portato la tarantella garganica in giro per tutta la Puglia, da Rodi Garganico a Vieste dove nella splendida spiaggia di Pizzomunno hanno suonato per la collegata rassegna musicale "Serenata allaTarantella”, da Ruvo di Puglia a Ischitella e Sannicandro di Bari. La Vestèsene ha varcato i confini regionali partecipando  alla rassegna I Padri Del Folklore di Ravenna. La formazione ricca e sfaccettata comprende il maestro Giovanni Dellefave (fisarmonica), Antonio Mandunzio (chitarra e voce), Maria Villani (violino), Luca Bosco (tamburello e pad), Carmen De Ronzo (voce), Lucrezia Laprocina (voce).

Ballerini Antonio Russo, Simona Russo, Costantina Coco, Marianna Cota, Clara Cota, Carmelina Di Giovanni, Carmen Ciuffreda.

 

Vittorio Sgarbi, Lectio magistralis - Nardò, 5 agosto

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi parlerà della “Eredità greco-bizantina nella cultura europea” nella sua lectio magistralis il 5 agosto a Nardò. Curatore di grandi mostre internazionali, scrittore,  autore, conduttore di trasmissioni televisive, uomo politico, “libero pensatore controcorrente e instancabile difensore dell'arte e della cultura” è nato a Ferrara l’8 maggio 1952. Sgarbi è laureato in Filosofia con specializzazione in Storia dell’Arte presso l’Università di Bologna, ed è stato funzionario assegnato alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Venezia. È stato docente di Storia delle Tecniche Artistiche presso l’Università di Udine (1984-1988) e di Storia della Fotografia presso l’Università di Bologna (1974-1978). È stato Commissario per le arti e il restauro architettonico della città di Padova di cui ha curato i cataloghi sulle mostre di Giotto e di Donatello. È stato direttore artistico del Festival di Asti Teatro nell’anno 2000. È stato Presidente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dal 1994 al 1996. È stato eletto deputato al Parlamento Europeo nel 1999.È stato eletto deputato al Parlamento italiano nel 2001 ed è stato Sottosegretario ai Beni Culturali.   Nel 2003 è stato nominato, con decreto ministeriale, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 2005 è Alto Commissario per la valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. È componente della Commissione consultiva del Prefetto per la Cattedrale di Noto. Da Maggio 2006 a Maggio 2008 ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Milano. Il 30 giugno 2008 è stato eletto Sindaco del comune di Salemi. Dal 2018 è sindaco di Sutri. Nel 2010 è stato nominato Soprintendente del Polo Museale di Venezia. Nel 2011 ha curato il Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d'Arte alla Biennale di Venezia, dal titolo “L'Arte non è cosa nostra”, allargando la mostra la mostra in 27 capoluoghi italiani in onore del 150esimo dell'Unità d'Italia. A curato le mostre: Rinascimento Segreto a Pesaro, Urbino e Fano; Lotto, Artemisia, Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi al Castello di Novara; Il Museo della Follia. Da Goya a Bacon al MuSa di Salò; Seduzione e potere. La donna nell'arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo alla Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino; Da Giotto a Morandi. Tesori d'arte di fondazioni e banche italiane a Palazzo Baldeschi di Perugia.

Ultima modifica ilMercoledì, 21 Agosto 2019 10:45
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