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Il Corpo di Ballo
Anima danzante del Salento
Il Corpo di Ballo della Notte della Taranta
Il Corpo di Ballo della Notte della Taranta è parte integrante dell’identità artistica della Fondazione e del Concertone di Melpignano. Protagonista della componente coreutica dell’evento, la coreografia interpreta e valorizza il repertorio musicale tradizionale attraverso una grammatica che fonde i codici della pizzica con linguaggi contemporanei. La danza, elemento rituale e simbolico della cultura popolare salentina, trova così una nuova dimensione scenica, diventando narrazione, visione e partecipazione collettiva.
DAL 2014
Un laboratorio coreografico che si rinnova
Dal 2014 la Fondazione La Notte della Taranta ha avviato un percorso di valorizzazione coreografica del Concertone affidando, ogni anno, la direzione a un coreografo di rilievo – invitato a sviluppare un progetto originale in dialogo con la musica popolare. Hanno lavorato alle coreografie, tra gli altri, Miguel Ángel Berna, Roberto Castello, Luciano Cannito, Davide Bombana, Massimiliano Volpini, Sharon Eyale, il più pop Emanuele Cristofoli (in arte Laccio) e il salentino Fredy Franzutti.
Il Corpo di ballo prende forma attraverso la convocazione di danzatori di pizzica e danze tradizionali affiancati da ballerini provenienti da altri ambiti coreutici, scelti in base alla visione artistica del coreografo.
Una compagine in trasformazione è costruita annualmente per dare forma a un’idea coreografica nuova in armonia con la versione che il maestro concertatore propone. Questo approccio consente di conferire alla danza un ruolo autonomo e strutturato, capace di dialogare in modo paritetico con la musica. La coreografia interpreta ed elabora in chiave contemporanea ed evocativa i suoni antichi e gli arrangiamenti moderni.
TRADIZIONE E LINGUAGGI CONTEMPORANEI
Un repertorio in continua trasformazione
Il progetto coreografico del Concertone si fonda su un equilibrio dinamico tra memoria e innovazione. Ogni anno, il linguaggio del coreografo incontra le radici della tradizione salentina, reinterpretandole attraverso estetiche che spaziano dalla danza contemporanea, alle formalità accademiche, alla danza urbana fino alle avanguardie eclettiche del Teatro Danza.
I riti, i simboli e i temi della tradizione – dal tarantismo alla ritualità festiva, dalle danze di corteggiamento ai canti di lavoro e di protesta – vengono trasformati in quadri visivi che restituiscono alla pizzica il suo valore antropologico e culturale.
Attraverso il lavoro dei danzatori la pizzica e le danze popolari diventano un linguaggio scenico capace di parlare ad un pubblico trasversale, creato con l’obiettivo di avvicinare anche generazioni e culture lontane dal contesto originario.
Visioni in movimento




































