Il Corpo di Ballo

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Anima danzante del Salento

Il Corpo di Ballo della Notte della Taranta

Il Corpo di Ballo della Notte della Taranta costituisce parte integrante dell’attività artistica della Fondazione La Notte della Taranta e del Concertone di Melpignano. La sua ricerca coreografica si sviluppa lungo una duplice direttrice: da un lato la ricostruzione creativa, dall’altro la rilettura del repertorio coreutico tradizionale.

La danza, elemento rituale e simbolico della cultura popolare salentina, trova così una nuova dimensione scenica, trasformandosi in narrazione, visione e partecipazione collettiva.

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DAL 2014

Un laboratorio coreografico che si rinnova

Dal 2014 la Fondazione La Notte della Taranta ha avviato un percorso di valorizzazione della dimensione coreografica del Concertone, affidandone la direzione a un coreografo di rilievo nazionale e internazionale, chiamato a sviluppare un progetto originale in dialogo con la musica popolare. Nel corso degli anni si sono succeduti, tra gli altri, Miguel Ángel Berna, Roberto Castello, Fabrizio Mainini, Luciano Cannito, Massimiliano Volpini, Davide Bombana, Sharon Eyal, Thomas Signorelli, Irma Di Paola, Francesca Romana Di Maio, Emanuele Cristofoli (in arte Laccio) e Fredy Franzutti, che dal 2025 ricopre anche il ruolo di coreografo residente della Fondazione.

Il Corpo di Ballo prende forma ogni anno attraverso la selezione di danzatori di pizzica e delle danze tradizionali, affiancati da interpreti provenienti da altri linguaggi coreutici, individuati in funzione della visione artistica del coreografo. Si configura così una compagnia in continua trasformazione, costruita annualmente per dare forma a un progetto coreografico in sintonia con la lettura musicale proposta dal Maestro Concertatore.

Questo approccio restituisce alla danza un ruolo autonomo e strutturato, capace di dialogare con la musica e di riaffermare il movimento come principio fondante del fenomeno del tarantismo e della sua espressione nella danza sociale. È il “ciclo coreutico”, secondo la definizione di Ernesto De Martino, a costituire il nucleo dinamico di questa relazione. La coreografia ricostruisce, evoca, interpreta e rielabora in chiave contemporanea tanto i suoni della tradizione quanto gli arrangiamenti contemporanei.

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TRADIZIONE E LINGUAGGI CONTEMPORANEI

Un repertorio in continua trasformazione

Il progetto coreografico del Concertone si fonda su un equilibrio dinamico tra memoria e innovazione. Il linguaggio del coreografo incontra i saperi coreutici e musicali della tradizione salentina, reinterpretandoli attraverso estetiche che spaziano dalla danza contemporanea alle forme accademiche, vicine alle ricostruzioni folkloriche e di carattere, dalla danza urbana fino alle più eclettiche esperienze del teatrodanza.

Riti, simboli e temi della tradizione – dal tarantismo alla ritualità festiva, dalle danze di corteggiamento ai canti di lavoro e di protesta – vengono trasformati in quadri scenici che restituiscono alla pizzica il suo profondo valore antropologico, storico e culturale.

Attraverso il lavoro dei danzatori, la pizzica e le danze popolari diventano un linguaggio scenico capace di parlare a un pubblico trasversale, con l’obiettivo di coinvolgere anche generazioni e culture lontane dal contesto originario, confermandone la vitalità e l’universalità espressiva.

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Visioni in movimento

I coreografi del Concertone

Nel 2014 l’ideazione coreografica viene affidata allo spagnolo Miguel Ángel Berna, interprete della jota aragonese, che inaugura una visione interculturale della danza popolare, introducendo contaminazioni destinate ad ampliare il vocabolario della pizzica e a lasciare tracce significative nella rappresentazione della figura femminile e nelle dinamiche delle danze di corteggiamento e di sfida.

Nel 2015 Roberto Castello, tra i pionieri della danza contemporanea italiana, porta sul palco una lettura sperimentale del ritmo e del corpo. Nel 2016 Fabrizio Mainini orienta il proprio lavoro verso una spettacolarizzazione del legame tra danza e tradizione salentina, rendendolo accessibile a un pubblico sempre più ampio. Nel 2017 Luciano Cannito introduce elementi della danza classica e accademica, con la partecipazione di Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala di Milano.

Nel 2018 Massimiliano Volpini coniuga il rigore della formazione classica con una sensibilità contemporanea. Nel 2019 Davide Bombana propone una visione classica e raffinata del gesto coreutico, insieme ai solisti del Teatro Massimo di Palermo.

Nel 2020 Sharon Eyal, in dialogo con la maison Dior, fonde avanguardia visiva e tensione emotiva, dando vita a una delle edizioni più poetiche del Concertone, con la partecipazione del primo ballerino del Balletto Nazionale del Canada Darren Devaney. Nel 2021 la direzione coreografica è affidata a Thomas Signorelli, che introduce il linguaggio delle danze urbane. Nel 2022 Irma Di Paola sviluppa una scrittura televisiva capace di fondere linguaggi pop e tradizione. Nel 2023 Francesca Romana Di Maio, coreografa della televisione, concentra il proprio lavoro sull’espressività del corpo e sulla costruzione dell’immagine scenica.

Nel 2024 la direzione coreografica viene affidata a Emanuele Cristofoli, in arte Laccio, figura di riferimento della danza urbana e del videoclip italiano, che introduce energici codici espressivi, ridefinendo in nuovi ambiti il disegno coreografico del Concertone.

Dal 2025 Fredy Franzutti inaugura una nuova fase del progetto, riportando al centro una dimensione teatrale e narrativa. Attraverso la ricostruzione di costumi storici e l’impiego di un linguaggio coreografico contemporaneo, il suo lavoro restituisce sulla scena contesti sociali, rituali ed emotivi radicati nella cultura del Mezzogiorno e dell’area mediterranea, riaffermando il valore della memoria come materia viva della creazione artistica.