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Festival Itinerante
il più grande festival itinerante d'italia
Il Festival Itinerante:
la musica che unisce il Salento
Il 24 agosto 1998 le piazze dei Comuni della Grecìa Salentina risuonano al ritmo della pizzica pizzica: si esibiscono i gruppi che interpretano il repertorio tradizionale. Alla conclusione dei concerti della “ragnatela”, si corre tutti a Melpignano, dove, fino a notte, in Piazza San Giorgio, si tiene il concerto finale.
Nasce così la Notte della Taranta, come un evento capace di unire, in un’unica giornata, tutte le piazze dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina. Una formula, quella della “ragnatela”, che si replica anche nell’edizione del 1999, per poi evolversi, dal 2000, nel Festival Itinerante articolato su più date, nei giorni che precedono il concerto finale a Melpignano che, già dalla terza edizione, attira un pubblico così vasto da non poter più essere accolto nella sola Piazza San Giorgio.
Sui palcoscenici di Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino si alternano gruppi storici come il Canzoniere Grecanico Salentino, gli Officina Zoè, gli Alla Bua, gli Zimbaria e molti altri. Il legame con la tradizione resta saldo, con l’obiettivo di salvaguardare e rafforzare, nelle comunità locali, la conoscenza del repertorio, preservandolo dall’oblio. Col tempo, però, anche tra le tappe del Festival Itinerante si fa strada la sperimentazione: la pizzica diventa terreno d’incontro con altri generi e altre culture, grazie a progetti speciali
la Grecìa Salentina
Territori, comunità e identità
Nei primi anni Duemila entrano tra le tappe del Festival il capoluogo del Salento, la città di Lecce, e Galatina, culla del tarantismo storico. Successivamente il Festival raggiunge nuovi territori, talvolta spingendosi fuori provincia. Nel 2022, per la prima volta, una serata del Festival si svolge nel Brindisino, a San Vito dei Normanni.
Oggi il festival itinerante comprende 20 tappe: Corigliano d’Otranto, Carpignano Salentino, Calimera, Sogliano Cavour, Cursi, Galatone, Nardò, Cutrofiano, Marina di Sant’Andrea, Ugento, Sternatia, Martignano, San Cataldo, Soleto, Zollino, Galatina, Castrignano de’ Greci, Martano, Galatina, Alessano.
la comunità
Un fenomeno identitario condiviso
Sin dall’inizio La Notte della Taranta ha posto al centro la comunità: il Festival è nato “dal basso”, dalla volontà dei Comuni della Grecìa Salentina di valorizzare il proprio patrimonio immateriale, e su quel territorio continua a basarsi. Nei giorni del Festival l’intero Salento si mobilita: associazioni culturali, gruppi di volontariato e semplici cittadini contribuiscono ad accogliere le migliaia di visitatori che seguono la carovana della Taranta da un paese all’altro. L’impatto sul territorio è significativo sia dal punto di vista economico (con presenze turistiche che riempiono le strutture ricettive e richiamano l’attenzione mediatica internazionale sulla regione) sia soprattutto sul piano socio-culturale.
In 25 anni la pizzica è passata dall’essere espressione di pochi appassionati a diventare un fenomeno identitario condiviso da tutta la comunità salentina: «Non c’è festa, ricorrenza o rito nei nostri borghi senza pizzica; non c’è turista che arrivando qui non chieda di ballare e ascoltare il nostro ritmo». Questo ritmo, un tempo relegato alle ronde spontanee, è oggi il simbolo di un territorio rinato culturalmente. La “febbre” della Taranta ha portato tanti giovani a riavvicinarsi alle proprie radici imparando a suonare il tamburello o a danzare la pizzica e al tempo stesso ha aperto il Salento al dialogo con musicisti di tutto il mondo, grazie alle numerose collaborazioni internazionali sviluppatesi anche durante le tappe itineranti.
taranta talk
Taranta Talk
Nel programma del Festival Itinerante trovano anche spazio eventi come i Taranta Talk. Una serie di incontri culturali che precedono i concerti serali nelle varie tappe. In ogni Taranta Talk un ospite diverso (scrittori, filosofi, antropologi, musicisti) dialogano sul palcoscenico su temi legati alla musica popolare, all’identità e all’attualità, coinvolgendo il pubblico in un momento di riflessione prima della festa danzante. Questa innovazione ha portato il dibattito d’idee nelle piazze del Festival, portando la parola e la riflessione accanto alla musica. Una “ragnatela” in cui arte, teatro, dibattiti e danza si incontrano: il festival itinerante diventa così non solo un circuito di concerti, ma un presidio culturale, fatto di musica, tradizione, dialogo.









































