Gli organi della Fondazione

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Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta

PRESIDENTE
foto di massimo bray presidente del cda notte della taranta

Massimo Bray

Massimo Bray è direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani dal 2015, dopo essere stato responsabile della sezione di Storia moderna della Piccola Treccani (dal 1991) e direttore editoriale (1994-2013). In questo ruolo ha seguito anche l'apertura dell'Istituto al mondo digitale.
Il 28 aprile 2013 è stato nominato Ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del Governo presieduto da Enrico Letta. Come Presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, si è occupato delle edizioni 2017 e 2018 del Salone del Libro di Torino. Dal 2019 al 2021 ha insegnato Storia dell’editoria presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dal 19 novembre 2020 al 21 novembre 2021 è stato Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Alla voce Cultura. Diario sospeso della mia esperienza di Ministro (Manni, 2019); Il ruolo della cultura nel governo del territorio. Lectio magistralis di Massimo Bray (a cura di A. Mazzette, S. Mugnano – Franco Angeli, 2020). Dopo aver ricoperto lo stesso incarico dal 2010 al 2013, oggi è Presidente della Fondazione La Notte della Taranta, organizzatrice del più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla fusione con altri linguaggi musicali.

CONSIGLIERI

Valentina Avantaggiato
Addolorata Anna Manti
Graziano Vantaggiato

REVISORI

Roberto Murri
Damiano D’Autilia
Carmelina Danieli

COMITATO SCIENTIFICO
Daniela Castaldo
Foto di Daniela Castaldo presidente del comitato scientifico ndt

Daniela Castaldo - Presidente

Dopo un percorso di studi classici (Laurea in lettere classiche presso l’Università degli studi di Bologna, 1989) e musicali (Diploma di pianoforte, 1987), ha conseguito il dottorato in archeologia classica presso l’Università di Losanna (2000). È presidente di MOISA - The International Society for the Study of Greek and Roman Music and its Cultural Heritage e co - direttrice scientifica di DEUMM Online. Dal 1995 al 2001 è stata docente a contratto per il corso di Iconografia musicale presso L’Università di Bologna, sede di Ravenna. Dal 2002 insegna all'Università del Salento dove attualmente è professore ordinario di Musicologia e storia della musica. I suoi temi di ricerca riguardano la musica nell’Antichità classica, soprattutto secondo una prospettiva iconografica e archeologica; l’iconografia musicale e la ricezione dei temi figurativi classici in età rinascimentale e nell’Inghilterra vittoriana; la storiografia della musica per film.

Foto di Sandro Cappelletto membro del comitato scientifico ndt

Sandro Cappelletto

Scrittore e storico della musica, Sandro Cappelletto è nato a Venezia nella seconda metà del Novecento. Laureato in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con il maestro Robert Mann.
Tra le sue principali pubblicazioni, la prima biografia critica di Carlo Broschi Farinelli (La voce perduta, EDT, 1995), un saggio su Gaetano Guadagni (Nuova Rivista Musicale Italiana, 1993), un'inchiesta politica sugli enti lirici italiani (Farò grande questo teatro!, EDT 1996). Esce nel 2006 Mozart - La notte delle Dissonanze (EDT), libro dedicato al misterioso Adagio introduttivo del Quartetto per archi K465. Dal libro nasce, assieme al Quartetto Savinio, un fortunato concerto-racconto. Per la Storia del teatro moderno e contemporaneo (Einaudi, 2001) ha scritto il saggio Inventare la scena: regia e teatro d’opera

Nel 2002, con Pietro Bria, dà alle stampe Wagner o la musica degli affetti (Franco Angeli), raccolta di riflessioni e interviste di Giuseppe Sinopoli, di cui nel 2006 cura Il mio Wagner – il racconto della Tetralogia (Marsilio). Nel 2008 l’Accademia Perosi di Biella pubblica L’angelo del Tempo, volume dedicato al Quartetto per la fine del Tempo di Olivier Messiaen.
È autore di programmi radiofonici e televisivi (crea la trasmissione di Rai-Radio Tre Momus, realizza per Rai 3 un film televisivo su Maurizio Pollini, scrive e conduce per Rai 5 il programma Inventare il tempo).
I suoi libretti per il teatro musicale sono nati dalla collaborazione con significativi compositori italiani, tra i quali Claudio Ambrosini, Daniele Carnini, Luca Lombardi, Azio Corghi. Intensa la collaborazione con Matteo D’Amico. Con Fausto Sebastiani scrive Il paese degli uomini integri (2017), melologo dedicato alla memoria del presidente del Burkina-Faso Thomas Sankara. Per la musica di Michelangelo Lupone dà vita, e con il coro di voci bianche dell’Accademia di SantaCecilia, a ‘Nkodi (Mio figlio è un feticcio) – Cantata per i bambini accusati di stregoneria (2018). Anche in queste occasioni è interprete in scena dei propri testi. In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, porta in scena, con Coenobium Vocale, la cantata La Grande Guerra vista con gli occhi di un bambino.
Collabora con l’Ensemble madrigalistico De Labyrintho per uno spettacolo dedicato a CarloGesualdo. Esce nel 2014 Da straniero inizio il cammino–Schubert, l’ultimo anno (Accademia Perosi), volume dedicato all’estremo periodo creativo di Schubert. Nel 2016 il Saggiatore pubblica I quartetti per archi di Mozart. Cura ed è direttore scientifico delvolume Musica per la collana Il contributo dell’Italia alla storia del pensiero (Treccani, 2018). Nel 2021 fa parte della giuria FENIARCO per il concorso riservato alla migliore interpretazione corale di un brano ispirato alla figura di Dante Alighieri, Del 2020 è Mozart. Scene dai viaggi in Italia (ilSaggiatore). Traduce e commenta Il Testamento di Heiligenstadt e Quaderni di conversazione di Ludwig van Beethoven (Einaudi 2022). Su invito di Giuseppe Sinopoli ha diretto il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma. Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ne è stato direttore artistico dal 2009 al 2013. Giornalista professionista. È Accademico di Santa Cecilia.

 

Maria Conforti La Notte della Taranta

Maria Conforti

Maria Conforti insegna Storia della medicina alla Sapienza, Università di Roma. Dirige il Museo di Storia della medicina della Sapienza. Ha lavorato sulla storia intellettuale e sulla storia della scienza e della medicina in Italia in età moderna, con particolare riguardo alla storia della comunicazione scientifica (accademie, periodici) e alla medicina pratica (chirurgia, medicina delle donne). Si è inoltre occupata di storiografia della medicina tra il Seicento e il Novecento.

Serena Facci membro del comitato scientifico notte della taranta

Serena Facci

È Professore Associato presso il Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha studiato Etnomusicologia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”, discutendo la sua tesi sui canti a due parti nella tradizione rurale italiana con il Prof. Diego Carpitella nel 1980. Nello stesso anno ha conseguito il Diploma di Canto presso il Conservatorio di Musica di Frosinone. Le sue prime ricerche sul campo e i suoi primi articoli sono sulla polifonia orale italiana. Nel 1985 ha incontrato Francesco Remotti, professore di Antropologia Culturale nell’Università di Torino ed è diventata membro della Missione Etnologica Italiana in Africa Centrale da lui fondata e diretta.

Con questo gruppo di studiosi ha svolto ricerche in Africa Centro – Orientale: Zaire (1986,1988 sulla musica nande del Nord Kivu), Burundi (1993), Tanzania (sulla musica haya), Uganda (2003, 2005, 2007 sulla musica Konzo). Sui repertori tradizionali di questa area ha scritto molti articoli, curato un CD per gli Archives International de Musique Populaires e realizzato un documentario sulle danze dei Banande (Danze nande) con la dott. Cecilia Pennacini. Nello stesso periodo è stata docente di Educazione Musicale nelle scuole statali. Negli anni ’90 ha incentrato la sua attenzione sull’Etnomusicologia applicata alla idattica e sull’educazione musicale interculturale. Su questi argomenti ha pubblicato due libri (Capre, Flauti e re: musica e confronto interculturale a scuola, EDT 1997, il libro Chant d’Italie , con Gabiella Santini, Cité de la Musique 2012) e diversi articoli.

A partire dal 2005 si è occupata di popular music svolgendo ricerche sulla musica applicata (suonerie telefoniche, musica nelle palestre) e sulla storia della canzone (Il festival di Sanremo. Parole e suoni raccontano la nazione, con Paolo Soddu, Carocci 2011). Dal 2013 coordina un gruppo di ricerca su Musiche liturgiche delle comunità immigrate di Roma(PRIN, Consolidate the Foundation), raccogliendo una consistente documentazione audiovisuale e interviste. Ha presentato interventi in diversi convegni in Italia e all’estero.È stata docente a contratto presso le Università della Basilicata (1994) e di Lecce (1998, 1999). Nel 2001 è diventata ricercatore presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, dove ha tenuto i corsi di Etnomusicologia e Musiche popolari contemporanee. Ora insegna Etnomusicologia e Studi di Popular Music presso l’Università di Roma 2 “Tor Vergata”, è membro di società scientifiche (ESEM; ICTM), del Comitato Scientifico dell’IstitutoInterculturale di Studi Musicali Comparati (Fondazione Cini-Venezia), e del comitato scientificodelle riviste Analitica online e Per Archi.

Francesco Giannachi La Notte della Taranta

Francesco Giannachi

È professore ordinario di Civiltà bizantina presso l’Università del Salento dove insegna anche Letteratura della Grecia moderna e delle minoranze ellenofone. Si è laureato il Lettere nel 2004 con una tesi in Letteratura greca dal titolo La colometria delle Pitiche di Pindaro, per la quale nel 2009 gli è stato assegnato dal Dipartimento di Filologia Classica e Scienze Filosofiche dell'Università del Salento il 'Premio di Laurea Carlo Prato'. Nel giugno 2007 si è diplomato in paleografia e codicologia greca press o la Scuola di Paleografia dell'Archivio Segreto Vaticano. Nel 2009 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Civiltà greca e romana presso l'Università del Salento, discutendo una tesi dal titolo La colometria dell'Edipo Re di Sofocle.

Si occupa della tradizione dei testi greci (antichi, medievali e moderni). Studia la metrica greca, la ricezione di quest’ultima nel  Medioevo bizantino ed i problemi relativi alla trasmissione delle sezioni corali della tragedia (in particolare Sofocle) e della lirica corale (Pindaro). Approfondisce temi connessi con la storia dell’agricoltura e della medicina popolare in età antica, bizantina e post-bizantina (ha tradotto e commentato il IX libro dei Geoponica attribuiti a Cassiano Basso e si occupa del Γεωπονικόν del monaco di origine cretese Agapio Lando [XVI-XVII s] e dei testi iatrosofici tardo-bizantini e neoellenici). Studia la storia dell’istruzione bizantina nei suoi vari livelli, da quello elementare aquello superiore. Lavora attualmente all’edizione critica delle glosse interlineari e degli scolii diTommaso Magistro, Manuele Moscopulo e Demetrio Triclinio a Pindaro, che in parte necessitano una editio princepse di alcuni commentarii inediti alle Olimpiche di Pindaro d’età post-bizantina,con particolare riferimento agli scolii ed alle glosse scritti da Sevastos Kyminites (XVII s.).

Nell’ambito degli studi sulla grecità bizantina della Terra d’Otranto ha curato l’edizione di epigrafi greche risalenti al XVs. e studia le scuole di greco presenti nel Salento durante i secoli XIV-XVI, approfondendo le figure di Stefano Neretino, Nicola da Soleto, Giorgio De Alexandris da Corigliano e Sergio Stiso da Zollino.
Ha tenuto lezioni e relazioni a convegni a Roma, Urbino, Washington, Leeds, Belgrado, Jena,Vienna, Stoccolma, Tessalonica, Atene, Padova, Torino.Fa parte del comitato scientifico della ‘Scuola di metrica e ritmica greca’ organizzata dall’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’; è redattore della rivista scientifica RUDIAE. Studi sul mondo antico,(Università del Salento) e della rivista Medioevo Greco (Università di Torino, in fascia Anella classifica ANVUR); è membro del comitato scientifico della rivista Studi sull’Oriente Cristiano; è membro dello Editorial Board della serie Picturing the Middle Ages and Early Modernity, Trivent Publishing (Buapest); è segretario del CE.S.MI.L. (Centro studi sulle minoranze linguistiche di Puglia) attivo presso l’Università del Salento. È membro del comitato scientifico/direttivo del Centro Studi medievali dell’Università del Salento. È membro, inoltre, del collegio dei docenti del dottorato di ricerca in Lingue, letterature, culture e loro applicazioni presso l’Università del Salento, della Consulta universitaria per la Civiltà bizantina e la Letteratura neogreca (membro del Direttivo dal 25 gennaio 2023), dell’Associazione italiana di Studi Bizantini, dell’Associazione nazionale di Studi Neogreci (membro del Direttivo da gennaio 2025).

Enza Pagliara La Notte della Taranta

Enza Pagliara

Enza Pagliara è una delle voci più autorevoli della musica tradizionale del Sud Italia e figura di riferimento a livello internazionale nel panorama della riproposta musicale del Mezzogiorno. Cresciuta a Torchiarolo, al confine tra le province di Brindisi e Lecce, ha sviluppato una carriera ventennale intrecciando l’attività artistica con una profonda ricerca etnomusicologica sul campo. Interprete intensa e appassionata, ha saputo innovare il patrimonio orale del Salento, rendendolo accessibile e vitale per pubblici di tutto il mondo. Alla sua attività di cantante affianca un instancabile lavoro di documentazione dei canti di tradizione orale, frutto di campagne di ricerca in Puglia e in tutta Europa, in collaborazione con istituzioni accademiche e figure centrali come Giovanna Marini.

È ideatrice e direttrice di progetti culturali che mettono in dialogo le tradizioni musicali del Sud Europa, come Festa Adriatico Balcanica, selezionato per l’Expo Osaka 2025 e presentato in anteprima alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara. Pagliara è anche fondatrice, insieme a Dario Muci, dell’etichetta indipendente Nauna Cantieri Musicali, che si dedica alla valorizzazione e diffusione dei documenti sonori legati alla cultura orale e ai canti tradizionali. Attraverso concerti, produzioni discografiche, spettacoli e attività editoriali, contribuisce alla trasmissione viva e consapevole di un patrimonio musicale che è, prima di tutto, memoria collettiva.