Festival 2026

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festival itinerante 2026

Le vie del Mediterraneo

Nel Mediterraneo si incrociano millenni di storie: popoli che si sono incontrati, intrecciati, che hanno scambiato lingua, musica, danze, credenze, usanze e pratiche. “Mare nostrum” nel suo senso più autentico: spazio condiviso, di tutti e di nessuno, lontano da ogni logica di dominio. «Non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte», scriveva Fernand Braudel. È questa l’idea attorno a cui si costruisce la ventinovesima edizione de La Notte della Taranta.
Venti piazze che si trasformano, sera dopo sera, in altrettanti porti: pronti ad accogliere artisti venuti da lontano e chi dal Salento porta nel mondo la propria voce. Le vie del Mediterraneo è il tema del Festival Itinerante 2026 de La Notte della Taranta: un itinerario immaginario che apre le rotte su un mare antico e fa di ogni tappa un incontro tra culture, lingue e tradizioni che si riconoscono, si intrecciano, si rinnovano.

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Ritmi di una TERRA MEDITERRRANEA

Musica, danza, parola

Le Vie del Mediterraneo diventano vie musicali e culturali, percorse da diverse generazioni, come testimonia la presenza di molte giovani formazioni all’interno di questa edizione del Festival. 

Venti rotte immaginarie che attraversano il Mediterraneo per celebrare la naturale tendenza all’incontro del Salento, fanno del Festival, sera dopo sera, una realtà in grado di evocare mondi affini o differenti in cui la parola, la danza e la musica guardano alla cultura popolare, al ritmo dei tamburelli.

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DAL 30 LUGLIO al 23 AGOSTO

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2026 Luglio

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20 TAPPE

Tra culture, lingue e sonorità che uniscono il Salento al resto del mondo

I Bab L’ Bluz portano in piazza le sonorità marocchine attraversate da una forte componente elettronica, in un dialogo tra suoni antichi e linguaggi contemporanei. Antonio Castrignanò, il Canzoniere Grecanico Salentino, Enza Pagliara, Dario Muci, Antonio Amato sono alcuni degli ambasciatori della cultura e delle sonorità salentine, insieme all’Orchestra Popolare La Notte della Taranta e ai suoi danzatori. Tra le sorprese di questa edizione, Delia Buglisi che fa del dialetto la sua cifra stilistica, aprendo alle nuove generazioni un dialogo ideale con il Canto a Tenore Sardo, patrimonio immateriale dell’umanità. Le lingue minoritarie trovano voce in Ninfa Giannuzzi, per il griko, e in Salvatore Galeanda, per l’arbëreshë – testimonianze di una stratificazione culturale che il Salento continua a custodire. L’impegno della Fondazione per la trasmissione alle nuove generazioni è uno degli obiettivi più riconoscibili dell’edizione e si ritrova nelle molteplici formazioni di giovani presenti nel cartellone, come quella di Consuelo Alfieri e l’Orchestra Da Vinci, vincitrice del Bando Opera Prima riservato ai nuovi talenti. Torna al Festival Peppe Barra, figura amata e autorevole del teatro e della canzone del Sud, che quest’anno verrà insignito del Premio alla Carriera promosso dal Comitato Scientifico della Fondazione La Notte della Taranta. Cuore delle venti serate è il pubblico che con la Scuola di danza, in ogni piazza, dà il via alla festa aspettando la grande notte di Melpignano.
Abbiamo cercato di dare spazio a molte voci e a molti modi di attraversare questo patrimonio vivente. Non ci interessava definire una forma unica o stabilire una gerarchia ma osservare una pratica che si sedimenta e si trasforma di continuo. Il Festival è un luogo in cui la parola, il suono, la danza esprimono modi diversi di interrogare il presente.

Fabio Chiriatti e Renata Nemola
Coordinatori artistici del Festival Itinerante

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BANDO OPERA PRIMA

La taranta e l'universo femminile

In occasione dell’edizione 2026 del Festival Itinerante, la Fondazione ha indetto un concorso d’idee riservato a progetti artistici inediti di carattere musicale o multimediale – narrativo, teatrale, coreografico, visivo. L’intento è esplorare il legame profondo tra tarantismo e universo femminile, assumendo come riferimento ideale il volume Lettere da una tarantata dell’antropologa Annabella Rossi. Pubblicato nel 1970, il libro nasce dalla corrispondenza pluriennale dell’autrice con la tarantata Anna, “contadina nata in un paese della provincia di Lecce” che l’autrice incontra nella cappella di San Paolo a Galatina mentre lavora al seguito di Ernesto De Martino nella celebre ricerca sul tarantismo pugliese.