A San Cataldo la voce di Delia Buglisi incontra i nuovi suoni del Mediterraneo

Delia Buglisi porta a San Cataldo SICILIA BEDDA. I Mundial insieme a Rachele Andrioli, Rocco Nigro e Redi Hasa nel progetto “Radici Future”

Nella notte più attesa dell’estate, il Festival Itinerante arriva sul mare di San Cataldo, Marina di Lecce, con una tappa che mette in dialogo voci e sonorità provenienti da diverse sponde del Mediterraneo. Venerdì 14 agosto, dalle 20.00 sul Lungomare G. da Verrazzano, protagonista Delia Buglisi con SICILIA BEDDA, il suo personale racconto musicale della Sicilia, insieme a Radici Future, progetto che riunisce i Mundial con Rachele Andrioli, Rocco Nigro e Redi Hasa. Il programma accoglie anche la coreografia Kalinifta dell’Istituto Comprensivo Edmondo De Amicis, La Scuola di danza e il secondo appuntamento con il laboratorio dimostrativo sulla costruzione dei tamburelli a cornice.

Foto di Delia Buglisi

Tra le nuove voci della scena cantautorale italiana, Delia Buglisi porta sul palco di San Cataldo SICILIA BEDDA, un progetto profondamente legato alla sua terra d'origine, nel quale il dialetto siciliano diventa materia poetica e musicale di una scrittura contemporanea. Al centro delle sue canzoni c'è un'appartenenza che non guarda al passato con nostalgia, ma diventa il punto da cui raccontare il presente, insieme a uno sguardo sulla figura femminile attraverso storie di donne libere, consapevoli e determinate. Un universo sonoro personale che mette in relazione la Sicilia e il Mediterraneo con una sensibilità musicale contemporanea.

La Sicilia e il Salento sono due terre molto vicine, colonizzate dagli stessi popoli: le nostre tradizioni sono molto simili, la musica popolare condivide le stesse radici”dichiara Delia. “Sono cresciuta sulla riva ionica della Sicilia, che è la parte a mio avviso più vicina storicamente e anche a livello paesaggistico al territorio salentino. Il sole, il mare, il vento, sono elementi che caratterizzano le nostre terre e ci rendono simili anche solo nel vivere le nostre giornate, con lo stesso retrogusto di sorrisi, pieni, di vita vera. In un mondo in cui tutto va veloce e tutto cambia alla velocità di uno swipe”continua Buglisi“le radici diventano uno dei modi per ricordare ciò che siamo, un legame sicuro che non ci fa perdere in un mondo destinato a cambiare sempre più velocemente. La musica popolare è stata sottoposta nei secoli a cambiamenti linguistici, a nuovi stimoli. Si evolve ma tiene sempre la stessa matrice, quella della tradizione. È questa la sua forza. Molte volte ciò che appartiene al passato viene declassato, ma bisogna ricordare soprattutto ai giovani, come me, che è necessario convivere con ciò che sono le nostre tradizioni: i fiori più belli e più rigogliosi nascono sempre da radici forti.

Foto del gruppo Mundial

Un'altra traiettoria tra Sud e contemporaneità attraversa Radici Future, progetto che mette insieme la ricerca sonora dei Mundial, la voce di Rachele Andrioli, il violoncello di Redi Hasa, la fisarmonica di Rocco Nigro. Canti popolari e melodie migranti entrano in relazione con campionamenti e tessiture elettroniche, costruendo un repertorio nel quale il patrimonio musicale del Mediterraneo non è semplicemente riproposto, ma diventa materia aperta alla trasformazione e alla sperimentazione.

La danza coinvolge anche i più giovani con Kalinifta, la coreografia realizzata dagli alunni dell'Istituto Comprensivo Edmondo De Amicis sulle note del celebre canto griko.

Il lavoro nasce da un progetto didattico curato dalle insegnanti Ada De Carlo e Giovanna Pati sul patrimonio culturale del Salento, che ha coinvolto gli studenti in un percorso di trasmissione tra generazioni attraverso racconti, leggende, canti e pratiche coreutiche.

Come in ogni tappa del Festival, trova spazio anche La Scuola di danza, il progetto curato dai maestri e dai danzatori della Fondazione La Notte della Taranta, che accompagna il pubblico alla scoperta dei passi della pizzica pizzica attraverso il movimento individuale, il dialogo di coppia e la ronda, il cerchio collettivo nel quale la danza diventa esperienza condivisa.

A San Cataldo torna inoltre il laboratorio dimostrativo sulla costruzione dei tamburelli a cornice, con il secondo dei quattro appuntamenti curati da Biagio e Lorenzo Panico. La dimostrazione porta il pubblico dentro le diverse fasi di realizzazione dello strumento, dal montaggio della pelle sul cerchio alle tecniche, ai materiali e alle trasformazioni che hanno interessato il tamburello salentino, affiancando al lavoro artigianale il racconto della sua storia e della sua evoluzione.

Il Festival Itinerante prosegue domenica 16 agosto a Soleto.

Il viaggio nelle piazze e nei centri storici del Salento continuerà fino al 19 agosto, accompagnando il pubblico verso il Concertone di Melpignano di sabato 22 agosto sul piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani, con Ermal Meta Maestro concertatore e le coreografie di Fredy Franzutti. L’edizione 2026 si concluderà domenica 23 agosto nel centro storico di Galatina con La notte delle ronde.

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