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Cantiere La Notte della Taranta 2025
Cantiere La Notte della Taranta
testo e foto di Valeria Potì *
Sotto lo stesso cielo di Atlanti onirici
Premessa
Questo lavoro fotografico si configura come uno spin-off della fotografia di cantiere, spostando il focus dall’edilizia classica alle architetture temporanee degli eventi e delle produzioni musicali. L’obiettivo è documentare il “dietro le quinte dell’infrastruttura” dello spettacolo: un universo fatto di montaggi, maestranze, luci, calcoli ingegneristici e geometrie di metallo che precedono e rendono possibile l’evento live.
Il progetto muove i suoi primi passi da Melpignano, una scelta legata alle radici d’appartenenza e al valore simbolico che questo luogo incarna nel panorama della musica popolare e della performance dal vivo. Melpignano non è solo il punto di partenza geografico, ma la matrice identitaria da cui prende forma una vera e propria serie fotografica itinerante.
Dalle infrastrutture salentine, il percorso si svilupperà e amplierà successivamente verso altri grandi palchi della tradizione musicale italiana. L’opera si propone così di raccontare la metamorfosi degli spazi scenici: da luoghi di lavoro silenziosi e complessi a teatri collettivi di energia e condivisione, restituendo dignità visiva e artistica alla manodopera e al lavoro invisibile che sostiene il grande spettacolo dal vivo.
Agosto è il mare, è il sole che ti brucia il respiro.
Agosto è tempo di rallentare, prendere fiato, preludio alla volata dei mesi invernali.
Ma agosto è anche l’alba di un sogno che prende forma, una nuova avventura, un nuovo primo giorno di scuola, il caldo delle sette di mattina, le attese sospese alle due del pomeriggio.
Agosto per decine di operatori è il mese de La Notte della Taranta, il tempo dedicato alla costruzione di un’imponente architettura di acciaio e anima, la visione contemporanea di un tempio che accoglie il rito collettivo che omaggia la pizzica, le tradizioni salentine e, più semplicemente, lo stare uniti, vicini, sotto lo stesso cielo.
La Notte della Taranta è il più grande festival di musica popolare in Europa. Lo abbiamo visto crescere, espandendosi attraverso le visioni di chi lo ha guidato e l’arte di chi ne ha solcato il palco.
Ma se la grande magia della Notte si può compiere, lo si deve innanzitutto a chi non appare, a chi non vive gli onori del proscenio: a chi inizia a lavorare giorni prima per la costruzione del palco che animerà centinaia di migliaia di anime.
Per più di quindici giorni d’agosto, la lente dell’obiettivo ha condiviso con gli operai lo stesso orizzonte, la stessa polvere, la medesima luce, lo stesso cielo.
Queste immagini nascono per raccontare e omaggiare una storia non vista, per dare voce a protagonisti che non salgono sul palco perché il palco lo creano e idealmente lo sorreggono, come onirici Atlanti. Questi scatti sono un viaggio, personale ed oggi condiviso, nel cuore pulsante dell’organizzazione, un’immersione totale che va oltre le luci e i riflettori del concertone finale. Un privilegio accedere a questo cantiere d’arte e tecnica, per documentare la metamorfosi di uno spazio vuoto che si fa grandioso altare della tradizione, aprendo uno spettacolo per pochi allo sguardo di tutti.
Queste immagini sono la testimonianza che la vera grandezza di un evento come La Notte della Taranta risiede non solo nell’atto finale, ma nell’intensa, quasi rituale, preparazione che lo precede.
Esse disvelano la sacralità della fatica fondatrice che rende possibile la magia de La Notte della Taranta.
*fotografa, autrice delle immagini
bio
Valeria Potì
Valeria Potì, classe 1976, giornalista, consulente di comunicazione, fotografa.
Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2000, consegue poi la laurea in Scienze della Comunicazione e inizia a lavorare come consulente per privati e pubbliche amministrazioni. Successivamente trasforma la passione per la fotografia in professione. Nel 2013 approda in Afip International per seguire il consiglio e l’operato del grande Maestro Giovanni Gastel, che l’anno successivo la nomina referente per il Salento, ruolo che ha ricoperto sino al 2020.
Ha progettato ed avviato Officine della Fotografia e Officine magazine.
Autrice di progetti fotografici collettivi tra cui MH/TP, Borgo Pace e Con i tuoi occhi e individuali quali Palazzo BN, Monolite, Ultimo Miglio e VERDE/ORO.
Dal 2018 è una fotografa di cantieri.
“Sotto lo stesso cielo”: il valore del costruire insieme
di massimo bray *
Ci sono momenti in cui un’opera culturale si rivela prima ancora di andare in scena. Accade quando si osserva ciò che la precede, il lavoro che trasforma uno spazio vuoto in un luogo di senso.
Questo volume racconta, attraverso lo sguardo rigoroso e sensibile di Valeria Potì, la costruzione del palcoscenico del Concertone 2025 della Notte della Taranta: un processo che ha coinvolto oltre cinquecento persone tra artisti, tecnici e professionisti dello spettacolo. Un grande cantiere umano e professionale, fatto di competenze, responsabilità, gesti ripetuti e decisioni condivise. Un lavoro che precede la festa, ma che ne costituisce la condizione essenziale.
In un tempo in cui la cultura è spesso giudicata solo per il suo risultato finale, queste immagini ci riportano al valore del fare, del costruire insieme, del prendersi cura di un progetto comune. Ci ricordano che la Notte della Taranta non è solo l’evento che centinaia di migliaia di persone vivono dal vivo o attraverso la televisione, ma è prima di tutto una comunità di lavoro, un’esperienza collettiva che si fonda sulla fiducia reciproca e sulla responsabilità.
Lo sguardo di Valeria Potì – professionista abituata a leggere i cantieri, a coglierne la grammatica profonda – accompagna il lettore dal montaggio della struttura fino allo spettacolo finale. Non si sofferma sulle luci, ma sulla materia. In questo modo rende visibile chi non sale sul palcoscenico ma il palcoscenico lo rende possibile.
Sotto lo stesso cielo non è solo il titolo di questa edizione: è l’immagine che meglio descrive ciò che accade a Melpignano nei giorni che precedono il Concertone. Donne e uomini diversi per ruolo, provenienza e competenze lavorano fianco a fianco, condividendo lo stesso orizzonte. È lì che si costruisce, giorno dopo giorno, il senso profondo di questa manifestazione.
Questa pubblicazione è un invito a guardare la Notte della Taranta non solo come una festa – che resta tale, e deve restarlo – ma come un’opera collettiva che unisce tradizione e lavoro, memoria e futuro: Sotto lo stesso cielo.
*Presidente Fondazione La Notte della Taranta



























































