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Prosegue il Festival itinerante de La Notte della Taranta. 11 agosto a Zollino con lo spettacolo “Ribelle e mai domata” e il concerto degli Alla Bua

Parte con lo spettacolo “Ribelle e mai domata” la settima tappa del festival diffuso più grande d’Europa, il Festival itinerante de La Notte della Taranta, l' 11 agosto a Zollino.
Lo spettacolo curato da Bosio Teatromusica che vede tornare in scena il cast di “Mira la rondondella: musica, storie e storia dai Castelli romani”.  È un racconto familiare, che nasce dall’intervista di Alessandro Portelli alla famiglia Menichetti. L’intervista è tratta dal volume “Ribelle e mai domata. Canti e racconti di antifascismo e resistenza che contiene dodici interviste ad altrettante donne, che ricordano la propria esperienza sotto il fascismo, durante il conflitto e la resistenza, e propone un ampio repertorio di canti partigiani e antifascisti dell’area centro-meridionale. Nello spettacolo il racconto di Iva Manieri, moglie di Mario Menichetti, e delle sue cinque figlie, ripercorre le vicende biografiche di Mario e della sua famiglia: l’attività antifascista clandestina di Mario, la brutale repressione fascista e la morte di alcuni compagni di lotta, la condanna al confino a Ustica, la gioia per la caduta del fascismo e il terrore dei bombardamenti, le privazioni, la fame, le difficili e precarie condizioni abitative che segnarono la vita quotidiana della numerosa famiglia. Le vicende dei Menichetti si intrecciano con quelle complessive dell’Italia e di Roma, nei difficili anni del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Vengono poi presentati stornelli, canti rituali più noti, canzoni narrative e serenate d’amore, che pescano da un ampio repertorio popolare. Matilde D’Accardi e Gabriele Paupini, (voci narranti e canto) Sara Modigliani (voce narrante e canto) Roberta Bartoletti (organetto) Massimo Lella (chitarra) Gabriele Modigliani (chitarra).
“Ribelle e mai domata”, concerto Altra Tela, partirà alle 21.30 in piazza Sandro Pertini.
 
Spetterà invece al gruppo salentino degli Alla Bua, animare il concerto Ragnatela, alle 22.30 alla villa comunale. Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si formano inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Tra questi suoni si sono uniti i sei componenti del gruppo, provenienti da vari paesi del Salento (Casarano, Torrepaduli, Collepasso, Cavallino fino alla grica Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case e con la grande passione di suonarla, tramandarla e divulgarla. Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa.
 
Durante tutta la serata sarà possibile gustare la Sceblasti per la sezione Il Cibo della Taranta, in piazza Sandro Pertini. La Sceblasti (in grico ‘senza forma’) caratteristico pane condito, è un prodotto agroalimentare tradizionale, inserito dal 2006 nell’apposito elenco del Ministero delle Politiche Agricole. Nel laboratorio curato dalla Cooperativa Comunità Zollino saranno illustrati  origini e  storia del prodotto e gli ingredienti che lo compongono. La dimostrazione pratica della preparazione consentirà ai presenti di gustare la sceblasti che sarà cotta nel tradizionale forno a legna

FSE, NOTTE DELLA TARANTA: OLTRE 43 MILA POSTI OFFERTI PER RAGGIUNGERE IL CONCERTONE

Al Concertone della Notte della Taranta in treno e bus:

  • treni ordinari e straordinari da Lecce, Maglie e Nardò
  • collegamenti diretti in bus da Otranto, Tricase e Poggiardo
  • collegamenti in bus da San Foca, Gallipoli e Posto Rosso
  • orari consultabili su fseonline.it e trenitalia.com
  • si consiglia di acquistare in anticipo anche il biglietto di ritorno

Sono oltre 43 mila i posti (25 mila con treno e 18 mila con bus) offerti da Ferrovie del Sud Est quest’anno per raggiungere la manifestazione in programma a Melpignano sabato 25 agosto. Da metà pomeriggio fino all’alba di domenica ci saranno treni straordinari con partenze da Lecce, Maglie, Nardò e viceversa.

Previste corse dirette in bus da Otranto, Maglie, Poggiardo e Tricase e collegamenti in bus anche da Alliste - Posto Rosso, Gallipoli e San Foca.

Al ritorno tutti i bus diretti a Otranto, Poggiardo, Tricase, Alliste - Posto Rosso, Gallipoli e San Foca partiranno dal Megapark di Maglie. A partire da mezzanotte e mezzo sarà in funzione un servizio navetta tra Melpignano e il Megapark con frequenza ogni dieci minuti fruibile con il biglietto di ritorno.

Ferrovie del Sud Est ricorda che è consentito salire a bordo dei treni e dei bus solo se muniti di biglietto e consiglia di provvedere in anticipo all’acquisto anche per il ritorno. I biglietti sono in vendita sui canali di vendita Trenitalia e nelle biglietterie di stazione FSE.

Orari consultabili sui siti fseonline.it e trenitalia.com

Lectio magistralis di Philippe Daverio ad Acaya per la sesta tappa del Festival itinerante de La Notte della Taranta

Sarà lo storico dell’arte Philippe Daverio a dare il via alla sesta tappa del Festival itinerante de La Notte della Taranta, in programma il 10 agosto ad Acaya. Daverio terrà una lectio magistralis nella città ideale progettata e ristrutturata da Giangiacomo di Acaya, umanista, ingegnere e appassionato di matematica.

Nella notte di San Lorenzo si viaggerà nella storia con “La Puglia internazionale delle crociate. Cavalieri e dame del castello di Giangiacomo di Acaya”. 

Philippe Daverio è nato a Mulhouse,in Francia, la sua attività inizia nel capoluogo lombardo. Tre le gallerie d'arte moderna da lui inaugurate:  due a Milano e una a New York.  Specializzato in arte italiana del XX secolo, ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento. 
Commentatore per diversi giornali  tra cui Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, Avvenire, Giornale dell'Arte, National  Geographic, Touring Club, Vogue, si è sempre definito uno storico dell’arte e così viene scoperto dal pubblico televisivo di Rai 3. Dal 2001 al 2011 è stato autore e conduttore di Passepartout, diventato nel 2011 il Capitale, anno in cui ha anche realizzato la trasmissione Emporio Daverio per Rai5 , dedicata alla storia dell’arte nelle città italiane. Dal 2008 dirige per la casa editrice Giunti di Firenze la storica rivista Art e Dossier.  Tra le ultime pubblicazioni,  “La buona strada” di Rizzoli (2015), L’arte in tavola, Il gioco della pittura. Dal 2006 è professore ordinario di  “Sociologia dei processi artistici”. Dal 2014 al 2017 è stato Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano, e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense. Da maggio 2018 è membro del Cda della Fondazione Teatro alla Scala.

 L’appuntamento che rientra nella sezione Il Borgo Racconta, riservato con 300 posti a sedere agli spettatori che hanno proceduto a prenotazione, sarà spostato, dopo le numerosissime .richieste giunte in Fondazione, in piazza Castello, per permettere a tutti (non con posti a sedere),  l’ascolto della lectio magistralis di Daverio.

Alle 21.30, per i concerti Altra Tela, si esibiranno le B’net Houariyat femme de Marrakech, in piazza Giangiacomo alle 21.30. Cinque donne marocchine che cantano e danzano, al ritmo di strumenti a percussione, eseguendo musiche tradizionali della loro tribù d'origine, l'Houara (regione tra Taroudant e Tiznìt), dell'Hammada (piana del Dra'a), insieme a danze berbere e a repertori cittadini come l'`aità ("richiamo" seduttivo femminile) e lo cha'abi, stile popolare da cui ha avuto origine la musica raï. L’immagine femminile che si manifesta nell’arte musicale delle B’net Houariyat riflette la molteplicità dei modi di vivere l’Islam e la condizione femminile, al di là degli stereotipi, con emozione, humour e energia. Tra i temi delle loro canzoni: l'esaltazione dell'amore e della bellezza; il grido di protesta della giovane donna che rifiuta il matrimonio combinato con un uomo ricco e vecchio; la danza rituale della donna posseduta dai suoi spiriti.

Chiuderanno la serata, nella sezione concerti Ragnatela, in piazza Castello alle 22.30, i Petrameridie, con un concerto nel quale danza e musica si incontrano in una fusione di emozioni che riportano al ricordo ancestrale del Salento; sonorità etniche, atmosfere della tradizione popolare e moderni arrangiamenti.  Si presenta così Petrameridie, progetto culturale nato dall’incontro di musicisti, cantori, danzatori e ricercatori provenienti sia da diverse aree geografiche della Puglia che da differenti esperienze musicali. È  carattere del progetto, nonché dei suoi singoli componenti, il dialogare col linguaggio dei suoni e della danza, ognuno col proprio timbro, creando di volta in volta intensi momenti di musica e danza. Il concerto proposto dai Petrameridie è uno spettacolo finalizzato al coinvolgimento emotivo del pubblico: musica, danze e improvvisazioni formano una miscela esplosiva capace di suscitare la risposta di ogni platea.

Grande successo per la tappa ugentina del Festival. L’orchestra de La Notte della Taranta infiamma la piazza

 
Grande successo per la tappa ugentina del Festival itinerante de La Notte della Taranta.
 
Tre concerti di piazza, il primo dal sapore più intimista “Note di viaggio” di Pino Ingrosso, che si è esibito in via  Marchesi di Ugento, per la sezione Altra Tela. Un viaggio che scandisce modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo.
 
Due i concerti Ragnatela, in una piazza San Vincenzo gremita di gente si sono esibiti in casa I Calanti, gruppo legato alle sonorità tradizionali salentine, che ha portato in tutta la Puglia, in Italia e all’Estero il suono della tradizione di questa terra.
 
Le note struggenti di Sta calu lu sereno delle stelle, hanno dato il via alla esibizione de l’Orchestra popolare de La Notte della Taranta, sempre in piazza San Vincenzo. 
Lu zinzale ha fatto esplodere la piazza che ha ballato con Stefano Campagna e Lucia Scarabino, i due ballerini del corpo di ballo. Hanno infiammato il pubblico le voci di Antonio Amato e Enza Pagliara, che hanno ripercorso i canti d’amore del ricco repertorio dell’orchestra popolare.
 
L’incanto del violino di Giuseppe Astore ha avvolto il pubblico sulle note della Pizzica di Torchiarolo, accompagnato alle percussioni da Alessandro Monteduro, alla batteria da Antonio Marra, ai tamburelli da Roberto Chiga, alla mandola Gianluca Longo, alla chitarra classica, Attilio Turrisi; al basso, Valerio Bruno; ai mantici, Roberto Gemma; ai fiati, Nico Berardi; chitarra elettrica, Daniele Durante.
 
Stasera quinta tappa del festival a Cursi con le esibizioni de A  Renderchitte e degli Uaragniaun e Piero Balsamo.

A Cursi gli A Renderchitte e gli Uaragniaun con Piero Balsamo. Quinta tappa del festival itinerante de La Notte della Taranta

Quinto appuntamento nel ricco calendario di spettacoli prima del Concertone di Melpignano del 25 agosto che concluderà questa ventunesima edizione.

Due gli spettacoli, il primo, un concerto Ragnatela, con gli A Renderchitte, in piazza Pio XII alle 22.30.

Il gruppo di Castel di Lama nelle Marche, nasce nell’estate del 2008 da un’idea di sei giovani amanti della musica popolare del piceno dove il saltarello per secoli ha fatto da colonna sonora a tutte le feste rurali e tradizionali della comunità contadina. A Renderchitte, letteralmente significa “a piccolo granturco”, la varietà meno pregiata, destinato ad alimentare gli animali. Usando strumenti tipici della zona: tamburello marchigiano, fisarmonica classica, organetto a due, bassi, chitarra classica e caccavella, i musicisti hanno maturato negli anni un notevole seguito in tutta la vallata del Tronto. Nel loro repertorio ci sono spesso brani provenienti dalle registrazioni eseguite sul campo attraverso le testimonianze degli anziani della loro zona.

Componenti del gruppo: Reno Cicconi (tamburello marchigiano, voce) Guido Traini (voce, percussioni, e danza) Giuliano Acciarini (voce,organetto) Mirko Alesiani (organetto) Mauro Maurizi (voce e chitarra) Emidio Fulgenzi (fisarmonica e organetto).

Sempre per i concerti Ragnatela, alle 23.30 in piazza Pio XII, si esibiranno gli Uaragniaun con Piero Balsamo.

Gli Uaragniaun, originari di Altamura raccontano le ancestrali storie del popolo delle pietre, le miserie e le nobiltà dei ‘Cafoni all’inferno’: uomini, bestie ed eroi della civiltà contadina pugliese. Maria Moramarco è il cuore del progetto: è la ricerca e la voce. Componenti del gruppo con Moramarco, Luigi Bolognese (chitarra, mandoloncello) Silvio Teot (percussioni, voce) Filippo Giordano (violino, viola) Michele Bolognese (mandolino e tammorre) Nanni Teot (tromba, flicorno). Piero Balsamo, di Francavilla Fontana, sarà portatore delle tradizioni popolari e della loro conservazione.

Balsamo ha ideato il progetto Jazzabanna che vede la luce nel 2006. I musicisti alterneranno pizziche-pizziche, quadriglie, tarantelle e serenate, ai canti di lavoro e di fede, espressione di quella religiosità genuinamente partecipata dalle popolazioni del meridione d’Italia.

Antonio Castrignanò prova "Aria Caddhipulina" per il Concertone

Antonio Castrignanò, stamattina  al Centro Polivalente di Zollino ha provato uno dei brani più travolgenti della tradizione salentina: Aria Caddhipulina. Nella  nuova versione arrangiata dal  maestro  concertatore Andrea Mirò, il brano non perde il ritmo ipnotico della tarantella, anzi viene arricchito con nuove sonorità e contaminazioni etniche e rock.

 

Le prove proseguono a ritmo serrato per preparare il Concertone finale di Melpignano edizione 2018.

 

A Ugento l’Orchestra popolare de La Notte della Taranta. Quarta tappa del festival itinerante

La lucente Ugento fa da cornice alla quarta tappa del Festival itinerante de La Notte della Taranta.
 
Tre gli appuntamenti per la giornata dell’8 agosto, si parte alle 21.30 con i concerti Altra Tela e le “Note di viaggio”, dello spettacolo di Pino Ingrosso, in via  Marchesi di Ugento, alle 21.30. L’artista salentino ha ideato un viaggio teatrale musicale, un racconto leggero e brillante di un passato che ancora ci appartiene; un viaggio che scandisce modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo. La musica che impreziosirà lo spettacolo, è un carosello di sonorità mediterranee, figlie di tutte le dominazioni che hanno caratterizzato il Salento nel corso dei secoli. La maggior parte dei brani dello spettacolo, sono composti da Pino Ingrosso con la peculiarità di essere stati scritti in dialetto salentino e in italiano, proprio per essere maggiormente fruibili anche da un pubblico non squisitamente locale. Con Pino  Ingrosso si esibiranno Alessandro  Caione  (piano  elettrico  e  tastiere)  Silvio  Cantoro  (basso  acustico) Maurizio  Pellizzari   (chitarra  acustica) Nico  Berardi  (fiati) Alessandro  Monteduro (percussioni) Davide  Chiarelli  (batteria  e  tamburi) Daniela  Guercia  (voce recitante, cori) Deborah  De  Blasi (cori). 
 
A seguire per i concerti Ragnatela sarà la volta de I Calanti, in piazza San Vincenzo alle 22.30. Il gruppo attivo da vent’anni canterà le musiche tradizionali salentine. La formazione, di Ugento, ha portato in tutta la Puglia, in Italia e all’estero il suono della tradizione di questa terra affascinante. La band ha all’attivo anche due videoclip, di cui l’ultimo del 2016, girato nel bellissimo centro storico di Ugento. Recentemente, I Calanti hanno partecipato al cortometraggio “El libro blanco" della regista francese Isabelle Montoya, girato a Buenos Aires nel 2013, con la “Pizzica di San Vito”.
 
Alle 23.30 in piazza San Vincenzo si esibirà l’Orchestra Popolare "La Notte della Taranta”, il simbolo della cultura popolare contemporanea del Salento. Ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo e del ricco patrimonio musicale è chiamata a rappresentare la cultura italiana nei contesti internazionali più prestigiosi come, di recente, le Olimpiadi invernali di PyeonChang e il Charity Ball dell’OSCE. Il sound unico e inconfondibile, l’affascinante narrazione tra tradizione e modernità  della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello, la compattezza di una compagine composta da musicisti, cantanti e danzatori della scena popolare,  caratterizzano l’orchestra della ndt, la più acclamata e amata dal pubblico. Una qualità diventata il marchio della musica salentina con un repertorio capace di esaltare le radici, con un’identità del suono alla cui inconfondibile dolcezza dei canti d’amore e alla potente esecuzione delle pizziche, contribuisce non poco lo stile “Notte della Taranta”, un rito che si celebra ogni anno nel Concertone di Melpignano e che la band esporta nel mondo. 
 
Oggi composta da musicisti di pizzica e di musica popolare di tutta la Puglia, l’Orchestra è stata diretta da Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999), Joe Zawinul (2000), Piero Milesi (2001), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003); Ambrogio Sparagna (2004-2006); Mauro Pagani (2007-2009), Ludovico Einaudi (2010-2011), Goran Bregović (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017).  
In 20 anni l’Orchestra ha collaborato con Luciano Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gianna Nannini, Caparezza, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Enzo Avitabile, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Emma, Alessandra Amoroso, Nada, Tosca, Federico Poggipollini, Luciano Luisi,  Antonella Ruggiero, Alessandro Mannarino, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Alfio Antico, Sud Sound  System, Vittorio Cosma, Simone Cristicchi, Eugenio Finardi, Après La Classe, Boomdabash, Morgan, Ginevra Di Marco, Orchestra di Piazza Vittorio, Eva Quartet, Piero Brega, Radiodervish, Gavino Murgia, Mario Arcari,  Peppe Servillo, Lucilla Galeazzi, Piero Pelù, Davide Van De Sfroos, Giovanna Marini, Giovanni Lindo Ferretti, Francesco Di Giacomo, Gianni Maroccolo, Raiz, Nabil Salameh. Dall’estero: Stewart Copeland, Tony Allen, Paul Simonon, Gregory Porter, Concha Buika, Suzanne Vega, Noa, Dulce Pontes, Bombino, Yael Dechelbaum, Jerry Leonard, Tim Ries, Pedrito Martinez,  Lisa Fischer, Buena Vista Social Club, Andrea Echeverri, Anna Phoebe, Raúl Rodríguez, Roby Lakatos,  Justin Adams & Juldeh Camara, Joji Hirota & The Taiko Drummers, Mercan Dede & Secret Tribe, Diego El Cigala, Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede,  Les Tambours Du Burundi, Taraf De Haïdouks, Mira Awad, Z-Star, Angélique Kidjo, Richard Galliano, Badarà Seck.
 
La formazione dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta a Ugento è così composta: VOCE FEMMINILE Enza Pagliara; VOCE MASCHILE Antonio Amato. MUSICISTI:  Roberto Chiga, Gianluca Longo, Attilio Turrisi; Roberto Gemma; Antonio Marra; Valerio Bruno; Alessandro Monteduro; Nico Berardi; Giuseppe Astore e alla chitarra il direttore artistico, Daniele Durante. Ballerini: Lucia Scarabino e Stefano Campagna.

Nemola e De Santis, i primi due ospiti del Concertone de La Notte della Taranta da oggi in sala prove

Sono arrivati al Centro Polivalente di Zollino per provare con i musicisti dell'Orchestra Residente, i primi due ospiti del Concertone de La Notte della Taranta del 25 agosto a Melpignano. 
 

 
Il trombettista Frank Nemola, leccese di nascita, dal 1998 nella band di Vasco Rossi e Mino De Santis, cantautore di Tuglie che con la sua voce profonda interpreterà l’inedito brano dedicato al paesaggio, tema centrale dell’edizione 2018 del Festival. I due artisti hanno incontrato il maestro concertatore, Andrea Mirò a Zollino, dove hanno preso parte alla loro prima sessione di prove.

Nardò invasa dal popolo dei tarantati. Stasera appuntamento a Sogliano Cavour con l’Orchestra popolare del saltarello e i Fonarà

Una seconda serata con il botto per il Festival itinerante de La Notte della Taranta. A Nardò si è riversato il popolo dei pizzicati che ha ballato sulle note dell’orchestra popolare de La Notte della Taranta in via XXV Luglio. Sulle voci di Enza PagliaraAntonio Amato e Giancarlo Paglialunga il popolo della pizzicati è esploso sulle note di “tamburu lu tamburieddhu”.
 
Terzo appuntamento della serata, dopo l’inaugurazione della mostra “I luoghi di Renata” un viaggio fotografico curato da Palo Laku con la ricerca giornalistica di Gabriella Della Monaca, che esplora la natura e l’intima solitudine di Renata Fonte, l’assessore  alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò uccisa dalla mafia il 31 marzo del 1984, che pagò con la vita la difesa estrema della sua terra. Contro la speculazione edilizia e la minaccia di cementificazione dell’incantevole baia, Renata Fonte oppose la cultura della bellezza e della salvaguardia dell’ambiente. La sequenza di immagini restituisce lo sguardo di Renata,  attraverso la testimonianza delle figlie Sabrina e  Viviana, sui luoghi che hanno determinato le scelte  nella  sua breve vita. La mostra sarà visitabile a Palazzo Personè sino a fine mese.
 
Per i concerti Altra Tela, in piazza Cesare Battisti, si sono esibiti i “Terra, pane e lavoro”, un progetto musicale curato da Rocco Nigro che si snoda come un racconto, un viaggio all’interno del mondo bracciantile e popolare del Salento che va da fine Ottocento fino al movimento di occupazione delle terre del 1949-1951. Uno spaccato di testi e musiche che riprende alcuni momenti storici salienti e si dipana tra inni di lotta, protesta e canti sociali, fino a trattare temi quali le grandi guerre e l’emigrazione. Tra i brani della lotta proletaria salentina: Lu primu Maggiu  ispirato al testo in dialetto gallipolino scritto da Vincenzo Cataldi nel 1891, in cui s’invitava la popolazione a prendere parte alla festa del Primo Maggio. Protagoniste  del progetto le voci di Rachele Andrioli, Antonio Castrignanò, Massimiliano De Marco, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga e delle sorelle Gaballo.
 
Questa sera invece, l’appuntamento è a Sogliano Cavour con l’Orchestra popolare del Saltarello, sedici musicisti abruzzesi affiancati da un corpo di ballo, che propongono un repertorio di brani popolari di saltarelle, spallate e ballarelle, che si esibiranno alle 22.30 alla Villa Comunale di Sogliano Cavour, nell’ambito dei concerti Ragnatela.
A seguire, sempre alla Villa Comunale, il gruppo salentino dei Fonarà, con il loro canto “ad alta voce” sulle note della musica tradizionali salentine.
 

Terza tappa del Festival de La Notte della Taranta a Sogliano Cavour

Per la terza tappa del festival itinerante de La Notte della Taranta, a Sogliano Cavour arriva dall’Abruzzo l’Orchestra popolare del Saltarello. Sedici musicisti affiancati da un corpo di ballo, che propongono un repertorio di brani popolari di saltarelle, spallate e ballarelle. L’orchestra si esibirà, il 7 agosto alle 22.30 alla Villa Comunale di Sogliano Cavour, nell’ambito dei concerti Ragnatela.
 
La formazione, si compone di una sezione di organetti e fisarmoniche, una sezione vocale, chitarre, mandolino, zampogne, flauti, tamburelli, basso e batteria. Nata da un’idea del musicista Danilo Di Paolonicola, autore delle rielaborazioni e trascrizioni, considerato tra i migliori fisarmonicisti al mondo è docente di fisarmonica diatonica al Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila e ideatore e progettista ed endorsement di strumenti musicali per le più grandi aziende del settore della fisarmonica.
 
Alle 23.30, sempre alla Villa Comunale, sarà la volta di un gruppo salentino, i Fonarà. Un gruppo nato con l’intento di innalzare un canto Fonarà (tradotto dal grìco: ad alta voce) per coinvolgere gli spettatori attraverso queste melodie “ad alta voce”, ma soprattutto per risvegliare quel sentimento ancestrale fortemente legato alla tradizione che caratterizza questa terra. Parole nuove sulle note di quella musica che cantavano i nonni, quella stessa musica che curava le piaghe delle tarantate oltre che le pene della povera gente.

6 agosto: il festival La Notte della Taranta arriva a Nardò

Il festival itinerante La Notte della Taranta il 6 agosto arriva a Nardò, una nuova tappa che dallo scorso anno arricchisce la serie di appuntamenti del viaggio musicale agostano.
Non solo musica, con i concerti Ragnatela e Altra tela. A Nardò, infatti, sarà inaugurata alle 20 a Palazzo Personè la mostra fotografica “I luoghi di Renata”

 

Il  paesaggio incontaminato di Porto Selvaggio è protagonista della mostra I Luoghi di Renata, un viaggio fotografico curato da Paolo Laku che esplora la natura e l’intima solitudine di Renata Fonte, l’assessore  alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò uccisa il 31 marzo del 1984, che pagò con la vita la difesa estrema della sua terra. Alla speculazione edilizia e alla minaccia di cementificazione dell’incantevole baia, Renata Fonte oppose la cultura della bellezza e della salvaguardia dell’ambiente. La sequenza di immagini restituisce lo sguardo di Renata,  attraverso la testimonianza delle figlie Sabrina e  Viviana, sui luoghi che hanno determinato le scelte  nella  sua breve vita.

Si parte da Fiumefreddo di Sicilia, in provincia di Catania, dove Renata ha atteso il ritorno nella sua casa, il Salento, guardando il mare, gli scavi archeologici di Torrerossa, la natura incontaminata sugli argini del fiume che diventerà Riserva Naturale nel 1984, anno in cui la giovane mamma venne assassinata. 

Da piazza Salandra al teatro comunale di Nardò, i luoghi di Renata, sono piazze d’incontro e condivisione di valori: le battaglie sociali e civili al fianco del prozio Pantaleo Ingusci, insigne storico mazziniano neretino, l’ascolto delle donne e dei minori, le parole pronunciate dai microfoni di Radio Nardò Uno.

Sono luoghi di intima felicità nell’estate salentina a Santa Maria al Bagno tra il sorriso delle sue bimbe e il brusìo del mare.

Sono luoghi di lettura: telegrammi, lettere di studenti, disegni di bambini che nel 1978 si mobilitarono per salvare Porto Selvaggio. Un movimento spontaneo che spinse Renata a credere che anche l’ultima battaglia contro la minaccia di cementificazione del paradiso selvaggio sarebbe stata vinta.

Sono luoghi di ricerca di verità. Il tassello mancante nella storia di una donna che continua a vivere in ogni sguardo che si affaccia su Porto Selvaggio.

La mostra resterà aperta al pubblico dal 6 al 31 agosto. 
 
 
Al termine dell'inaugurazione della mostra, al via la seconda tappa del festival che a Nardò, vedrà due palcoscenici diversi, quelli consueti della Ragnatela e quelli di “Altra tela”, una formula più intimista con luoghi e suggestioni che invitano all’ascolto in una dimensione certamente più intima. Da tre anni questa formula viene proposta all’interno del festival e sta riscontrato grandissimo successo tra il pubblico.
Terra, pane e lavoro, Canti contadini d’amore e di lotta (dal Salento) a cura di Rocco Nigro, sarà lo spettacolo proposto a Nardò per Altra Tela, alle 21.30 in piazza Cesare Battisti.
Lo spettacolo è un viaggio musicale legato al mondo bracciantile e popolare del Salento, che va da fine Ottocento fino al movimento di occupazione delle terre del 1949-1951. Uno spaccato di testi e musiche che riprende alcuni momenti storici salienti e si dipana tra inni di lotta, protesta e canti sociali, fino a trattare temi quali le grandi guerre e l’emigrazione. Tra i brani della lotta proletaria salentina: Lu primu Maggiu è ispirato al testo in dialetto gallipolino scritto da Vincenzo Cataldi nel 1891, in cui s’invitava la popolazione a prendere parte alla festa del Primo Maggio. Un altro brano che verrà proposto sul palco, riguarda proprio la città di Nardò, in particolare è incentrato sulle vicende del 9 aprile 1920, giorno in cui Giuseppe Giurgola, rivoluzionario socialista e Gregorio Primitivo, capo della lega dei muratori, guidarono un corteo di cinquemila rivoltosi fino al municipio e staccarono i ritratti dei sovrani, emblemi della monarchia, proclamando la Repubblica Neretina. L’insurrezione fu stroncata sul nascere e durò un solo giorno. Terminato Terra, pane e lavoro, lo spettacolo si sposterà in Piazza XXV LUGLIO dove, dalle 23.30 si esibirà l’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta
A Nardò per l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta ci saranno: Alessandro Monteduro, percussioni; Antonio Marra, batteria; Roberto Chiga, tamburello; Valerio Combas, basso; Giuseppe Astore, violino; Attilio Torrisi, chitarra battente e classica; Nico Berardi, fiati; Roberto Gemma,fisarmonica; Gianluca Longo, mandolino; Daniele Durante, chitarra elettrica; Enza Pagliara, voce; Antonio Amato, voce e Giancarlo Paglialunga, voce. I ballerini saranno Lucia Scarabino e Stefano Campagna. 
 
Tra le novità di quest’anno del Festival itinerante La Notte della Taranta, ci sono 8 sezioni tematiche che guideranno il pubblico in un viaggio tra suoni e colori (Eccellenze di Puglia, Concerti Ragnatela, AltraTela, Teatro AltraTela, Alberi di Canto, Parole del Festival, Danza, Il Cibo della Taranta, Mostre e Fuori Festival). Oltre all’interessante mostra “I Luoghi di Renata”, tra le novità nella sezione Mostre, per Borgo Racconta, sempre a Nardò, è prevista la visita guidata nel centro storico a cura dell’Università del Salento. Info e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Al via il Festival itinerante La Notte della Taranta. Il 5 agosto a Corigliano d’Otranto

Parte il 5 agosto a Corigliano d’Otranto la ventunesima edizione del festival itinerante La Notte della Taranta, la festa di musica popolare più grande e diffusa d’Europa. Primo appuntamento, alle 19, nella suggestiva cornice del castello di Corigliano d’Otranto, un laboratorio di pizzica di alcuni ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta.

A seguire l’esibizione del Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni, fondato nel 1934, la sua attività fu sospesa durante la seconda guerra mondiale e ha riaperto dopo una lunga pausa nel 2003 grazie alla dedizione di Federico Di Viesto, tra gli ultimi maestri della tradizione e alla passione di Giovanni De Palma, quando l’ultima barberia musicale ha chiuso i battenti. Dal 2015 il Circolo è guidato dal giovane mandolinista Peppino Grassi. Il rinnovato spirito non rinuncia a preservare e valorizzare la tradizione e diffondere i diversi linguaggi di espressione del mandolino, «guardando al futuro con cuore antico». Come nelle botteghe di un tempo, il Circolo è oggi luogo d’incontro e discussione, agorà, crocevia di uomini e musica dove la trasmissione dei saperi si compie con approccio spontaneo. Alle 21 sarà la volta del corpo di ballo de La Notte della Taranta, diretto dal coreografo Massimiliano Volpini, che si esibirà sulla terrazza del Castello.

Dalle 21.30, per i tradizionali concerti della Ragnatela, in piazza Vittoria si esibirà l’Orchestra Sparagnina diretta da Ambrogio Sparagna, già maestro concertatore de La Notte della Taranta, dal 2004 al 2006 che torna per dirigere l’Orchestra nata nel 2005 dalle esperienze didattiche dell’Istituto comprensivo del paese. Un’ora di musica di tradizione affidata all’Orchestra Sparagnina che proporrà un repertorio di canti tradizionali in grico salentino (antico dialetto greco e lingua di minoranza del territorio). I ragazzi dell’Orchestra, si sono esibiti al Parco della Musica di Roma nell’ottobre 2010, nel 2012  hanno pubblicato con Finisterre il cd musicale “Aska kalèddhamu”(Alzati bella mia), e nello stesso anno partecipano ad importanti eventi musicali: Suoni delle Minoranze (Lecce), Liceo Musicale Pallinis (Atene), Teatro Petruzzelli (Bari) come orchestra del Sistema delle Orchestre Giovanili e Cori giovanili e infantili in Italia. Tra le altre esperienze, nel 2013 sono invitati a Roma dal Ministro della Pubblica Istruzione per ricevere il terzo premio del concorso “Indicibili (in)canti” organizzato dal MIUR e dal Comitato Nazionale per la diffusione della Musica nella Scuola. 

Alle 22.30 sul palco allestito sempre in piazza Vittoria sarà la volta de I Mandatari formazione nata nel 2013 per volontà di un gruppo di amici, con l’intento di riscoprire la bellezza della tradizione musicale della provincia di Taranto. I componenti del gruppo, tutti giovanissimi, accomunati dalla passione per la musica e spinti dall’amore per la propria terra, si sono impegnati in un lavoro di ricerca e recupero dei canti tradizionali di quella zona, attraverso gli anziani, depositari del patrimonio musicale e culturale dei comuni di Carosino, Fragagnano, Lizzano e San Marzano, paesi di provenienza dei membri del gruppo. Grazie al loro lavoro di ricerca e, attingendo anche dal patrimonio recuperato sul campo nelle stesse zone dallo storico ed etnografo Alfredo Majorano, tra gli anni ’30 e ’70, il gruppo può avvalersi di un vasto repertorio musicale che spazia dai contesti rituali (tarantismo), a quelli ludici (pizzica-pizzica, tarantelle, quadriglia, canti di lavoro, stornelli) e canti devozionali (canti di passione).

La chiusura della prima tappa del festival sarà affidata all’Antonio Amato Ensemble,  “Il futuro del passato” è la frase che rappresenta al meglio la filosofia stilistica del gruppo che, in dieci anni di attività, è riuscito a sviluppare un sound originale, riconoscibile e alternativo  rispetto al suono legato alla musica popolare salentina di tradizione. L’ultimo lavoro discografico “Speranze” crea infatti un punto d’incontro inedito tra due mondi apparentemente paralleli. Brani originali e brani classici della tradizione convivono coerentemente nella dimensione musicale del gruppo dove le esperienze eterogenee di ciascuno dei suoi componenti si incontrano  attraverso il canto tipico della tradizione dialettale salentina di Antonio Amato. Strumenti acustici e sonorità della tradizione si intrecciano in simbiosi musicale con strumenti elettronici e sonorità moderne senza perdere di vista le ritmiche ipnotiche e ancestrali che rappresentano la colonna portante della "pizzica". 

Una lunga notte di musica, che è solo il preludio, di un festival, quest’anno dedicato al paesaggio che prevede complessivamente 100 ore di live show, 360 musicisti coinvolti per 19 notti da vivere nei centri storici del Salento. 

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Fondazione la Notte della Taranta

Via della Libertà, 66 (Ex Convento dei Padri Agostiniani)
Melpignano (LE)
Tel: 0836439008