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TARANTA. SUCCESSO A LECCE. EMILIANO BALLA A TORREPADULI

Grande successo di pubblico nella tappa leccese della vigilia di ferragosto, ormai consueto appuntamento del festival  itinerante de La Notte della Taranta.  A salire sul palco per primo Enzo Petrachi & Folkorkestra. Enzo, figlio di  uno degli  esponenti della musica folk leccese, Bruno Petrachi, molto amato dai suoi concittadini; a seguire l'Orchestra Popolare  de La Notte della Taranta ha trascinato il pubblico giunto in Piazza Libertini per assistere al concerto Ragnatela. Un sound, quello dell’Orchestra coinvolgente e di grande potenza ritmica che ancora una volta ha saputo calamitare l’attenzione del pubblico.

“Non solo sound, nei musicisti dell’Orchestra c’è una capacità espressiva e letteraria. Non sono più solo esecutori dei brani,ma autori  di brani della tradizione popolare. E questo perché stiamo passando dalla riproposta della musica popolare salentina ,ad una  nuova  proposta. Lo ha specificato Daniele Durante,  prima di salire sul palco leccese insieme ai musicisti dell’Orchestra popolare. (video in dropbox)

 

La tappa leccese della vigilia di ferragosto è stata ricca di appuntamenti interessanti, tra mostre, visite guidate e danza. Molto attesa e partecipata anche la visita guidata all’abbazia di Cerrate a cura del Fai per conoscere più da vicino uno dei tesori presenti sul nostro territorio dopo il recente restauro.

E naturalmente non poteva mancare la pizzica a coronare una serata straordinaria. I danzatori del corpo di Ballo de La Notte della Taranta hanno interpretato alcuni brani della tradizione musicale salentina con coreografie pensato  ad hoc per il capoluogo salentino.Tra le bellezze architettoniche dei palazzi e dei monumenti color crema, ballerini e ballerine de La Notte della Taranta hanno danzato   a Porta Rudiae, aggiungendo nuova luce e ulteriore bellezza alla magia di Lecce  con “Pizzica in scena”, sezione novità dell’edizione 2019 volta a promuovere e valorizzare alcuni angoli caratteristici e inediti delle città e dei borghi dove l’itinerante si sposta per promuovere arte,cultura e storia di un territorio.

E la danza è stata la protagonista anche nella serata di ferragosto a Torrepaduli con Piccola Ronda dove  63 i bambini di diverse etnie e di età compresa tra i 4 e i 14 anni sono stati i protagonisti della tappa Fuori Festival de “La Notte della Taranta”.

Nato nell’ambito Progetti Speciali della Fondazione La Notte della Taranta e giunto ormai al quarto anno, il Progetto Piccola Ronda è frutto della collaborazione tra la Fondazione le realtà territoriali che si occupano della tutela dei minori: “Il giardino della luna” Centro Aperto Polivalente per minori di “UNA MANO PER TE” Cooperativa Sociale Onlus, “Coccinella” Comunità per minori e “Libellula” Sco.Coop:Sociale.

E i bambini hanno sfidato a danza a scherma anche il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ieri a Torrepaduli insieme a Geppi Cucciari.

A CARPIGNANO SALENTINO TEATRO E NARRAZIONE SONORA

16 AGOSTO CARPIGNANO SALENTINO 

ORE 19 TEATRO-VIA GIUSEPPE ELIA

ORE 19 LABORATORIO DI PIZZICA E TAMBURELLO-PIAZZA DUCA D’AOSTA

ORE 21 ALTRA TELA|ALBERI DI CANTO-LARGO GIUDECA

ORE 22 CONCERTO RAGNATELA-PIAZZA DUCA D’AOSTA

Dopo Ferragosto il festival itinerante “La Notte della Taranta” continuerà il suo viaggio tra i territori della Grecìa Salentina con la quattordicesima tappa, quella di Carpignano Salentino il 16 agosto.

Ad aprire la serata sarà lo spettacolo teatrale “Pupe di Pane-una performance sul pane e le sue storie” per la regia di Tonio De Nitto, chiamato a narrare un racconto in cui il pane sarà al centro di un gioco tra creatività e memoria.

Intorno a una tavola da lavoro, la mattrabbanca, cinque attrici compiranno un rituale che rimanda a una tradizione che attraversa dialetti e cucine diverse, quella delle pupe di pane: bambole che si modellavano in attesa della Pasqua, in un tempo in cui i bambini non avevano nulla e la fantasia ero lo strumento più potente per inventare giochi e passatempi. Fatte con un impasto dolce, le pupe erano uno dei pochi doni ricevuti dai bambini e per questo tanto speciali; una sorta di talismano contro le disgrazie, ma anche un rito che si rinnovava e raccontava la storia di donne che dopo aver maneggiato la farina per ore, davano vita ad un impasto su cui vegliare prima dell’uccata, l’infornata. Lo spettacolo ideato, scritto e interpretato da Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta e Carmen Ines Tarantino è prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce (AMA).

L’appuntamento con Le pupe di Pane è alle 19 in via Personè 36 e nella stessa serata saranno in programma due repliche, rispettivamente alle ore 20 e alle ore 21. Per tutti e tre gli appuntamenti è previsto un numero massimo di 35-40 spettatori, è quindi richiesta la prenotazione al numero 324 0594511.

 

Sempre alle ore 19 in piazza Duca d’Aosta, alcuni componenti del Corpo di Ballo de “La Notte della Taranta” terranno un laboratorio di pizzica e tamburello in cui verranno mostrati ai partecipanti i passi base della pizzica-pizzica e l’antica arte del tamburello. I danzatori impegnati nel laboratorio saranno: Cristina Frassanito, Stefano Campagna, Mihaela Coluccia e Alfredo Pepe. Il laboratorio di pizzica è aperto a tutti, mentre quello del tamburello è accessibile ad un massimo di 30 persone. Per prenotarsi telefonare al numero 324 0594511.

La serata di Carpignano Salentino continuerà due ore più tardi in piazza Giudeca con  Alberi di Canto, uno dei progetti speciali promossi dalla Fondazione la Notte della Taranta volto ad omaggiare attraverso la narrazione sonora i grandi Alberi di Canto e di Cultura depositari della memoria. Per il 2019 protagonista la performance di Sguardi sonori sul Salento: Luigi Mengoli.

Il progetto di Luigi Mengoli, partendo da alcune melodie tratte dal repertorio etnomusicale salentino, espande le sue potenzialità espressive grazie ad un lavoro di ricerca in campo armonico e timbrico. Ne viene fuori una sequenza di brani che si si vanno a mescolare  con incursioni elettroniche, presentando così la tradizione sotto una luce inedita.

In tal modo emerge l'abilità costruttiva dell’autore che con collaborazione di importanti compositori (Andrea Gargiulo, Giorgio Colazzo, Giuseppe Mengoli, Michele Pezzuto), riesce ad esaltare le qualità interpretative degli esecutori. Sotto il coordinamento musicale di Michele Pezzuto, Sguardi sonori sul Salento è formato da Luigi Mengoli (chitarra e voce), Pascal Coppola (clarinetto), Massimo Perrone (corno), Roberto Lazzari (fagotto), Giuseppe Giannotti (oboe), Daniele De Pascali (flauto), Roberto Mengoli (tamburello) e Gabriele Balsamo (percussioni).

 

Lo spettacolo si sposterà nuovamente in piazza Duca d’Aosta alle ore 22 per la conclusione della tappa con il concerto Ragnatela. Sul palco si avvicenderanno gli Ariacorte di Rocco Borlizzi e  Criamu.

Gli Ariacorte nascono nel 1996 da una idea di Rocco Borlizzi e dalla volontà di mantenere viva la tradizione orale e la cultura popolare salentina. Antichi strumenti, come il tamburello a cornice e il mandolino scandiscono il ritmo della pizzica accordandosi, senza soluzione di continuità, con il resto della strumentazione. Lo spettacolo ripropone gli antichi brani salentini, le musiche della Grecìa Salentina, i suoni ancestrali di terra Messapica. Sul palco Rocco Borlizzi (voce e tamburello), Giacomo Filippo Casciaro (mandola, mandolino, voce e fiati), Alberto Corrado Pezzuto (violino e voce), Angelo Surdo (fisarmonica e organetto), Francesca Falcone (chitarra) e Sergio Pizza (tamburello e percussioni).

 

Un suono mio è quello che caratterizza i Criamu formazione di Muro Leccese che nasce da Cosimo Damiano Giagnotti, in arte Mino Cavallino, suo fratello Claudio detto Cavallo, Carlo De Pascali detto Calabrese, Valentina Mazzotta e Valeria Giagnotti. Nati da una costola dei Mascarimirì percorso artistico musicale di respiro internazionale con nuove sonorità musicali e culturali, i Criamu tornano alle origini, alle radici salentine, alla casa e alla tradizione con lo spirito di scrivere nuove idee musicali sul canto popolare e sul ritmo ancestrale della pizzica pizzica. 

Da oltre vent’anni Criamu veicola un messaggio di recupero e rispetto delle tradizioni popolari pur rimanendo ben aperto sulla realtà anche tecnologica che ci circonda. La linea melodica è tracciata dal suono delle corde del mandolino, la mandola, il bouzucki e da una fisarmonica che fanno da incastro ad un sound mediterraneo salentino fatto da sintetizzatori midi, percussioni elettriche, tambureddhru salentino e cupa cupa in cui si incastrano le voci della tradizione.  

 

Tema centrale del Festival 2019 è la tutela dell’ambiente. In collaborazione con Intesa Sanpaolo e Legambiente, la Fondazione La Notte della Taranta promuoverà la raccolta fondi per la campagna #RigeneriAMOlaNatura che consentirà di rendere accessibili 4 oasi del Mezzogiorno d’Italia alle persone diversamente abili e fruibili dal pubblico attraverso sentieri guidati. Si tratta dell’oasi dei Variconi a Castel Volturno (Campania), Foce Cavone nella marina di Pisticci (Basilicata), Dune di Sovereto a Isola Caporizzuto (Calabria) e Torre Squillace nella marina di Nardò (Puglia).

Si può partecipare alla raccolta fondi attraverso la piattaforma www.forfunding.intesasanpaolo.com/  o acquistando la T-shirt creata da Yezael di Angelo Cruciani per la Notte della Taranta in vendita tra i prodotti ufficiali del Festival.

FUORI FESTIVAL: 15 AGOSTO A TORREPADULI CON PICCOLA RONDA

63 i bambini di diverse etnie e di età compresa tra i 4 e i 14 anni saranno i protagonisti della tradizionale Piccola Ronda per la Festa di san Rocco del 15 agosto a Torrepaduli, la tappa Fuori Festival de “La Notte della Taranta”.

Nato nell’ambito Progetti Speciali della Fondazione La Notte della Taranta e giunto ormai al quarto anno, il Progetto Piccola Ronda è frutto della collaborazione tra la Fondazione le realtà territoriali che si occupano della tutela dei minori: “Il giardino della luna” Centro Aperto Polivalente per minori di “UNA MANO PER TE” Cooperativa Sociale Onlus, “Coccinella” Comunità per minori e “Libellula” Sco.Coop:Sociale.

L’obiettivo è includere i bambini all’interno del tessuto sociale e salvaguardare l’autenticità della festa valorizzando i percorsi narrativi della tradizione. 

A tale scopo, tutti i piccoli partecipanti sono stati coinvolti in un percorso di formazione coordinato dai volontari Andreina Falcone, Carla Falcone e Anna Vincenti, volto a diffondere la conoscenza e la trasmissione dei codici  della pizzica scherma.

Dai primi giorni di luglio fino al 10 agosto scorso i bambini si sono impegnati in una serie di incontri tenuti da maestri: Daniela De Rosa e Amin Halim per il tamburello, Sara Meraglia per i canti popolari e per la danza Serena Pellegrino, componente del Corpo di Ballo de “La Notte della Taranta”.

 

Giovedì 15 lo spettacolo partirà alle ore 20 in piazza Carmelitani dove i bambini si esibiranno prima che San Rocco lasci il Santuario per la consueta processione per le vie del piccolo centro; al suo ritorno in Santuario, dopo lo spettacolo pirotecnico in largo San Rocco, avrà inizio la tradizionale Notte delle Ronde con la pizzica scherma, dove i duellanti simuleranno un duello sulla base di un codice ben preciso.

 

I bambini di Piccola Ronda saranno anche protagonisti nel Pre-Concertone del 24 agosto a Melpignano (Le) alle ore 20.

 

“Piccola Ronda è un progetto fortemente inclusivo che la Fondazione sostiene e allargherà dal 2020 a nuove realtà territoriali, afferma Massimo Manera presidente della Fondazione La Notte della Taranta. E’ anche l’incubatore di quanto avviene nella musica popolare contemporanea. Non a caso abbiamo voluto che uno dei maestri fosse Amin Halim, un giovane tunisino arrivato all’età di 10 anni a Torrepaduli e perfettamente inserito nella comunità. Amin con il suo tamburello racconta il nuovo Salento attraversato dalle culture di chi qui è approdato e non dimentica le sue origini. Esattamente come avvenuto nel corso dei secoli con greci e albanesi. E’ una narrazione tutta da scoprire e siamo felici di farlo insieme alle bambine e ai bambini di Piccola Ronda

NOTTE DELLA TARANTA. A LECCE LA VIGILIA DI FERRAGOSTO TRA MOSTRE, DANZA, MUSICA E LA VISITA A CERRATE

14 AGOSTO - LECCE

ORE 19 DE MARTINO 60 - BIBLIOTECA BERNARDINI – CONVITTO PALMIERI

LA MITICA ESTATE DEL ’59 | MOSTRE: IL LUOGO DEL CULTO, GALATINA, SAN PAOLO, TARANTISMO  E DINTORNI MENADI DANZANTI

 

ORE 19.30 LECTIO MAGISTRALIS – MARIA BUONGIORNO RESTAURI DEL SOLE

IL RESTAURO E GLI AFFRESCHI DI CERRATE

VISITA GUIDATA ABBAZIA DI SANTA MARIA DI CERRATE A CURA DEL FAI

 

ORE 21 PIZZICA IN SCENA - PORTA RUDIAE

 

ORE 22 CONCERTO RAGNATELA - PIAZZA LIBERTINI

ENZO PETRACHI & FOLKORKESTRA

ORCHESTRA POPOLARE “LA NOTTE DELLA TARANTA”

 

Il  festival itinerante “La Notte della Taranta” si prepara a trascorre la vigilia di Ferragosto, il 14 agosto a Lecce, capoluogo del Salento e del barocco.

Una serata ricca di appuntamenti che si aprirà alle ore 19 presso la Biblioteca Bernardini nel Convitto Palmieri con la sezione De Martino 60 e le mostre La Mitica Estate del ’59 e Menadi Danzanti.

Ernesto De Martino, antropologo e filosofo italiano, con una serie di missioni etnografiche dai primi anni ’50, raccolse una quantità di documenti relativi a manifestazioni magico-religiose e ne studiò le origini storiche, i rapporti con le condizioni storico-sociali attraverso i secoli, i motivi impliciti che ne giustificavano il persistere. Oggetto della sua investigazione furono particolarmente: il complesso mitico-rituale della fascinazione in Lucania (Sud e magia, Milano 1959); le persistenze del pianto funebre in Lucania (Morte e pianto rituale nel mondo antico, Torino 1958); il tarantismo del Salento (La terra del rimorso, Milano 1961).

Fu proprio De Martino a imprimere una svolta decisiva nello studio del fenomeno del tarantismo. Nell’estate del 1959 inaugurando la tecnica dell’indagine interdisciplinare, con l’unione in un’unica équipe di uno psichiatra, una psicologa, un’antropologa culturale, un etnomusicologo e un documentarista cinematografico, indagò a fondo il rituale magico-religioso del tarantismo pugliese, raccogliendo i risultati dell’analisi, in quella mitica estate del ’59, in quello che sarà poi uno dei testi fondamentali: La terra del rimorso.

La mostra La Mitica Estate del '59 ripercorre sessant’anni di indagine sul tarantismo salentino condotta dallo stesso  Ernesto de Martino e dalla sua équipe, tra Nardò, Galatina e Muro Leccese.

Sono a Galatina i luoghi di svolgimento del rito sul tarantismo: la cappella di San Paolo e lo spazio antistante.  La meta dove per decenni tarantate, studiosi del fenomeno, semplici curiosi si sono dati appuntamento per celebrare il rituale magico-religioso del tarantismo. Questa mostra multimediale restituisce gli scatti di fotografi professionisti e non, che nel corso di un cinquantennio hanno varcato la soglia del luogo del culto. Le fotografie sono di Chiara Samugheo, Paolo Longo, Paolo Albanese e Paola Chiari, Salvatore Congedo, Carmelo Caroppo, Fernando Ladiana, Luigi Chiriatti. Un progetto a  cura di Kurumuny  e Polo Bibliomuseale, con la direzione scientifica di Maurizio Agamennone e Luigi Chiriatti.

Passato e futuro del Salento si incontrano nella mostra Menadi Danzanti  progetto realizzato grazie alla sinergia tra Assessorato alla Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Polo Biblio Museale di Lecce e Fondazione La Notte della Taranta. La mostra presso il Convitto Palmieri  propone la visione della straordinaria collezione di ceramiche antiche, greche e magno greche, con immagini legate alla musica ed ai suoi diversi aspetti e funzioni, ai luoghi e alle occasioni in cui si suonava, agli dei che la proteggevano ed ai miti che la raccontavano. Curata dall’archeologa Anna Lucia Tempesta, punta a far conoscere, attraverso le immagini vascolari i reperti musicali e le fonti scritte, i laboratori di gestualità e la “messa in movimento” delle opere, l’importanza della musica nel mondo antico e gli incredibili legami con la contemporaneità. I reperti esposti nel Museo Castromediano di Lecce, insieme ad una selezione di vasi, eccezionalmente allestita nelle sale del palazzo marchesale De Luca di Melpignano, databili tra la fine del VI ed il I secolo a.C.,  documentano i diversi momenti di vita in cui la musica è presente e protagonista. Il percorso laboratoriale presso il museo di Lecce ha come obiettivo un differente approccio alla fruizione degli spazi museali, con la messa in danza e in musica delle opere esposte.

E il centro storico della città sarà invaso dai danzatori di pizzica del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta a ritmo di tamburello che farà tappa alle ore 21 a Porta Rudiae. L'appuntamento è quello della sezione Pizzica in scena, una delle novità di questa edizione che a Lecce. Si esibiranno i danzatori: Cristina Frassanito, Serena Pellegrino, Stefano Campagna, Marco Martano, Fabrizio Nigro, Lucia Scarabino, Andrea Caracuta, Mihaela Coluccia, Nicola Simonetti e Laura Massetti.

Nelle notti itineranti del Festival i borghi antichi svelano la loro bellezza nella sezione Il Borgo Racconta e quello del 14 agosto a Cerrate (Lecce) sarà un appuntamento speciale: in collaborazione con il FAI i visitatori potranno ammirare l’Abbazia di Cerrate, splendido esempio di architettura romanica pugliese impreziosita da importanti affreschi che ne fanno un unicum nel mondo bizantino. Tra i più importanti centri monastici dell’Italia meridionale con scriptorium e biblioteca, poi centro di produzione agricola specializzato nella lavorazione delle olive, oggi dopo un complesso restauro che ha permesso di riaprire al culto la Chiesa di Santa Maria di Cerrate,  il bene è affidato al FAI che curerà la visita guidata per i visitatori del Festival.

La lectio magistralis dedicata sarà volta ad approfondire, anche tramite il racconto di curiosità, gli importanti lavori di restauro che hanno interessato l’Abbazia prima della sua apertura al pubblico, con particolare riferimento agli affreschi presenti all’interno della chiesa e nella Casa del Massaro. Nello specifico, sarà a cura della società ‘Restauri del Sole’ e della restauratrice dott.ssa Maria Buongiorno che ha curato gli interventi. 

La partecipazione alla visita ha un costo di euro 10 a persona, di seguito i dettagli:

I turno (50 persone max.) su prenotazione 

dalle h. 19:30 alle h. 20:15 - benvenuto FAI e lectio magistralis sui restauri

dalle h. 20:15 alle h. 21:00 - visita guidata del Bene

II turno (50 persone max.) su prenotazione 

dalle h. 20:30 alle h. 21:15 - benvenuto FAI e lectio magistralis sui restauri

dalle h. 21:15 alle h. 22:00 - visita guidata del Bene

Per info e prenotazioni chiamare il 3240594511.

 

A concludere la serata di Lecce la sezione dei concerti Ragnatela in Piazza Libertini a partire dalle ore 22 con Enzo Petrachi & Folkorkestra e a seguire l’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta.

Enzo Petrachi & Folkorkestra è un progetto che rimodella le musiche della tradizione arricchendole di ritmiche ispirate ai generi più disparati come funky, fusion, reggae e ska. Enzo Petrachi è figlio di degli  esponenti della musica folk leccese, Bruno Petrachi e proprio dal padre, dalle sue conoscenze e dai suoi saperi intinge per creare uno stile che è un racconto in musica della vita e delle tradizioni della sua terra. Ognuno dei suoi 24 lavori discografici narra con ironia una storia, come Ahi papà miu, dedicata al legame indissolubile con il padre. Dalle piazze italiane a quelle statunitense la sua musica arriva anche al cinema diventando parte della colonna sonora del film “Fine pena mai” diretto da Davide Barletti e Lorenzo Conte. Petrachi fedele alle sue origini cerca continuamente nuovi stimoli, abbraccia nuove forme.

L'Orchestra Popolare La Notte della Taranta, protagonista di una crescita straordinaria per dimensioni, affluenza e prestigio culturale. La formazione che salirà sul palco, diretta da Daniele Durante, sarà composta dai cantanti: Antonio Amato, Consuelo Alfieri, Alessandra Caiulo, Salvatore Galeanda e dai musicisti Giuseppe Astore (violino), Nico Berardi (fiati), Mario Esposito (basso), Roberto Chiga (tamburello), Leonardo Cordella (organetto), Roberto Gemma (fisarmonica), Gianluca Longo (mandola), Antonio Marra (batteria), Alessandro Monteduro (percussioni), Attilio Turrisi (chitarra battente). Per il Corpo di ballo: Cristina Frassanito, Serena Pellegrino, Stefano Campagna, Marco Martano, Fabrizio Nigro, Andrea Caracuta, Lucia Scarabino, Mihaela Coluccia. 

Eclettico testimone culturale nel nostro Paese e nel mondo, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta rappresenta la capacità di mettere in discussione il percorso compiuto dalla musica popolare negli ultimi anni, mescolando profondità e leggerezza, a svegliare il tempo, i musicisti della NdT sono stati diretti da: Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999), Joe Zawinul (2000), Piero Milesi (2001), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003); Ambrogio Sparagna (2004-2006); Mauro Pagani (2007-2009), Ludovico Einaudi (2010-2011), Goran Bregović (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017), Andrea Mirò (2018).

L’Orchestra Popolare ha ospitato e collaborato con i grandi artisti del panorama musicale italiano e internazionale: Luciano Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gianna Nannini, Caparezza, Clementino, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Enzo Avitabile, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Emma, Alessandra Amoroso, Boomdabash, Nada, Tosca, Federico Poggipollini, Luciano Luisi,  Antonella Ruggiero, Alessandro Mannarino, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Alfio Antico, Sud Sound  System, Vittorio Cosma, Simone Cristicchi, Eugenio Finardi, Après La Classe, Morgan, Ginevra Di Marco, Orchestra di Piazza Vittorio, Eva Quartet, Piero Brega, Radiodervish, Gavino Murgia, Mario Arcari,  Peppe Servillo, Lucilla Galeazzi, Piero Pelù, Davide Van De Sfroos, Giovanna Marini, Giovanni Lindo Ferretti, Francesco Di Giacomo, Gianni Maroccolo, Raiz, Nabil Salameh, Enzo Gragnaniello, James Senese.

Dall’estero: LP, Stewart Copeland, Tony Allen, Paul Simonon, Gregory Porter, Concha Buika, Suzanne Vega, Noa, Dulce Pontes, Bombino, Yael Dechelbaum, Jerry Leonard, Tim Ries, Pedrito Martinez,  Lisa Fischer, Buena Vista Social Club, Andrea Echeverri, Anna Phoebe, Raúl Rodríguez, Roby Lakatos,  Justin Adams & Juldeh Camara, Joji Hirota & The Taiko Drummers, Mercan Dede & Secret Tribe, Diego El Cigala, Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede,  Les Tambours Du Burundi, Taraf De Haïdouks, Mira Awad, Z-Star, Angélique Kidjo, Richard Galliano, Badarà Seck, Dhoad Gypsies from Rajasthan, Lp.

Tema centrale del Festival 2019 è la tutela dell’ambiente. In collaborazione con Intesa Sanpaolo e Legambiente, la Fondazione La Notte della Taranta promuoverà la raccolta fondi per la campagna #RigeneriAMOlaNatura che consentirà di rendere accessibili 4 oasi del Mezzogiorno d’Italia alle persone diversamente abili e fruibili dal pubblico attraverso sentieri guidati. Si tratta dell’oasi dei Variconi a Castel Volturno (Campania), Foce Cavone nella marina di Pisticci (Basilicata), Dune di Sovereto a Isola Caporizzuto (Calabria) e Torre Squillace nella marina di Nardò (Puglia).

Si può partecipare alla raccolta fondi attraverso la piattaforma www.forfunding.intesasanpaolo.com/  o acquistando la T-shirt creata da Yezael di Angelo Cruciani per la Notte della Taranta in vendita tra i prodotti ufficiali del Festival.

NOTTE DELLA TARANTA. I CALANTI E OFFICINA ZOÈ AD ALESSANO IL 13 AGOSTO

ORE 19 IL BORGO RACCONTA-PIAZZA DON TONINO BELLO 

ORE 19 LABORATORIO DI PIZZICA E TAMBURELLO-PIAZZA DON TONINO BELLO

ORE 21 ALTRA TELA- PIAZZA CASTELLO

ORE 22 CONCERTO RAGNATELA-PIAZZA DON TONINO BELLO

 

Per la tappa del 13 agosto, l’undicesima del suo calendario, il festival de “La Notte della Taranta” si sposterà nel basso Salento ad Alessano, cittadina che ha dato i natali al profeta della pace, Don Tonino Bello. 

Un altro dei territori salentini ricchi di storia e di bellezze architettoniche che meritano di essere contemplate da vicino, così come propone la sezione Il borgo racconta a cura dell’Università del Salento che traghetterà gli spettatori dell’itinerante in una lunga e approfondita passeggiata tra le vie del centro storico.

L’incontro con la guida sarà alle ore 19 in piazza Don Tonino Bello, la visita è aperta a tutti ma è gradita la prenotazione al numero 324 0594511.

 

Sempre alle 19, sempre in piazza Don Tonino Bello, inizieranno le attività del laboratorio di pizzica e tamburello presieduto da alcuni componenti  del Corpo di Ballo de “La Notte della Taranta” che permetteranno al pubblico di conoscere le basi della pizzica-pizzica e la tecnica per suonare il tamburello. A tenere il laboratorio i ballerini: Serena Pellegrino, Fabrizio Nigro, Andrea Caracuta e Lucia Scarabino. Il laboratorio di pizzica è aperto a tutti, mentre quello del tamburello è accessibile ad un massimo di 30 persone. Per prenotarsi telefonare al numero 324 0594511.

 

La serata proseguirà a passi di danza due ore più tardi  con “Pizzica in Scena” una delle principali novità di questa edizione, dove saranno ancora una volta i ballerini de “La Notte della Taranta” a decantare con i loro movimenti l’incanto dei monumenti. Ad esibirsi sul palco in piazza Castello alle ore 21 i danzatori Cristina Frassanito, Serena Pellegrino, Stefano Campagna, Fabrizio Nigro, Andrea Caracuta, Lucia Scarabino, Mihaela Coluccia e Alfredo Pepe.

 

Per chiudere la tappa di Alessano lo spettacolo si sposterà alle ore 22 di nuovo in piazza Don Tonino Bello con i concerti Ragnatela de I Calanti e degli Officina Zoè.

Quella de I Calanti è una passione di famiglia che si tramanda di generazione in generazione. Una formazione composta da cinque musicisti e tre ballerini: Mirco Colitti (voce e tamburello), Daniele Colitti (tamburello, chitarra ritmica e voce), Michele Costantini (fisarmonica e voce), Alberto Carratta (chitarra), Gianpiero Coppola (violino) e i ballerini Fabrizio Ricchiello, Emanuela Capone e Anna Maria Manni che portano avanti la passione per la cultura e le tradizioni popolari del Salento. Con la loro musica travalicano i confini nazionali portando la pizzica in ogni angolo del mondo finanche sulla pellicola, con il cortometraggio “El libro blanco" della regista francese Isabelle Montoya, girato a Buenos Aires nel 2013, e musicato da I Calanti con il brano “Pizzica di San Vito”, brano tra i più rappresentativi della tradizione. Cortometraggio presentato al Festival Bibliocurts di Barcellona e allo Short Screens di Bruxelles e con la recente partecipazione al film “Il fantasma della mala” con la regia di Tony Greco.

 

Gli Officina Zoè propongono invece un progetto artistico che mette al centro la danza e la trance. Il gruppo salentino, nato nella primavera del 1993, si caratterizza per i ritmi ciclici del tamburello e un minimalismo nella musica e nel canto. La formazione vanta numerose collaborazioni in campi artistici diversi, dalla musica, al cinema passando per il teatro. Ha realizzato la colonna sonora del documentario sui trent’anni dalla dittatura cilena, girato da Marta Vignola, intitolato “Le bende del giaguaro” (2003); ha collaborato con il regista Edoardo Winspeare, con Pamela Villoresi, Pippo Mezzapesa e Baba Sissoko. La formazione attuale degli Officina Zoè è composta da: Lamberto Probo (tamburello, tamborra, cupa cupa, lavaturu, violino a sonagli), Cinzia Marzo (voce, flauto, tamburello, castagnette), Donatello Pisanello (organetto diatonico, chitarra, mandola, armonica a bocca), Giorgio Doveri (violino, mandola), Luigi Panico (chitarra, mandola, armonica a bocca) e Silvia Gallone (tamburello, tamborra, voce).

 

Tema centrale del Festival 2019 è la tutela dell’ambiente. In collaborazione con Intesa Sanpaolo e Legambiente, la Fondazione La Notte della Taranta promuoverà la raccolta fondi per la campagna #RigeneriAMOlaNatura che consentirà di rendere accessibili 4 oasi del Mezzogiorno d’Italia alle persone diversamente abili e fruibili dal pubblico attraverso sentieri guidati. Si tratta dell’oasi dei Variconi a Castel Volturno (Campania), Foce Cavone nella marina di Pisticci (Basilicata), Dune di Sovereto a Isola Caporizzuto (Calabria) e Torre Squillace nella marina di Nardò (Puglia).

Si può partecipare alla raccolta fondi attraverso la piattaforma www.forfunding.intesasanpaolo.com/  o acquistando la T-shirt creata da Yezael di Angelo Cruciani per la Notte della Taranta in vendita tra i prodotti ufficiali del Festival.

Video Intervista a Giovanna Marini

La Notte della Taranta è un cesto di buone intenzioni, bisogna custodirlo, è importante - afferma Giovanna Marini, musicista e ricercatrice etnomusicale, dopo l’anteprima nazionale del documentario A sud della musica – La voce libera di Giovanna Marini, presentato a Zollino l'11 agosto durante la nona tappa del festival itinerante “La Notte della Taranta”  a cura del regista Giandomenico Curi e prodotto da  Meditfilm.

La musica popolare, da molti considerata d’appendice, rappresenta l’anima di un’Italia sempre più scollata e che fatica a riconoscersi e il merito di Giovanna Marini è quello di farla vivere sempre e comunque in tutte le sue forme, incontrando i cantori passati e presenti, riconoscendo in questi pezzi salentini lo studio dei modi greci fatto al conservatorio.

“Penso  cose molto positive della Taranta, sono venuta qui a  cantare con De Gregori tanti anni fa e il Salento è un luogo benedetto, benedetto per la musica. Questa cultura è viva e la cosa che mi consola è vedere che qui non si dimenticano le radici – dichiara  Giovanna Marini che prosegue - nel Salento nessuno ha dimenticato niente, è rimasto tutto vivo e vissuto. In questi canti quello che si privilegia è il modo di raccontare senza parole le emozioni. Gli scontri di queste note, queste voci che si incontrano, si superano, progrediscono pian pian facendo una serie di passaggi rivoluzionari, che non erano consentiti e loro lo fanno, tutti fuori dalla portata del pentagramma. Tutto questo trasmette emozioni”.

I canti che accompagnano anche il film dall’inizio alla fine, si mischiano ai ricordi, alle testimonianze di amici e studiosi, ai luoghi ritrovati, alle facce e alle immagini dei materiali di repertorio, soprattutto ai musicisti e ai cantanti, vecchi e nuovi, più vicini alla cultura orale e al canto di tradizione.

“Questi sono paesi che vivono da soli  e potete stare tranquilli, qui nessuno teme la mancanza di cultura che sta investendo l’Italia in questo modo così radicale e così rovinoso, conclude l'artista. 

LA NOTTE DELLA TARANTA: TAPPA A CUTROFIANO CON L’ORCHESTRA POPOLARE E I CARDISANTI

12 AGOSTO CUTROFIANO

ORE 19 ARTIGIANATO D’ECCELLENZA - VIA CAPO

MUSEO DELLA CERAMICA LABORATORIO SULLA CERAMICA

ORE 21 ALTRA TELA - PIAZZA CAVALLOTTI

ORE 22 CONCERTO RAGNATELA -  PIAZZA MUNICIPIO

ORCHESTRA POPOLARE “LA NOTTE DELLA TARANTA”

 

Cutrofiano, comune della Grecìa Salentina, lunedì 12 agosto ospiterà la decima tappa del festival itinerante “La Notte della Taranta”.

Nel centro noto per il suo artigianato, il programma della serata si aprirà con il laboratorio didattico sulla ceramica in  Via Capo a partire dalle ore 19. Maestri ceramisti daranno la possibilità di osservare i processi della lavorazione artigianale della terracotta con  l’esposizione di opere costruite dagli stessi e con la presenza del campione mondiale dei tornianti Giuseppe Colì.

Dai laboratori alla musica. Il festival itinerante ospita gruppi provenienti da altre regioni d’Italia, per celebrare l’incontro della cultura salentina con quella delle altre regioni del nostro Paese. A Cutrofiano alle ore 21 in Piazza Cavallotti arriverà dalla Sicilia la compagnia Unavantaluna nell’ambito della sezione Altra Tela. Nata nel 2004 ad opera di Carmelo Cacciola, Luca Centamore, Pietro Cernuto e Francesco Salvadore, Unavantaluna prende il nome da un gioco del passato, che accomuna Puglia e Sicilia, un gioco di desideri, gioia e scherzi, dove si scavalcano gli ostacoli, i pensieri e le tensioni quotidiane. Nel 2013, con il brano Isuli, vincono il Premio Andrea Parodi, un riconoscimento italiano dedicato alla World-Music e nel 2017 si esibiscono nella Cappella Paolina del Quirinale a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica e reinterpretano le musiche tradizionali siciliane contaminandole con le influenze degli altri paesi in giro per il mondo.  

Alle 22 cu si sposterà in Piazza Municipio per il concerto Ragnatela dove calcherà il palco dell'itinerante de “La Notte della Taranta” la formazione I Cardisanti: quattro generazioni di musicisti nati e cresciuti nella Grecìa Salentina, uniti dalla stessa passione. Marina Leuzzi (tamburello e voce), Agostino Cesari (chitarra e voce), Giuseppe Cesari (chitarra e voce), Antonio Polimeno (mandolino, chitarra voce), Vittorio Chittano (fisarmonica, armonica a bocca e voce), Enzo Polimeno (tammorra, tamburello e voce) e Luigi Polimeno (tamburello) sono i sette musicisti di Cutrofiano che suonano una musica intesa come un viaggio a ritroso nel tempo tra i ritmi, i suoni, i sentimenti e gli umori dei salentini protagonisti della civiltà contadina. Propongono pizzica, canti di lavoro e serenate ormai dimenticate, che sono un piccolo frammento di un ricco repertorio di canti d’amore sparito dalla scena e riportato alla luce anche grazie ad un ostinato e scrupoloso lavoro di ricerca. Un patrimonio tramandato oralmente per generazioni, una enorme eredità culturale fatta di testi e melodie di cui fino a pochi decenni fa non esisteva nulla di scritto. In un armonioso intreccio tra danza e musica ci saranno anche alcuni brani dedicati al ricordo dei grandi cantori che hanno contribuito in maniera determinante all’affermazione della musica popolare salentina.

A seguire nella stessa Piazza Municipio l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta, protagonista di una crescita straordinaria per dimensioni, affluenza e prestigio culturale. La formazione che salirà sul palco sarà composta da: Antonio Amato, Consuelo Alfieri, Giuseppe Astore, Nico Berardi, Mario Esposito, Alessandra Caiulo, Roberto Chiga, Leonardo Cordella, Daniele Durante, Salvatore Galeanda, Roberto Gemma, Gianluca Longo, Antonio Marra, Alessandro Monteduro, Attilio Turrisi. Per il Corpo di ballo: Cristina Frassanito, Serena Pellegrino, Stefano Campagna, Fabrizio Nigro, Andrea Caracuta, Lucia Scarabino, Mihaela Coluccia. 

Eclettica testimone culturale nel nostro Paese e nel mondo, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta rappresenta la capacità di mettere in discussione il percorso compiuto dalla musica popolare negli ultimi anni, mescolando profondità e leggerezza, a svegliare il tempo, i musicisti della NdT sono stati diretti da: Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999), Joe Zawinul (2000), Piero Milesi (2001), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003); Ambrogio Sparagna (2004-2006); Mauro Pagani (2007-2009), Ludovico Einaudi (2010-2011), Goran Bregović (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017), Andrea Mirò (2018).

L’Orchestra Popolare ha ospitato e collaborato con i grandi artisti del panorama musicale italiano e internazionale: Luciano Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gianna Nannini, Caparezza, Clementino, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Enzo Avitabile, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Emma, Alessandra Amoroso, Boomdabash, Nada, Tosca, Federico Poggipollini, Luciano Luisi,  Antonella Ruggiero, Alessandro Mannarino, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Alfio Antico, Sud Sound  System, Vittorio Cosma, Simone Cristicchi, Eugenio Finardi, Après La Classe, Morgan, Ginevra Di Marco, Orchestra di Piazza Vittorio, Eva Quartet, Piero Brega, Radiodervish, Gavino Murgia, Mario Arcari,  Peppe Servillo, Lucilla Galeazzi, Piero Pelù, Davide Van De Sfroos, Giovanna Marini, Giovanni Lindo Ferretti, Francesco Di Giacomo, Gianni Maroccolo, Raiz, Nabil Salameh, Enzo Gragnaniello, James Senese.

Dall’estero: LP, Stewart Copeland, Tony Allen, Paul Simonon, Gregory Porter, Concha Buika, Suzanne Vega, Noa, Dulce Pontes, Bombino, Yael Dechelbaum, Jerry Leonard, Tim Ries, Pedrito Martinez,  Lisa Fischer, Buena Vista Social Club, Andrea Echeverri, Anna Phoebe, Raúl Rodríguez, Roby Lakatos,  Justin Adams & Juldeh Camara, Joji Hirota & The Taiko Drummers, Mercan Dede & Secret Tribe, Diego El Cigala, Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede,  Les Tambours Du Burundi, Taraf De Haïdouks, Mira Awad, Z-Star, Angélique Kidjo, Richard Galliano, Badarà Seck, Dhoad Gypsies from Rajasthan, Lp.

ZOLLINO TRA CINEMA E MUSICA CON "LA NOTTE DELLA TARANTA"

Sarà Zollino, borgo della Grecìa Salentina, ad ospitare l’11 agosto la nona tappa della 22ma edizione del festival itinerante “La Notte della Taranta” .
 
A dare il via in piazza Sant’Anna alle ore 20 l’anteprima nazionale del documentario A sud della musica – La voce libera di Giovanna Marini, ospite della serata insieme al regista romano Giandomenico Curi.
Realizzato con il sostegno dell'Istituto Diego Carpitella, con la collaborazione dell'Istituto Ernesto De Martino, il film è prodotto dalla società salentina Meditfilm in associazione con AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico).
 
La musica popolare, da molti considerata d’appendice, rappresenta l’anima di un’Italia sempre più scollata e che fatica a riconoscersi. Il merito di Giovanna Marini è quello di farla vivere sempre e comunque in tutte le sue forme, incontrando i cantori passati e presenti. Giovanna Marini scende in Salento, tra il 1969 e il 1971, perché le hanno detto, racconta, che lì sanno cantare bene e in questa ricerca la guidano il suo istinto, la sua passione per la musica e la voglia di innamorarsi di quella terra, del Sud, di quei canti, di quei cantatori. Vuole capire come funziona il canto contadino, per imparare, per registrare quei canti, trascriverli, studiarli, e poi ricantarli a modo suo, farli conoscere a quanti non hanno la minima idea di quel modo straordinario e antichissimo di cantare e di comunicare. E’ stato il Salento a farle capire a fondo che i suoni hanno senso perché appartengono alle persone, e che l’identità politica, storica, che le persone esprimono attraverso i suoni – attraverso il timbro della voce, l’emissione del fiato, il rapporto del suono col corpo – è  il fondamento di ogni politica. Pasolini è un riferimento costante nell’opera di Giovanna, anche per quanto riguarda il Sud. Un Sud, quello del regista friulano, vivo e profondamente contraddittorio, un Sud inteso come grande periferia, un universo a parte, geografico, di classe, destinato alla fine a resistere, “perché i suoi valori sono superiori a quelli della borghesia.
 
Ma il Salento è anche avamposto dell’Oriente, da sempre luogo di fascino e di incontro fra le parole e la musica. Registra canti che poi riproporrà in giro per più di 30 anni, canti che accompagnano anche il film dall’inizio alla fine, che si mischiano ai ricordi, alle testimonianze di amici e studiosi, ai luoghi ritrovati, alle facce e alle immagini dei materiali di repertorio, soprattutto ai musicisti e ai cantanti, vecchi e nuovi, più vicini alla cultura orale e al canto di tradizione.
 
Per celebrare l’incontro della cultura salentina con quella delle altre regioni del nostro paese, il festival quest’anno ospita alcuni gruppi provenienti da altre zone d’Italia. Per la sezione Altra Tela, a Zollino, in Piazza Sant’Anna alle ore 21 arriverà “La banda della ricetta” proveniente dalla regione Lazio, un quartetto femminile, in cui si unisce il cibo con la musica.
Nato da un’idea della musicista Clara Graziano, “La banda della ricetta” è uno spettacolo dove le canzoni si assaporano dall’antipasto al dolce, i sapori musicali vengono dal repertorio folk della tradizione popolare italiana, da composizioni originali della stessa Graziano e da brani portati al successo da alcuni grandi interpreti come Domenico Modugno (La cicoria e ‘O cafè), Caterina Bueno (Fagioli ‘olle ‘otenne), Nino Ferrer (Il baccalà), Piero Ciampi (Il vino). Dal pentolone de “La Banda della Ricetta”, vengono fuori sapori di klezmer, la musica tradizionale ebraica, aree circensi, ritmi jazz. In scena con le loro “parannanze” (grembiuli da cucina) e i loro attrezzi da cucina, le musiciste della Banda sono: Clara Graziano (voce, organetto, putipù), Valentina Ferraiuolo (voce, tamburelli), Teresa Spagnuolo (clarinetto) e Carla Tutino (contrabbasso).
 
Alle ore 22 nella Villa Comunale al via il concerto Ragnatela con L’Orchestra Popolare del Saltarello e il gruppo salentino Gli Strittuli.
 
Il progetto Orchestra Popolare del Saltarello nasce da un’operazione di ricerca e rivalutazione della tradizione musicale abruzzese, ricostruendo in musica il percorso dei tratturi lungo il quale si è sviluppato e propagato il celebre “Saltarello”, proponendo un repertorio di brani popolari abruzzesi, con un organico formato da dieci musicisti e un corpo di ballo che insieme ripercorrono un viaggio lungo le antiche vie della transumanza. L’ideatore del progetto il musicista, compositore Danilo Di Paolonicola, docente di fisarmonica diatonica al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e al Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, è considerato tra i migliori fisarmonicisti e organettisti del mondo.
 
Il gruppo Li Strittuli, nato a San Pancrazio Salentino (Br) nel 1998, è composto da  giovani musicisti che si propongono di diffondere il patrimonio musicale del Salento e della Grecìa salentina, tra cui Armando Carrozzo, Daniele Girasoli, Giorgio D'Aria, Paolo Puricella, Vincenzo Mancini, Salvatore Greco. Con violino, organetto, fisarmonica, chitarra e tamburo, l’obiettivo principale della compagnia è quello di riproporre un viaggio nella musica popolare salentina, eseguendo anche canti di tradizione del proprio paese. 

NOTTE TARANTA: ACCOGLIENZA PER DISABILI AL CONCERTONE 

La Notte della Taranta” si prepara ad accogliere le persone disabili che raggiungeranno Melpignano (Le) il 24 agosto, in occasione del Concertone Finale. Il servizio per le persone diversamente abili sarà garantito grazie alla collaborazione con L'Integrazione Onlus, cooperativa che metterà a disposizione uno staff di operatori qualificati per l'assistenza alle persone con disabilità, un servizio di infoline per dare informazioni prima e durante l'evento (n. 1 email e n. 2 numeri di telefono), un servizio di prenotazione del proprio posto all'interno dell'area (con badge uninominali) e uno staff addetto alla comunicazione e allo storytelling. 

Per richiedere il proprio badge e prenotare un posto per sé e per il proprio accompagnatore all'interno dell'area disabili, la persona interessata potrà facilmente inoltrare la propria richiesta attraverso il seguente modulo: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf1OVsWzUa5jOIbhl18pg_K2B4XJk29-9wE_cdiA1u2-mLGxA/viewform 

Le richieste di prenotazione dovranno pervenire entro le ore 23.00 del giorno 22 agosto e saranno accettate in ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei posti disponibili. 

I badge saranno invitati a tutti entro 48 ore dall'invio della richiesta, insieme alle informazioni sul parcheggio e sulle modalità di accesso all'area concerti. 

I contatti ai quali poter fare riferimento sono 

3891842536 Matteo Buttazzo 

347185 2698 Veronica Calamo 

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

     

TARANTA, ARRIVANO LE STELLE DELLA DANZA SALENTINA

Arrivano a passo di danza le ultime novità sul Concertone 2019. Il Corpo di Ballo della Taranta ospiterà tre eccellenze salentine sul palco di Melpignano: GABRIELE CORRADO di Casarano  ballerino del Teatro La Scala di Milano, ELENA MARZANO di Lecce ballerina della Compagnia Les Ballets di Montecarlo,  e il danzatore di formazione scaligera impegnato in produzioni internazionali  LUIGI CAMPA di Bagnolo del Salento. 

Tre talenti del territorio che grazie a sacrificio e  passione sono riusciti a raggiungere le vette della danza internazionale,  interpreteranno insieme al Corpo di ballo residente, diretti dal coreografo DAVIDE BOMBANA, alcuni brani della tradizione popolare unendo alla loro straordinaria tecnica il ritmo della pizzica. Una scelta precisa che nasce dalla volontà di ospitare i giovani artisti del nostro territorio, così come accaduto due anni fa con Nicoletta Manni, prima ballerina del  teatro La  Scala.

Insieme a loro, guidato dal coreografo Davide Bombana, si esibirà il Corpo di Ballo de La Notte della Taranta, composto danzatori popolari e accademici.

Per i popolari saliranno sul palco del Concertone finale di Melpignano: Laura Boccadamo, Mihaela Coluccia, Cristina Frassanito, Serena Pellegrino, Lucia Scarabino, Andrea Caracuta, Stefano Campagna, Marco Martano, Fabrizio Nigro e Alfredo Pepe protagonisti anche di Pizzica in scena durante le tappe del festival e impeccabili guide nei percorsi di conoscenza della danza salentina nei laboratori che coinvolgono i turisti. 

Per gli accademici: Francesca Bellone che dal 2006 lavora per il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino e l'Arena di Verona;   Laura Massetti precedentemente ballerina del Balletto di Toscana e dal 2017 nella compagnia XE; Angelica Mattiazzi anche lei della compagnia Nuovo Balletto di Toscana ora al  Teatro la Fenice di Venezia; Linda MessinaAlessandro Cascioli e Michele Morelli, tutti e tre attualmente ballerini al Teatro Massimo di Palermo; Francesco Porcelluzzi  formatosi nella scuola del Balletto di Toscana sotto la direzione di Cristina BozzoliniNicola Simonetti  ballerino per diverse compagnie e progetti italiani ed esteri.

Il coreografo dell’edizione 2019 del Concertone finale di Melpignano, che è a lavoro con il gruppo di ballerini  in sala prove a Corigliano d’Otranto per realizzare 12 quadri, è Davide Bombana.  Nome di spicco della danza internazionale, celebri le sue parti danzate nel Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker diretti da Jansons, Metha e Muti ed eseguite dai primi ballerini dell’ Opera di Stato di Vienna, Bombana porterà sul palco di Melpignano le narrazioni danzanti ispirate dai testi e dai suoni dei brani della tradizione salentina. 

 “Sono due discipline che si incontrano, e sul palco sarà amalgamato questo incontro tra culture e quindi tra  danza popolare e danza accademica. Sarà data un’impronta molto importante ed evidente alla gestualità, saranno messi in scena movimenti “molto terreni” in una sorta di duetto e interscambio tra la  tecnica dei  danzatori accademici e quella dei danzatori popolari. Le 12 coreografie complessive si svilupperanno su tematiche principali che saranno portate sul palco reinterpretando il tema dell’amore, del duello, della cultura contadina in una connessione sempre presente, ma quasi impalpabile tra stili diversi che dialogano tra loro creando arte”, spiega il coreografo Bombana

“Quello che è accaduto per la musica nel corso dei 22 anni di storia della Notte della Taranta accade oggi per la danza, evidenzia Massimo Manera presidente della Fondazione La Notte della Taranta.  I ballerini popolari hanno la possibilità di ampliare la formazione professionale con i grandi coreografi: Fabrizio Mainini nel 2016, Luciano Cannito nel 2017, Massimiliano Volpini nel 2018 e Davide Bombana per l’edizione 2019. Non solo. In 45 giorni di prove si confrontano con i ballerini classici provenienti dalle migliori compagnie e teatri italiani. E nascono collaborazioni interessanti. E’ motivo di orgoglio oggi per la Fondazione constatare che tutti i musicisti dell’Orchestra hanno avviato collaborazioni con i maestri concertatori o con gli ospiti del Concertone. Sono nate opportunità che senza La Notte della Taranta avrebbero certamente avuto meno possibilità di essere realizzate. Auspichiamo lo stesso successo per i nostri danzatori”. 

BIO ARTISTI 

Davide Bombana, nato a Milano, si diploma alla scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Svolge  la sua carriera di primo ballerino, oltre che al Teatro alla Scala,  anche al Pennsylvania Ballet, lo Scottish Ballet, il London Festival Ballet e il Bayerische Staatsballett di Monaco. Torna al Teatro alla Scala come ballerino ospite,  vince il Premio Positano. In veste di coreografo, le sue prime creazioni vincono premi prestigiosi come il "Bayerischer Theaterpreis" a Monaco di Baviera e il "Benois de la danse" a Mosca. Nel 1998 diviene direttore della compagnia fiorentina "Maggio Danza". Come coreografo ospite crea per diverse compagnie internazionali quali:  Opera di Parigi, Ballet du Rhin e il Ballet de Capitole di Tolosa;  National Ballet of Canada;  Ballett der Wiener Staatsoper und Volksoper a Vienna;  Bayerisches Staatsballett a Monaco di Baviera, Badisches Theater Karlsruhe,  Grand Ballet de Génève a Ginevra;  New York Choreographic Institute, Queensland Ballet Australia ecc. Nel 2004 vince il premio "Danza & Danza" come "Coreografo italiano nel mondo" e nel 2012 il suo balletto Medea vince il premio "Danza & Danza" come "Miglior Produzione Italiana 2011". Nel 2014 riceve il 49mo premio internazionale "Le Muse" a Palazzo Vecchio a Firenze. Ha curato le coreografie delle parti danzate del Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker (trasmesso in mondovisione) del 2012, 2015 e 2018. In occasione dell'inaugurazione del Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze crea il balletto "La Valse" su musiche di Maurice Ravel, sul podio il Maestro Zubin Metha. Nell'inverno del 2015 è andata in scena la sua nuova, attualissima, interpretazione di "Romeo e Giulietta" di Prokofiev, che ha vinto il premio "Danza&Danza" come miglior produzione italiana 2015. Per il Balletto di Stato di Vienna crea nel dicembre 2017 la sua seconda interpretazione del capolavoro di Shakespeare Romeo e Giulietta, questa volta sulla celebre "Symphonie Dramatique" di Hector Berlioz ripresa lo scorso marzo. Nel 2018 a "Fabbrica Europa" crea "Arcaico" su musiche di Katia Pesti. Nel 2019, dopo la creazione "Ma mère l'oye" con il Nuovo Balletto di Toscana, crea una nuova "Carmina Burana" con il Corpo di Ballo dell'opera di Bucarest. Con “Roméo et Juliette, creato alla Volkoper di Vienna, Bombana ha vinto il Premio nazionale austriaco “Musica e Teatro 2019”.

Luigi Campa, di Bagnolo del Salento, nel 2005 è stato ammesso alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala diretta da Anna Maria Prina, dove si è diplomato nel 2009 ottenendo contestualmente una  borsa di studio come miglior allievo dell’anno. Terminati gli studi è entrato subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro Staats ballet Berlin sino al 2013. Ha fatto parte, tra le esperienze, della compagnia di Victor Ullate al Teatro Canal di Madrid fino al 2018. Ha danzato con artisti del calibro di Vladimir Malakhov, Polina Semionova, David Hallberg, Natalia Osipova, Svetlana Zakharova e Ivan Vasiliev.Anche Gabriele Corrado, di Casarano,  inizia la sua carriera con l’ammissione  alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala diretta da Anna Maria Prina, dove si diploma nel 2005. Lo stesso anno viene premiato dal Rotary Club come uno dei migliori allievi dell’anno.Terminati gli studi  entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, dove fin dall'inizio interpreta numerosi ruoli  da solista. Nel dicembre 2007 a Cannes, gli  viene assegnato il premio internazionale "Les Etoiles de BALLET2000”Nel 2011 viene nominato solista del Teatro alla Scala. Nel settembre del 2012, in qualità di solista, raggiunge la compagnia “Les Ballets de Monte-Carlo” diretta da Jean Christophe Maillot, dove inizia una nuova esperienza artistica, interpretando numerosi nuovi ruoli. Attualmente è ballerino al Teatro La Scala di Milano dove continua a svolgere la sua attività interpretando sempre numerosi ruoli da protagonista.Elena Marzano attualmente nella compagnia Les Ballets di Montecarlo, inizia lo studio della danza classica e contemporanea a Lecce  alla  scuola di danza » di Maria Rosaria Di Lecce e Veronica Frisotti. Nel luglio del 2001 viene ammessa alla Royal Ballet Summer School a Londra per poi entrare a far parte della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano diretta da Anna Maria Prina, dove interpreta diversi ruoli solistici.Nel 2005 consegue il diploma presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano.Terminati gli studi entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, diretto da Frèdèric Olivieri, prendendo parte alle produzioni di danza ed opera della stagione scaligera.  Dal settembre 2013 é parte integrante della compagnia Les Ballets di Montecarlo diretta da Jean-Christophe Maillot, con la quale si esibisce nei più prestigiosi teatri del mondo interpretando ruoli solistici nel repertorio della compagnia.

RIGENERIAMO LA NATURA! ESTATE, SOLE, MARE, PIZZICA... E QUATTRO OASI DA SALVARE! ATTIVATO IL NUMERO SOLIDALE 45584

 

Attivato il numero solidale che consentirà di partecipare alla raccolta fondi di TARANTA SOLIDALE, il progetto promosso da Fondazione La Notte della Taranta, Legambiente, Intesa Sanpaolo per salvare 4 oasi del Mezzogiorno d’Italia.

Fino al 26 agosto con un SMS inviato al numero 45584 si potrà contribuire con 2 euro da telefono mobile e da 5 a 10 euro da telefono fisso all’iniziativa che punta alla tutela dell’ambiente.

In collaborazione con RAI RESPONSABILITA’ SOCIALE, il numero solidale sarà veicolato tutti i giorni sui canali RAI e sarà promosso durante il Concertone di Melpignano, il prossimo 24 agosto, in diretta su RAI 2.

La natura è l’anima della Terra in cui viviamo. Tutelarla e renderla fruibile per tutti significa garantire, oggi e alle future generazioni, la possibilità di vivere respirando aria pulita e godendo della sua bellezza. Fatta di paesaggi che emozionano e di uno straordinario patrimonio di biodiversità, che rende l’Italia il Paese più ricco d’Europa.

E’ per queste ragioni che Fondazione La Notte della Taranta, Legambiente e Intesa Sanpaolo hanno deciso di condividere la campagna straordinaria di raccolta fondi per la ventiduesima edizione de La Notte della Taranta, che quest’anno diventerà ecosolidale. Grazie al contributo di tutte le persone che decideranno di partecipare a “RigenriAMO la Natura”, infatti, sarà possibile riqualificare, con progetti semplici e concreti, quattro aree pregiate dal punto di vista ambientale in Campania, Basilicata, Calabria e Puglia. Ognuna con una sua storia da raccontare:  l’Oasi dei Variconi, a Castelvolturno, in provincia di Caserta, meta di tantissimi amanti del birdwatching, devastata da un incendio doloso; la Zona di protezione speciale Costa Ionica Foce Varone, a Pisticci, in provincia di Matera, ricca di dune, spiagge, fauna da osservare ma non accessibile per le persone disabili; le dune di Sovereto, a Isola di Capo Rizzuto , in provincia di Crotone, con habitat naturalistici e sentieri da ripristinare; la baia di Torre Squillace, nel comune di Nardò, al centro della zona di protezione dell’area marina protetta di Porto Cesareo, da rendere fruibile con percorsi guidati per scoprire la storia della Torre e del patrimonio naturale che la circonda.

“RigeneriAMO la Natura”, attraverso questi quattro progetti e le immagini che li descrivono, sarà anche un viaggio nella bellezza diffusa di un’Italia meno conosciuta e spesso, per questo, trascurata. Il Belpaese da riscoprire insieme, difendere e promuovere. Come fa da ventidue anni La Notte della Taranta con le radici popolari e il linguaggio universale della musica.

Per partecipare alla raccolta fondi che terminerà a settembre,  è anche disponibile la piattaforma forfunding di Intesa Sanpaolo:

 https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/rigeneriamo-la-natura-legambiente

Anche i proventi della vendita della T-shirt firmata Yezael creata dallo stilista Angelo Cruciani per la ventiduesima edizione de La Notte della Taranta (in vendita in tutte le tappe del Festival) saranno devoluti al progetto RigeneriAMOlaNatura. Primitiva ed esplosiva come una danza di Magritte la ruota di lune nel tamburello della T-shirt culmina con il logo della manifestazione. 

Taranta Solidale, progetto speciale della Fondazione, ha permesso nel corso degli anni di raggiungere importanti obiettivi: in collaborazione con Granarolo nel 2015 è stata donata la fornitura per tre mesi di beni di prima necessità alla CARITAS Italiana, nel 2016 la raccolta fondi straordinaria per il terremoto ha consentito l’avvio dei lavori per la ricostruzione della Casa della Musica ad Amatrice e nel 2017 di contribuire ai progetti destinati ai bambini da UNICEF, nel 2018 i fondi sono stati raccolti in collaborazione con  Intesa Sanpaolo per il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce.

 

 

Hashtag ufficiali  #RigeneriAMOlaNatura  #taranta22  #WeAreinPuglia   

PER LA NOTTE DELLA TARANTA A CALIMERA VA IN SCENA LA MEMORIA

ORE 19 TEATRO” LE PUPE DI PANE” -LARGO IMMACOLATA FONDAZIONE “TOMMASI”
 
ORE 19 IL BORGO RACCONTA-LARGO IMMACOLATA
 
ORE 21 ALTRA TELA-LARGO IMMACOLATA
 
ORE 22 PIZZICA IN SCENA-PIAZZA DEL SOLE
 
ORE 22 CONCERTO RAGNATELA-PIAZZA DEL SOLE
 
 
Il festival itinerante “La Notte della Taranta” continua il suo viaggio nell’arte che racconta la storia di una terra, il Salento ricco di tradizioni. Ed è proprio la memoria la chiave di lettura dell’ottava tappa, nella notte di San Lorenzo, che si svolgerà  a Calimera, dove ad aprire la serata sarà lo spettacolo teatrale “Pupe di pane-una performance sul pane e le sue storie”.
La regia di Tonio De Nitto offrirà agli spettatori uno spettacolo in cui il pane sarà al centro di un viaggio che mette in gioco la creatività e la memoria, attraverso una performance sulla sua preparazione e le sue storie. Intorno a una tavola da lavoro, la mattrabbanca, cinque attrici compiranno un rituale che riporterà alla memoria di tutti una tradizione che attraversa dialetti e cucine diverse, quella delle pupe di pane: bambole che si modellavano in attesa della Pasqua, in un tempo in cui i bambini non avevano nulla e la fantasia ero lo strumento più potente per inventare giochi e passatempi. Fatte con un impasto dolce, le pupe erano uno dei pochi doni ricevuti dai bambini e per questo tanto speciali; una sorta di talismano contro le disgrazie, ma anche un rito che si rinnovava e raccontava la storia di donne che dopo aver maneggiato la farina per ore, davano vita ad un impasto su cui vegliare prima dell’uccata, l’infornata. Lo spettacolo ideato, scritto e interpretato da Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta e Carmen Ines Tarantino è prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce.
 
L’appuntamento con Le pupe di Pane è alle ore 19 in Largo Immacolata presso la Fondazione “Tommasi” e nella stessa serata saranno in programma due repliche, rispettivamente alle ore 20 e alle ore 21. Per tutti e tre gli appuntamenti è previsto un numero massimo di 35-40 spettatori, è quindi richiesta la prenotazione al numero 3240594511.
 
Contemporaneamente allo spettacolo teatrale, per la sezione Il borgo racconta, alle 19 da Largo Immacolata partirà una visita guidata a cura della pro loco di Calimera. Il tour transiterà da via Costantini verso il centro storico da cui si potrà ammirare la bellezza architettonica della chiesa madre del paese dedicata al protettore San Brizio; da qui si intraprenderà via Montinari per arrivare alla Villa comunale e alla stele greca. Il tour si chiuderà alla cappella di San Vito.
La visita è aperta a tutti, gradita la prenotazione al numero 3240594511.
 
La serata continuerà con i concerti di Altra Tela alle ore 21 in Largo Immacolata, dove ad esibirsi saranno Otello Profazio dalla Calabria e a seguire Canio Loguercio e Alessandro d’Alessandro di Napoli, tre dei tanti graditi ospiti che il festival richiama a sé per celebrare l’incontro della cultura salentina con quella delle altre regioni del nostro paese proclamandosi festival delle culture d’Italia.
Otello Profazio è un artista calabrese che ha interpretato nella sua lunga carriera le storie del Sud; cantautore e cantastorie, è interprete delle tante anime del meridione, e la sua voce si adatta ai diversi registri dei canti, da quelli di amore a quelli di lotta e di denuncia. Premio Tenco alla carriera nel 2018, sorprende anche con il suo ultimo album di inediti ‘La storia’.
 
Canio Loguercio, lucano di nascita e napoletano d’adozione, è un musicista, poeta e performer; nello spettacolo con Alessandro D’Alessandro, organettista e coordinatore artistico dell’Orchestra Bottoni, propone un viaggio fra suoni, parole e suggestioni nella lingua madre delle passioni, il napoletano.
 
Un’ora più tardi sarà ancora la tradizione popolare a guidare la tappa di Calimera verso la conclusione con una delle principali novità di questa 22ma edizione, “Pizzica in Scena” la performance del Corpo di Ballo de “La Notte della Taranta” volta a creare un connubio tra luci, suoni, movimento e architettura. Ad esibirsi saranno i ballerini Serena Pellegrino, Stefano Campagna, Marco Martano, Lucia Scarabino e Mihaela Coluccia; l’appuntamento è per le ore 22 in piazza del Sole.
 
Sempre qui al termine della performance danzante, per la sezione concerti Ragnatela si esibiranno Sette Bocche e Antonio Amato Ensemble.
 
Artisti provenienti dalla Campania, Sette Bocche condividono l’esperienza della musica popolare, con una chiave interpretativa del tutto personale, molto vicina al Nu Folk. Il progetto musicale del gruppo è un cammino di ricerca sulle origini della cultura del territorio, con la riscoperta del materiale folklorico inedito appartenente all'area geografica dell'Agro e dei Monti Picentini. La “necessità” di fare spettacolo, la passione per il teatro e le differenti influenze musicali hanno portato i sette componenti del gruppo a dar vita al loro percorso artistico che, oltre a dare voce al mondo contadino, alterna momenti musicali e coreutici a momenti di grande interazione con il pubblico, chiamato a rispondere a simpatiche provocazioni e a prendere parte alle danze. Il ritrovato interesse verso questa musica allo stesso tempo nuova e antica, nasce anche dalla possibilità di poter partecipare alle feste popolari o ai concerti, armati di castagnette, foulard, gonne "gitano-folk-contadine", con una conoscenza più o meno ampia delle danze. Tante le collaborazioni di Sette Bocche, da James Senese a Eugenio Bennato passando per Enzo Gragnaniello.
Sul palco Angelo Plaitano (chitarre e voce), Daniela Dentato (danza e voce), Francesca La Ragione (danza e voce), Alfredo Marraffa (flauti), Antonio Rizzo (basso elettrico e voce), Pasquale Di Lascio (percussioni e tamburi a cornice), Giovanni Fasano (batteria).
 
A calcare lo stesso palco, in chiusura sarà Antonio Amato una delle voci dell’Orchestra Popolare de “La Notte della Taranta”. Il suo ensemble è composto da altri musicisti dell’Orchestra: Antonio Marra (batteria) Nico Berardi (fiati e zampogna) Roberto Gemma (fisarmonica). E dai musicisti Valerio Rizzello (tastiere-oboe) Palmiro Durante (chitarra) Armando Ciardo (violino) Luigi Baldassarre (basso) e dalla danzatrice Cristina Frassanito. Nei concerti strumenti acustici si intrecciano in simbiosi con strumenti elettronici e sonorità moderne, con una particolare attenzione alle ritmiche ipnotiche e ancestrali che rappresentano la colonna portante della ‘pizzica’. In dieci anni di attività il gruppo è riuscito a sviluppare un sound originale e ben riconoscibile
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