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NOTTE DELLA TARANTA: SABATO GRAN FINALE, ATTESI IN 200MILA

8 ore di spettacolo di musica, danza e colori per il gran finale della Notte della Taranta in programma sabato a Melpignano, nel Salento. Per il ventennale del festival di musica popolare più grande d’Europa sono attese 200 mila persone provenienti da tutta Italia e dall’Estero. Una lunga notte all’insegna della pace e del dialogo tra i popoli sulle note della “pizzica” la musica tradizionale salentina che sarà interpretata dai numerosi ospiti sotto la guida del maestro concertatore Raphael Gualazzi. Ai 21 componenti dell’Orchestra Popolare si uniranno il cantante Gregory Porter, vincitore di due Grammy Award,  il chitarrista di David Bowie Gerry Leonard, il sassofonista dei Rolling Stones Tim Ries, il percussionista cubano Pedrito Martinez. Il tutto sarà addolcito dalle voci della statunitense Suzanne Vega che proporrà una versione “pizzicata” di “Luka”, uno dei brani che l’hanno resa celebre, e della cantante israeliana Yael Deckelbaum che porterà sul palco “La preghiera delle madri” con l’esibizione della prima ballerina della Scala Nicoletta Manni. Unici ospiti italiani gli emergenti Boomdabash.  
 
16 dei 45 brani previsti saranno accompagnati dalle corografie dei 18 ballerini guidati dal maestro Luciano Cannito. Sul maestoso palcoscenico di 330 metri quadri anche uno spettacolo di 16 mila luci led, con le caratteristiche luminarie. Il concertone sarà trasmesso in diretta su Rai 5 a partire dalle 22,30. 
 
Il pre-concertone, che partirà alle 18, vedrà protagonisti sei gruppi tra cui la “Barcelona Gipsy balKan Orchestra”(Bgko), proveniente dalla citta' spagnola ferita dalla violenza del terrorismo, e la formazione delle 'Ciaramelle, poeti e saltarella di Amatrice”. Portarà la sua testimonianza, anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.

24 AGOSTO 2017, IL FESTIVAL ITINERANTE 2017 TERMINA A MARTANO

La ragnatela musicale de La Notte della Taranta, il 24 agosto fa tappa a Martano per l’ultimo appuntamento del Festival Itinerante prima del Concertone del 26 agosto. Prima dell’inizio dei due appuntamenti: Altra tela e la consueta tappa del festival si  terrà alle ore 21 in Piazza Assunta la conferenza stampa di chiusura del festival itinerante 2017 alla presenza del direttore artistico del festival itinerante Luigi Chiriatti e del sindaco di Martano Fabio Tarantino

 Al termine della conferenza stampa, nella stessa location avrà inizio Altra Tela con Ninfa Giannuzzi, Valerio Daniele, Giorgio Distante e Vito de Lorenzi presentano  che Àspro (Dzbiancodz in lingua grica), pensiero inedito e multiforme intorno alla musica tradizionale salentina. La ricerca testuale su antichi testi in grico di Ninfa Giannuzzi si innesta sugli arrangiamenti di Valerio Daniele per dar vita a una sonorità non prevista e non prevedibile, tessuta nelle trame dell'essenzialità, con suoni in bilico tra acustico, elettrico ed elettronico che oscillano tra le ruvidezze dell’antica lingua grica e le continue mutazioni delle tessiture armoniche.

Al termine di Altra Tela, alle 22.30 sul palco allestito nella Villa Comunale si esibiranno Ariacorte musica popolare salentina con Rocco Borlizi e a seguire i Kalàscima.

Il gruppo di musica popolare Ariacorte nasce nel 1996 a Diso (LE), piccolo centro dalle origini messapiche, con l'intento di mantenere viva la tradizione orale e la cultura popolare salentina offrendo un continuo lavoro di ricerca nell'ambito della rivalutazione e divulgazione del patrimonio culturale tradizionale. La loro proposta di spettacolo dal vivo si serve di strumenti tipici, il tamburello, la tamorra, il cuore pulsante del ritmo della "pizzica", accordandosi, senza soluzioni di continuità, con il resto della ricchissima strumentazione. 

Concludono la serata i Kalàscima, rappresentanti della musica world italiana, esponenti di un neofolk urbano che proietta la musica popolare salentina nella modernità, “rigenerandola” attraverso la tecnologia. I Kalàscima presentano il loro ultimo lavoro, “Psychedelic Trance Tarantella”, nel quale spicca la collaborazione del maestro Ludovico Einaudi. ‘‘Psychedelic Trance Tarantella’’ è un disco che sperimenta un linguaggio universale dove la ‘tradizione’ è filo sottile, labile, che unisce una molteplicità di ‘significati’ che arrivano da tante fonti diverse, dove un tamburo digitale collegato direttamente ad un amplificatore esalta, manipola, distorce la tradizione con un ritmo avvolgente e ipnotico che accompagna il pubblico verso orizzonti nuovi.

IL 23 AGOSTO, A STERNATIA LA NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE

Penultima tappa de La Notte della Taranta domani 23 agosto a Sternatia con due appuntamenti in programma e una esibizione imperdibile. La Nuova Compagnia di Canto Popolare, tra i principali gruppi di musica popolare sulla scena italiana sarà nella cittadina grica per la rassegna Altra Tela che eccezionalmente avrà inizio alle 22.30.

Prima di questo immancabile evento si esibirà per la tradizionale tappa del festival itinerante Pino Ingrosso con le sue Note di un viaggio. La storica voce solista del pianista Nicola Piovani, proporrà insieme al suo gruppo una performance che scandisce, con leggerezza e un pizzico di nostalgia, modi, tradizioni, costumi e usanze del Sud Italia, rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al nostro paese, ma a tutti i Sud del mondo.
La maggior parte dei brani, composti dallo stesso Pino Ingrosso, riecheggiano tutte le influenze delle varie dominazioni che hanno caratterizzato il Sud Italia e sono stati scritti sia in dialetto salentino sia in italiano, per avvicinare anche un pubblico non locale, lasciandosi facilmente comprendere.

 

Alle 22.30 per Altra tela in piazza Castello sarà la volta della Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP), nata negli anni ’60 e definita “Il più grande gruppo di musica etnico-napoletana”. Guidata oggi da due dei suoi componenti storici Fausta Vetere e Corrado Sfogli, la Nuova Compagnia, che ha visto fra i suoi fondatori Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, scava nei linguaggi e nelle varie culture che si sono mescolati a Napoli, città che è sempre stata crocevia fra Occidente e Oriente. Il gruppo esegue un repertorio che va dai suoi successi come “Tammuriata Nera”, le villanelle e le tammurriate composte dalla stessa Compagnia, ai brani più noti della tradizione napoletana, eseguiti con uno stile unico e inconfondibile (Si passa da “Cicerenella” a “Madonna De La Grazia”, dalla “Tarantella Del Gargano”, e altre). A questi si aggiungono brani nuovi come “Ma Pecchè”, “Pascalì” o “Napulitane”, tratti dal recente doppio album, pubblicato il 14 ottobre 2016, che celebra il 50° anniversario della storica band con un album dal titolo esplicativo “50 anni in buona compagnia”.

TARANTA, IL CONCERTONE VESTE SILENTE

Quest’anno, il Concertone de La Notte della Taranta veste Silente, progetto di slow design ideato e prodotto in Italia da Francesca Iaconisi, stilista nata a Copertino e formatasi a ZoneModa, i Corsi di moda dell’Università di Bologna. 

La stilista salentina che vestirà l’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta, il Corpo di Ballo   e  l’ètoile Nicoletta Manni, riproporrà l’autenticità delle lavorazioni artigianali in chiave moderna. Si tratta di abiti che riportano alle origini, che richiamano i colori della terra salentina, dalle nuances calde,  linee semplici con qualche gioco di trasparenza che saranno indossati sul palco dalle ballerine. Artigianalità che si fa passione  e che racconta il Salento attraverso le creazioni. Linee essenziale che rimandano alla tradizione popolare anche  per i  ballerini del Corpo di ballo. Abiti  eleganti, semplici e raffinati per tutta l’Orchestra popolare. Sono tre le creazioni ideate per la prima ballerina della Scala di Milano Nicoletta Manni in cui la stilista  imbastisce una trama tra i tessuti, metafora dell’unione tra la danza popolare e  quella classica attraverso  giochi di stoffe leggere, trasparenze ricami ormai in disuso, riattualizzati in chiave moderna.

Francesca Iaconisi, che dopo aver perfezionato gli studi nel settore a Bologna è tornata nella sua terra,   ha il suo laboratorio a Copertino dove segue ogni fase del processo creativo: ciascun capo è pensato e confezionato singolarmente con tecniche di alta sartoria.

Attualizzando la tradizione,  ha recuperato tecniche del passato, affidando la realizzazione dei capi ad artigiane locali.

Nel laboratorio Silente si segue ogni fase del processo creativo: ciascun capo è pensato e confezionato singolarmente con tecniche di alta sartoria.

Francesca Iaconisi, ideatrice e designer del marchio, lavora ridefinendo regole, tempi e luoghi. Silente è una collezione nel senso più puro del termine, ovvero un guardaroba che è composto da una gamma di modelli che si evolvono continuamente con tessuti e dettagli nuovi e ricercati, ma che conservano la loro essenza. Il guardaroba Silente è un immaginario in cui forme morbide, avvolgenti e fluttuanti raccontano una femminilità non convenzionale e senza tempo.

Le sue creazioni portano il nome delle donne a cui la stilista si ispira quando crea una forma nuova, pensata in base alle esigenze di coloro che sempre più spesso lamentano l’uniformità forzata imposta dalla moda e che in questa realtà ritrovano essenza, autenticità e unicità.

IL 22 AGOSTO, IL SALENTO INCONTRA L’UMBRIA A CUTROFIANO

Il festival itinerante La Notte della Taranta si avvicina alle ultime tappe. Il 22 agosto arriva a Cutrofiano con due iniziative: Altra Tela alle 21.30 e la tappa del festival un’ora più tardi.

Per il primo appuntamento in piazza Cavallotti si esibiranno Lucilla Galeazzi, Antonio Amato, Nico Berardi con Fiore de campo, fiuru de sirenu: lo stornello tra Umbria e Salento. Dire stornello è riportare tutto al tempo della civiltà dello scalino, delle storie e dei ritornelli tramandati di generazione in generazione, come i semi antichi, i riti, le tradizioni intrecciate al vivere delle comunità che hanno espresso questa stesura fatta a più voci e giunta sino a noi attraverso lo straordinario setaccio dei dialetti italiani, un patrimonio da riscoprire e far rivivere. Questo è il punto di partenza del maestro Nico Berardi che, nell’ideare questo spettacolo, ha posto come obiettivo il confronto e la contaminazione tra dialetti che si sfidano bonariamente e proficuamente attraverso i dispetti musicali e vocali, una singolar tenzone fatta di accordi semplici, tamburelli, chitarre, zampogne. Protagonista sono Antonio Amato, cantore tra i più apprezzati della musica salentina e l’umbra Lucilla Galeazzi, voce di luminosa bellezza e potenza, accompagnati da La Piccola Orchestra dello Stornello.

 

Dopo l’incontro in Altra Tela tra Salento e Umbria, sul palco in piazza Municipio ci saranno i KAMAFEI con lo spettacolo “Traditional Version”, chiamato in questo modo  perché vuol  essere un omaggio alla tradizione popolare, anche sei ai tradizionali ritmi e strumenti si assoceranno strumenti più tecnologici. Un connubio equilibrato che avrà un unico obiettivo: esaltare la tradizione etnomusicale del Salento. Non mancheranno le contaminazioni con  le melodie spagnole, con le altre culture del Mediterraneo, in un viaggio musicale variegato e travolgente.

PRECONCERTONE, MUSICA DA BARCELLONA E DA AMATRICE

La musica è vita e speranza. Da Barcellona e da Amatrice. Tra i sei gruppi che saliranno sul palco del  Preconcertone di Melpignano del 26 agosto anche  la musica che non dimentica ma che costruisce un pentagramma di speranza e rinascita con Barcelona Gipsy balKan Orchestra e  Ciaramelle, poeti e saltarella di Amatrice, tra le formazione  che nel pomeriggio, a partire dalle 18, si esibiranno durante il preconcertone insieme a Piccola Rondala piccola Orchestra dei migranti ospiti dei centri di accoglienza dell’UnicefTarantula Garganica, Gran  Bal  Dud.   La Barcelona Gipsy balKan Orchestra (BGKO), è una  band di estrazione internazionale, dove le diversità costituiscono non scontro, ma incontro. La BGKO  interpreta  la  musica  tradizionale  dei  Balcani,  dei  gitani  e  degli  ebrei  dell’est Europa con un approccio originale. Le  sonorità  contemporanee,  uniche  e  particolari  della  Barcelona  Gipsy  balKan  Orchestra nascono  dall’esplorazione  instancabile  e  appassionata  dei  timbri  e  delle varietà  della musica  balcanica e  della  tradizione klezmer  e  rom. La  musica  balcanica  è  qui  intesa con  una  vasto  insieme  di  tradizioni  musicali  e  cultura  multietnica,  che supera  i  confini geografici e si nutre ancora di più da tutte le tradizioni che storicamente hanno convissuto in quest’area nel corso dei secoli: aschenaziti, ebrei e sefarditi, gipsy, ottomani, arabi. Il  gruppo  miscela  le  varie  influenze  artistiche  dei  suoi  componenti  ed è  stato  arricchito  e formato ulteriormente dalla scena musicale di Barcellona, dalla musica latino americana alle canzoni tradizionali catalane, italiane, greche, russe e del medio oriente, fino alle sonorità vibranti del jazz, del flamenco, del jazz manouche e della musica rockabilly.  La Barcelona Gipsy balKan Orchestra (BGKO)  è l’evoluzione della Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra, un gruppo che nell’arco di tre anni è diventata il punto di riferimento nella scena della  musica  etnica  di  Barcellona  e  che  in  brevissimo  tempo  ha  avuto un  largo  eco internazionale, grazie a vari concerti e tournée per i festival, teatri e le sale da concerti più rappresentative di più di venti paesi diversi.

Nel ventennale de La Notte della Taranta, si è voluto creare un ponte  di musica e solidarietà per collegare  due edizioni della manifestazione, quella passata a quella attuale. Lo scorso anno, infatti,    fu avviata una raccolta fondi per le zone  che pochi giorni prima del Concertone erano state colpite dal terremoto nel Centro Italia. Da qui, la gara di solidarietà attraverso la lunga diretta televisiva su Rai5 e con  le donazioni attraverso i salvadanai allestiti nell’area concerto.

Il preconcertone di quest’anno, vuole ripartire da questo intreccio di storie ed eventi, che  lo scorso anno, in diverso modo sono stati legati indissolubilmente. E lo fa  ospitando sul palco  “Ciaramelle, poeti e saltarella di Amatrice”, con la testimonianza del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

Le ciaramelle sono uno strumento arcaico, diverso dalle altre zampogne, sia per la struttura organologica (mancanza di bordone) sia per l’uso di scale musicali pretonali e per un repertorio arcaico che  comprende la sonata per la sposa, l’accompagnamento del canto a terziana o quartina e la saltarella. La poesia improvvisata in ottava rima ha nella zona di Amatrice, tradizionalmente pastorale, una presenza forte e diffusa. Il ballo della saltarella è anch’esso diverso da quelli delle aree  limitrofe  in ragione di una maggiore dinamicità ritmica e virtuosistica e di una struttura a varie fasi.

Aprirà il preconcertone  la piccola Orchestra dei migranti non accompagnati provenienti dai centri di accoglienza Unicef sparsi in Italia, subito dopo sul palco, per raccontare in musica la loro esperienza di vita e per lanciare dal palco un messaggio di speranza.

La Fondazione “La Notte della Taranta” e l’UNICEF Italia promuovono un importante progetto di solidarietà che utilizza la musica - in questa occasione la pizzica – per  “costruire un ponte di dialogo, integrazione, pace” tra i popoli, tra i ragazzi italiani e i tanti ragazzi sperduti in fuga da guerre, violenze e povertà che arrivano nel nostro Paese: per il pre-Concertone verrà presentata una speciale ORCHESTRA composta da ragazzi migranti provenienti da alcuni centri di accoglienza, che ricevono l’aiuto e il sostegno dell’UNICEF. 

La piccola orchestra sarà composta da ragazzi migranti arrivati in Italia; partner dell’UNICEF sono Intersos e diversi enti della rete sociale operante sul territorio nazionale. L’orchestra sarà composta da: Adboulay Sissoko N'Diogou - percussionista – SENEGAL Diabate Toumani - percussionista - COSTA D'AVORIO, Ismael Sow - percussionista – GAMBIA, Azad Lucky - percussionista – NIGERIA, Joël David - pianista - NIGERIA , Lamine Drammeh - trombettista –GAMBIA, Azad Giammaria - chitarrista - ISOLE MAURITIUS,  insieme ad alcuni ,

Subito dopo sarà la volta dei bambini di Piccola ronda, esperienza nata quest’anno a Torrepaduli. Porteranno sul palco allestito nel piazzale antistante l’ex Convento degli Agostiniani, una delle tradizioni più note e significative del Salento, direttamente da Torrepaduli. 40 bambini, dai 4 ai 14 anni, sono stati  i protagonisti del progetto avviato dal Comitato Festa San Rocco di Torrepaduli (LE), Fondazione La Notte della Taranta con la collaborazione del Comune di Ruffano.  Il percorso di formazione  ha puntato alla trasmissione dei codici, dei movimenti e delle regole della  danza scherma che ogni anno richiama nella piazza di San Rocco migliaia di turisti e appassionati della grande festa popolare. Tra i piccoli partecipanti anche 4 bambini ospiti della casa famiglia “La Coccinella” di Ruffano che  hanno avuto la possibilità, attraverso gli appuntamenti settimanali con la danza, di dialogare e giocare con i coetanei. Il maestro Davide Monaco, leader della Compagnia di Scherma salentina,  ha guidato i bambini nella conoscenza della danza dei coltelli. Alla fine del percorso, i bambini e le bambine hanno realizzato in piazza Carmelitani, a Torrepaduli, il 15 agosto la ronda di Danza Scherma di San Rocco. Ora tornano sul palco di Melpignano. 

I suoni della Puglia e del Gargano con Tarantula Garganica. Il concerto  risulta un crocevia di ritmi, sonorità, canti, poesia, balli di una cultura lontana, ma resa inesorabilmente vicina da  nuovi  timbri  e  rapide  aperture  ai  linguaggi  musicali  giovanili. Lo  spettacolo  non  tralascia   mai  il  suono  semplice  e  ancestrale delle  sonorità  popolari  ma  le  cavalca  con  originalità,  fantasia  e carisma  coinvolgendo il pubblico  e trascinandolo  nel  vortice  ipnotico  estasiante,  quasi  dionisiaco della tarantella.  In concerto, il gruppo esprime, nel modo più vicino possibile alla tradizione canora di Monte Sant’Angelo e del Gargano, le sonorità e i ritmi acquisiti, ascoltando dalla voce di anziani che spesso esternavano, in melodie talvolta struggenti, i loro trascorsi e le loro emozioni. Ciò  al  fine  di  tentare  di  tramandare  fedelmente  il patrimonio culturale e folcloristico di cui è venuto in possesso. Insieme a Tarantula Garganica, anche i Cantori di Monte Sant’Angelo a suggellare l’incontro tra nuove generazioni e anziani custodi della tradizione. 

Sarà un viaggio intorno al mondo quello del preconcertone e , sui binari della musica,  si approderà  ai  ritmi e  alle melodie della musica occitana con Gran  Bal  Dub.  Nato  da  un'idea  di Sergio Berardo, storico agit prop della musica occitana con  i Lou Dalfin e innumerevoli altre formazioni,  e  Madaski,  fondatore  degli  Africa  Unite  e  uno  dei  più  grandi  esponenti  della  musica elettronica nella sua versione dub.  Questo  nuovo  gruppo  che  si  avvale  della  partecipazione  di  altri due  giovani  suonatori  emergenti della musica d'Oc, Chiara Cesano (violino) e Roberto Avena (fisarmonica) coniuga, alla luce di una comune propensione al ballo e al movimento, le note della ghironda e degli altri strumenti d'Oc alle suggestioni e i ritmi elettronici di dubstep-dance hall e techno.Gli  storici  suonatori  ambulanti  di  ghironda,  della  cui  opera  Berardo  è  la  naturale  prosecuzione  nel presente,  partendo  dalle  Valle  Occitane  percorsero  le  strade  d'Europa  fino  alla  metà  del  secolo scorso  e  portarono  sulle  piazze  dei  paesi  più  lontani  i  loro  suoni  a  bordone.  Dalla  loro  vicenda musicale emerge un'idea identitaria della cultura d'Oc come strumento di comunicazione e scambio. Musica da contrabbandieri di suoni. E sulla loro scia la ghironda di oggi trova naturale interloquire con  le  sonorità  di  una  realtà,  quella  elettronica,  solo  apparentemente  lontana  dalle  atmosfere  folk delle  Alpi  occidentali.  In  realtà  la  musica  popolare  ha la  forza  di  mettere  in  contatto  forme espressive geograficamente distanti ma nella sostanza simili come spirito e ragione di essere.

NOTTE DELLA TARANTA, SUL PALCO 40 METRI DI LUMINARIE

Saranno le luminarie di MarianoLight ad impreziosire il maestoso palco de La Notte della Taranta e rendere la lunga notte del Concertone di Melpignano una festa popolare aperta a tutti.

Le tradizionali luci che caratterizzano le ricorrenze del Salento sono la scenografia scelta per il ventennale della manifestazione per accogliere il pubblico nella magica atmosfera dei paesi in festa tra luminarie, i suoni dell'Orchestra, le voci che si incontrano. Il palco si fa imponente cassa armonica che ospiterà tutti i musicisti dell’Orchestra popolare de La Notte della Taranta, il Corpo di ballo e gli ospiti del Concertone finale del 26 agosto.  

La struttura realizzata dagli artigiani “maestri paratori” è di forma semicircolare,  gli archi montati sul palco coprono una superficie di 40 metri e raggiungono un’altezza di 14 metri, 19mila lampade a led di colore blu e bianco caldo accenderanno la lunga notte di Melpignano. Il progetto è stato ideato da Lucio Mariano in collaborazione con il regista e coreografo Luciano Cannito.

I colori scelti, luci blu, bianco caldo e bianco freddo riprendono tutta la grafica dell'edizione 2017. Blu come mare e cielo del Salento che si incontrano all'orizzonte. Un orizzonte aperto senza confini e senza chiusure che abbraccia i popoli del Mediterraneo. Anche il tipo di  decorazione delle luminarie è una delle più tradizionali,  al fine di proporre un’atmosfera  suggestiva, ma particolarmente legata alla tradizione di questa terra. Oltre ai telai semicircolari allestiti  sul retro della struttura, sul fronte palco è stata realizzata una cornice, sempre con lampadine a led degli stessi colori che delineerà il palco. L’effetto scenico in questo caso, sarà quello di un quadro  che si apre alla tradizione e che permetterà al pubblico presente nel piazzale antistante l’ex convento degli Agostiniani di immergersi in una tipica festa popolare e nei suoi giochi di luci. Sei tecnici qualificati della storica ditta di luminarie di  Mariano Light,  hanno  realizzato in 11 giorni queste sculture di luci nella sede dell’azienda  a Corigliano d’Otranto.

IL 21 AGOSTO, A CASTRIGNANO DE' GRECI IL PIANISTA SIRIANO CHE SUONA TRA LE MACERIE

L’avvio è alle 21.30 al palazzo baronale De Gualtieris, per  Altra tela che si preannuncia estremamente toccante: Aeham Ahmad, il pianista che ha sfidato la barbarie della guerra con la dolcezza dei suoi tasti, racconterà il dramma della guerra di Siria in un concerto intitolato “Music for hope”, dal nome del suo primo album. La musica “classica”, in stile pienamente occidentale, si unirà in un abbraccio armonioso ai versi e alla melodia del canto arabo. Aeham, classe 1989 e figlio di un violinista non vedente proprietario di un negozio di strumenti musicali, portava il suo pianoforte in strada con un carretto e cantava per la gente stremata dalla fame, dagli jihadisti e dall’assedio delle truppe di Assad. Il giovane è poi diventato noto come "il pianista di Yarmuk", campo profughi palestinese alle porte di Damasco, e la sua storia ha fatto il giro del mondo. Il giorno del suo compleanno i miliziani dell’Isis bruciarono il suo piano, in quanto “haram” (“proibito”): da quel momento, Aeham ha deciso di andar via e percorrere da solo le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino, a piedi o con mezzi di fortuna. In Germania ha trovato rifugio in un vecchio motel abbandonato che aveva un pianoforte: lì ha ricominciato a suonare e cantare per i bambini che ha vissuto il dramma della guerra la l’esperienza dell’esilio, tenendo concerti e vincendo un premio per l’impegno per i diritti umani.

Dopo questa prima parte dedicata  suggestiva e molto significativa la scena si sposta ai Giardini Unicef dove alle 22.30 per la tappa del Festival itinerante si esibirà Enza Pagliara con Dario Muci voce, Marco Bardoscia al contrabbasso, Dario Congedo alle percussioni, Michele Bianco alla fisarmonica e Adolfo la Volpe alle corde.. Nel nuovo progetto “Finibus Terrae Insimul - Canti e Pizziche del Salento”, l’appassionata rilettura di un corpus di canti dimenticati, appresi dagli anziani cantori salentini, si mescola senza mai snaturarsi a composizioni nuove ispirate alla realtà quotidiana. Il tutto genera un affascinante incontro tra passato e presente. Canti “alla stisa” (ad una o più voci, ma senza l’accompagnamento musicale) e struggenti melodie d’amore, compongono un intreccio sonoro di rara bellezza nel quale perdersi.

NOTTE TARANTA; ROBERTO LICCI OSPITE ORCHESTRA AL CONCERTONE

Sarà ospite dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, Roberto Licci, che salirà sul palco del Concertone di Melpignano il 26 agosto  per interpretare insieme ai musicisti dell’Orchestra residente  alcuni brani molto noti della tradizione. Voce storica del  Canzoniere Grecanico Salentino, di cui ha fatto parte dal 1973 al 1990, Roberto Licci, uno  degli esponenti più rappresentativi del lavoro di recupero della musica popolare ha provato a Zollino Fimmine, insieme ai musicisti diretti dal maestro Concertatore Raphael Gualazzi.  Licci, uno dei cantanti più famosi del folk revival anni ’70,  interpreterà tre brani della tradizione musicale salentina duettando anche in grico con un ospite internazionale.

“Nel ventennale de La Notte della Taranta, la presenza di Roberto Licci nasce dalla volontà  di creare un anello di congiunzione tra il passato e il presente, partendo da una testimonianza autorevole della riproposta per arrivare al linguaggio delle giovani generazione con i Boomdabash”  ha sottolineato il direttore artistico Daniele Durante.

IL 20 AGOSTO, A MARTIGNANO IL SALENTO INCONTRA LA SARDEGNA

Nuova tappa del festival itinerante La Notte della Taranta che il 20 agosto sbarca a Martignano dove per Altra Tela alle 21.30 saranno tre i gruppi che proporranno il loro spettacolo. Due formazioni arrivano dalla Sardegna e porteranno sul palco allestito in piazzetta Palmieri la tradizione della loro terra. Si tratta  di Fanta Folk,  duo che vede Andrea   Pisu (launeddas) e Vanni Masala (organetto) che  da  alcuni anni  portano  avanti  un  percorso  di sperimentazione  che,  partendo  dagli schemi ritmici dei balli sardi, si apre a diverse influenze  esterne  creando  una musica    coinvolgente    e    dal    forte carattere   personale.   Partendo   dalla matrice       sarda       esplorano con padronanza   le   potenzialità   dei   due strumenti.     Durante i  loro concerti, i due  musicisti si avvalgono  dell'utilizzo di altri strumenti quali percussioni, flauti  e altri  da  loro  ideati  come  la  originalissima  "sweet  trumpet". Sempre Altra tela il testimone subito dopo passerà ad un altro gruppo della tradizione sarda: il Cuncordu  e  Tenore  de  Orosei  è  tra  i  migliori  interpreti  nel  vasto  panorama  delle  musiche  vocali  sarde.

Il  gruppo  esegue  nelle  due  particolari  modalità a  Tenore e a  Cuncordu, i  Gotzos  (canti  della  Passione  di Cristo),  i  balli  tradizionali,  le  serenate  d’amore  e  tutto  il  repertorio  canoro  sacro  e  profano  del  loro paese (Orosei  e  l’unico  paese  in  Sardegna  dove  le  due  modalità  di  canto  non  hanno  conosciuto  interruzioni  nel

tempo). LA chiusura di Altra tela è affidata a La Squadra , formazione proveniente da Genova  composta da 8 canterini genovesi disposti rigorosamente in cerchio. Non utilizza strumenti oltre alla voce. La Squadra si esprime al meglio anche senza il supporto di un’amplificazione nei luoghi dove sussistono condizioni di riverbero naturale  come chiese, oratori, piazzette chiuse e lontane dal traffico, piccoli teatri e altri spazi ove il pubblico può raccogliersi in cerchio (o semicerchio).

 

L’appuntamento a partire dalle 22,30 si sposta in Piazza della Repubblica dove sul palco per la tappa dell’itinerante saliranno gli Alla Bua, gruppo della tradizione etnomusicale salentina nato inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore.

Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa.

E in questo concetto che si concretizza lo spirito e il suono del gruppo.

NOTTE TARANTA: NICOLETTA MANNI, ETOILE DELLA SCALA BALLA LA PIZZICA

La prima ballerina  del Teatro alla Scala di Milano, Nicoletta Manni, ètoile di origini salentine, danzerà sul palco de La Notte della Taranta in occasione del Concertone finale del 26 agosto a Melpignano. L’artista, sarà la protagonista assoluta de “La preghiera delle madri” di Yael Deckelbaum,  brano nato dall’incontro tra l’artista israeliana che sarà quest’anno tra gli ospiti internazionali del Concertone e un gruppo di donne ebree e musulmane che hanno marciato verso Gerusalemme per chiedere la pace. Un messaggio di musica e danza che si leverà da Melpignano per quella che  sarà a tutti gli effetti  una preghiera per la pace.  La prima ballerina, inoltre danzerà su altri  due brani di musica tradizionale arrangiati dal maestro concertatore Raphael Gualazzi, insieme al Corpo di Ballo de La Notte della Taranta 2017, diretto dal coreografo Luciano Cannito. Nicoletta Manni,  nel 2014 ha assistito  al Concertone di Melpignano  e  apprezzato  la bellezza della pizzica. A distanza di tre anni, torna da protagonista sul palco di Melpignano. Nel ventennale della manifestazione, si inaugura un nuovo percorso che segna l’apertura de La Notte della Taranta a tutte le arti. Come avvenuto per la musica, dove ogni anno l’Orchestra ospita artisti provenienti da ogni parte del mondo e da altri generi musicali, anche la danza, si apre alla contaminazione del mondo classico e contemporaneo.

 

Nicoletta Manni: “Ho accolto subito con grande entusiasmo l’invito della Fondazione La Notte della Taranta, a prendere parte a questa manifestazione meravigliosa. Sono orgogliosa di danzare nella mia terra, ma soprattutto sono felice di poter dare il mio contributo e trasmettere attraverso la mia esibizione un messaggio importante: la pace,  tema di   questa edizione del Concertone, particolarmente significativo  in questo momento storico.”

AL VIA I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL PALCO DI MELPIGNANO

Sono iniziati i lavori per la costruzione del maestoso palco che quest’anno ospiterà il Concertone finale di Melpignano del 26 agosto. La struttura, sarà ancora più grande rispetto allo scorso anno, circa il 20% in più con un palco di 330 mq. La superficie complessiva  dell’impianto è di 33x19m per un’altezza di 16m. Il palco dove si esibirà l’Orchestra Popolare, il Corpo di ballo  e gli ospiti internazionali, sarà interamente coperto. Il materiale utilizzato è acciaio ferroso per la struttura portante e alluminio per il tetto. Sulle torri laterali saranno installati 200mq di led  per i videowall attraverso i quali saranno proiettate le immagini del Concertone in diretta. 

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Fondazione la Notte della Taranta

Via della Libertà, 66 (Ex Convento dei Padri Agostiniani)
Melpignano (LE)
Tel: 0836439008